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Il Ruolo del Team New Zealand nel Caso One World

Il ruolo del team New Zealand nel caso che coinvolge il sindacato One World ha suscitato molta attenzione. I detentori della Coppa America hanno fatto che non parteciperanno al caso One world in veste di accusatori, rimanendo pero’, inevitabilmente coinvolti. Nella loro domanda presentata all’Arbitration Panel in cui si chiede la riapertura del caso One World, Prada e Team Dennis Conner riportano le dichiarazioni sotto giuramento di Sean Reeves, ex-consigliere giuridico del Team New Zealand, implicato nel reclutamento dei membri del sindacato One World nel 2000. Inizialmente Reeves aveva comunicato queste informazioni al Team New Zealand dopo il suo allontanamento da One World e in seguito alle battaglie giuridiche che ne erano conseguite. Mentre cinque giudici dell’Arbitration Panel sono in viaggio per Auckland in vista di un’udienza speciale che si terrà questo fine sep timana, le parti interessate stanno discutendo alle loro basi e con i loro giudici e consiglieri giuridici e studiano i dossier. Anche il Team New Zealand ha preparato un dossier che spiega la propria posizione in questo caso e dimostra come, in fin dei conti, siano le vittime principali di  questa divulgazione di informazioni riservate. Al centro dell’accusa, ci sono delle dichiarazioni che dimostrano come One World fosse in possesso di progetti segreti appartenenti a tre equipaggi che hanno partecipato alla Coppa America  nel 2000, sembrerebbe di Prada, America True e Team New Zealand. Ma la maggior parte di questi documenti riguarda delle informazioni legate a disegni progettuali delle due barche del Team New Zealand, NZL-57 e NZL-60. Verso la fine dello scorso anno, One World aveva condotto una verifica interna, individuando numerose trasgressioni al protocollo della Coppa America. A quell’epoca il Team New Zealand aveva chiesto all’Arbitration Panel di investigare anche oltre le sole dichiarazioni di One World, ma la sua richiesta era stata rifiutata. L’Arbitration Panel ha tenuto conto delle sole dichiarazioni di One World che è stato in seguito penalizzato di un punto alla fine dei due Round Robin della Louis Vuitton Cup. L’Arbitration Panel aveva dichiarato che se il Team New Zealand avesso voluto   approfondire l’inchiesta, avrebbe dovuto rinnovare la sua domanda. In molti desideravano impossessarsi dei segreti dei detentori del trofeo  e fino a prova contraria si riscontrano molte delle soluzioni adottate dal team New Zealand nel 2000 su One World, più che su ogni altra barca. Nonostante cio’ il team New Zealand non aveva presentato un’altra protesta. Anche se, non si è discusso di questo problema, sembra che la causa principale fosse finanziaria. Con un budget ridotto e dovendo prepararsi allo scontro contro sfidanti tra i più preparati nella storia della Coppa, il Team New Zealand sapeva che non poteva permettersi alcuna distrazione o farsi carico delle spese eventuali di un processo  contro una squadra diretta da miliardari. Nonostante tutto, sembra evidente che è nell’interesse del Team New Zealand far luce su una questione del genere. Questo spiega gli sforzi compiuti per approfondire l’inchiesta iniziale e anche la volontà di testimoniare all’udienza che si terrà questo fine sep timana, se sarà necessario. Nella loro dichiarazione, preparata nel corso di questa sep timana, il Team New Zealand sottolinea che durante la prima presentazione del suo dossier all’Arbitration Panel nel maggio scorso, questo aveva insistito per ottenere una copia dettagliata delle dichiarazioni di Reeves, il quale, aveva detto che avrebbe fatto conoscere le sue dichiarazioni soltanto dopo il primo giugno, quando credeva di non essere più  legato a One World, mantenendo quindi, riservate le informazioni a riguardo. Nel frattempo l’Arbitration Panel aveva respinto la richiesta del Team New Zealand di ottenere una proroga per fornire la dichiarazione di Reeves. Cio’ significava che il difensore non poteva procedere nell’indagine. Il 9 giugno, Reeves ha fornito al Team New Zealand una dichiarazione dettagliata ma il caso One World a quel punto era già chiuso. Dopo aver valutato il caso, l’Arbitration Panel ha ritardato il giudizio per parecchi mesi. Poi, in agosto, è scoppiato un altro scandalo quando Reeves ha inviato al Team neozelandese una busta contenente dei disegni. One World ha lanciato una nuova azione contro il Team New Zealand , che presto è stata abbandonata giorni dopo senza che fosse neccessario l’esame dell’ Arbitration Panel. Cio’ che aveva permesso di appianare questa disputa in cosi’ breve tempo era l’ammissione da parte di Team New Zealand che tutti punti di accusa nell’ACAP 01/8, il caso originale, erano stati trattati e risolti. Pertanto, visto che al tempo della prima disputa Team New Zealand si era espressamente riservato il diritto di domandare chiarificazioni su altre questioni riguardanti One World, aveva annunciato che la questione era chiusa per risolvere la seconda protesta. Di conseguenza, il Team New Zealand non si è unito alla protesta  nel caso attuale di Dennis Conner e Prada. Ma nella sua dichiarazione il segnala all’Arbitration Panel che è pronto a fornire tutte le prove ed i testimoni che potranno servire per far luce su questo nuovo caso. Prada e Team Dennis Conner avevano già chiesto al Team New Zealand di mettere a disposizione dei disegni dettagliati dell’attrezzatura usata nell’armo delle barche del 2000. Team New Zealand ha accettato sia di rendere disponibili questi documenti, sia di garantire la presenza di membri dell’equipaggio esperti nel campo per rispondere a tutte le eventuali questioni, a condizione che sia rispettata la massima riservatezza. Il caso sarà ascoltato ad Auckland questo fine sep timana.

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