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Intervento di Anton Francesco Albertoni Presidente Ucina Confindustria Nautica

Genova, 1° ottobre 2011 Signor Ministro, Signora Sindaco, Autorità, Colleghi, non vi rivolgo il consueto saluto di benvenuto al 51° Salone Nautico Internazionale di Genova, ma un grande abbraccio per essere qui, tenacemente, con la voglia di credere in questo sep tore e, più in generale, nel futuro manifatturiero dell’Italia. Grazie a voi aziende, e su vostro stimolo, l’Associazione ha dato vita a un Salone rinnovato e straordinario. Veramente straordinario se lo confrontiamo con la situazione generale del Paese e del mondo. L’unico paragone che oggi ha senso fare! Sono orgoglioso che possiate visitare un padiglione della piccola nautica, vera porta di accesso alla passione per il mare, ammirare i gioielli della grande nautica che il mondo ci invidia, godere di quello che – grazie ai vostri investimenti – è, e rimane, il primo appuntamento mondiale del sep tore. Tante sono le novità delle aziende, tante sono le novità del Salone. C’è la banchina per le prove a mare, la ricollocazione della vela al centro del quartiere, il villaggio Navigar m’è dolce frutto della collaborazione fra UCINA, Ministero dell’Istruzione e FIV. Il Padiglione C diventa la cittadella della tecnologia e dell’innovazione, sede degli incontri fra imprenditori giunti da tutto il mondo per conoscere le nostre aziende. Ci sono le moltissime delegazioni di operatori esteri, saluto in particolare quella cinese, venuta da Qingdao, e quella coreana, che sono già in sala oggi. C’e il GenovaInBlu, una piccola rivoluzione per Genova. Con lo spirito imprenditoriale che ci contraddistingue lo abbiamo voluto per integrare e coinvolgere la città e mostrarla al meglio ai visitatori giunti da tutto il mondo. Lo abbiamo visto crescere di giorno in giorno, con il forte appoggio della Camera di Commercio di Genova e del Tavolo di Promozione della città e del territorio, per realizzare un programma ricchissimo di eventi. Fatemelo ripetere: noi della nautica, tutti, siamo veramente straordinari. Siamo imprenditori, lavoratori, innovatori, appassionati, non altro. Eppure ci siamo sentiti spesso soli, soprattutto di fronte alla campagna mediatica scatenata quest’estate proprio contro la nautica e i diportisti, che ha sicuramente arrecato grave danno al comparto. Oggi sulla poltrona avete trovato una maglietta: “Battiamo bandiera italiana”. È una prova d’orgoglio e anche una dichiarazione di volontà. “Battiamo bandiera italiana” perché siamo un sep tore dell’eccellenza manifatturiera del nostro Paese, uno dei pochi che ancora produce realmente qui, e che quindi dobbiamo fare di tutto per difendere. “Battiamo Bandiera Italiana” perché i diportisti continuino a scegliere il tricolore sulla poppa delle loro barche come gesto di orgoglio e appartenenza, pur sapendo che altri paesi dell’Unione Europea, come per esempio la vicina Francia, privilegiano fortemente le loro bandiere. Ma queste magliette, signor Ministro, vogliono soprattutto dire che vogliamo rimanere italiani, ma solo la politica e le istituzioni, dello Stato e delle Regioni, potranno permettercelo. Non chiediamo finanziamenti, chiediamo di essere messi nelle condizioni di fare impresa e creare nuova occupazione, come sempre abbiamo dimostrato. Chiediamo nuovi strumenti per far ripartire il mercato interno. Chiediamo leadership, ascolto, provvedimenti rapidi e concreti. I contenuti tecnici sono già tutti sui tavoli ministeriali . Chiediamo, soprattutto, un chiaro, forte ed inequivocabile, segno di vicinanza politica del Governo. I dati dell’Ufficio Studi, che presenteremo domani alla stampa, lo dicono in maniera chiara: in un solo anno la quota di produzione per l’export è cresciuta del 9% e quella per il mercato interno è crollata al 33%. Se questo Paese ci condanna a fare barche solo per gli stranieri, le nostre aziende saranno costrette ad andare a farle direttamente a casa loro. Quella della delocalizzazione sarà una strada dolorosa, anche perché non tutti possono intraprenderla e, alla fine, l’unico sconfitto sarà il nostro Paese. Ieri, alla vigilia del Salone, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha firmato un’importante circolare che finalmente detta le regole IVA per il noleggio e la locazione. Un segnale fondamentale con cui il Fisco fa la pace con la Nautica. Lei, dal canto suo, signor Ministro, ci è stato molto vicino e grazie a Lei abbiamo avuto ben cinque norme dedicate al sep tore, nel recente provvedimento sviluppo. Non lo dimentichiamo! Ora però abbiamo bisogno di un Governo che governi e faccia immediate scelte coraggiose per far tornare l’Italia a crescere . Noi abbiamo la consapevolezza di essere fra quei pochi comparti in grado di trainare il Paese fuori dalle secche. Ancora una volta i dati che il Censis diffonderà a fine mese, confermano che la nautica ha i più alti moltiplicatori di reddito e occupazione di tutto il cluster marittimo. Abbiamo la consapevolezza della nostra serietà per la quale, Ministro, oggi ci trova lucidi e concreti con in pugno, anzi indosso, la sola bandiera italiana. Ma non per questo meno determinati. Nel il nostro comparto sono indispensabili politiche fiscali, prassi doganali e regimi amministrativi competitivi e non punitivi, per le aziende e per l’utenza. Per questo la nautica, signor Ministro, ha il diritto di essere ricompresa nel prossimo provvedimento per lo sviluppo, allo studio del Governo. Perché vogliamo continuare a “battere bandiera italiana”.

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