Italia Campione del Mondo nella Classe 470 con Gabrio Zandonà e Andrea Trani

Chiusura trionfale dei mondiali di vela olimpica a Cadice per la vela azzurra Emozionante e perfetta l’ultima regata degli azzurri, che conquistano un titolo storico Qualifica olimpica del Tornado azzurro con Francesco Marcolini-Edoardo Bianchi (12°) Sibello (49er) 23°, Negri (Laser) 21°. Il bilancio azzurro del mondiale Vela olimpica azzurra campione del mondo a Cadice: gli atleti della Marina Militare Gabrio Zandonà e Andrea Trani hanno conquistato uno storico titolo nella classe 470, precedendo gli australiani Willmot-Page e gli spagnoli Martinez Doreste-Wood. Nell’ultima e decisiva regata, gli azzurri hanno concluso al 9° posto, mentre i diretti rivali sono rimasti nelle retrovie, terminando 27° e 32°. Quello di Gabrio Zandonà e Andrea Trani è un trionfo meritato, in un mondiale che li ha visti al primo posto dalla prima all’ultima giornata. La regata della verità è stata emozionante: dopo due ore di attesa per il vento debole e instabile, poco prima delle 15 il comitato di regata ha dato il via, con vento da ponente di circa 6 nodi e un campo di regata difficile da interpretare. L’equipaggio italiano, subito in vantaggio su spagnoli e australiani, è stato praticamente perfetto, chiudendo ogni possibilità di rimonta ai rivali, nonostante le difficoltà dovute al vento leggero e all’onda lunga oceanica. Una regata conclusa con un ultimo brivido: all’ultima boa prima del piccolo lato di lasco verso il traguardo, il vento debole ha fatto ricompattare il gruppo e gli azzurri si sono trovati in un affollato giro di boa, dal quale sono stati i più lesti a districarsi, volando verso il traguardo e compiendo un’impresa storica e bellissima. Emozionati i due velisti italiani dopo l’arrivo: “Ancora non mi rendo conto – ha detto il timoniere romano Gabrio Zandonà – voglio aspettare per ascoltare l’inno alla premiazione”. “E’ bellissimo” hanno detto all’unisono e con qualche lacrima di gioia, fra i complimenti di tutti. “Siamo stati primi per tutto il mondiale – ha proseguito Zandonà – e credo che il titolo l’abbiamo meritato più di tutti, è una gioia immensa”. La regata di oggi, una volata a pari punti con due avversari, poteva nascondere mille insidie: “Siamo riusciti a mantenere la concentrazione – ha commentato il prodiere Andrea Trani, di Monfalcone – e sin dai primi bordi ci siamo resi conto di avere velocità e un buon vantaggio sui due avversari. Anche se in queste condizioni fino all’ultimo può succedere di tutto. Dopo il bronzo alle preolimpiche ci godiamo questo titolo, sofferto e meritato”. Un titolo che torna in Italia dopo ben 18 anni da quando nel 1985 fu vinto da Tommaso ed Enrico Chieffi. “Un titolo mondiale in una classe olimpica è sempre un’impresa – risponde Zandonà – e basta pensare a quanto tempo è passato. Preferisco non pensare al passato, siamo soddisfatti della vittoria e guardiamo avanti”. Il presidente federale Sergio Gaibisso è stato il primo a telefonare ai due azzurri quando erano ancora in barca pochi istanti dopo l’arrivo, per complimentarsi. Grande gioia in acqua intorno alla barca italiana, con il tecnico FIV Federica Salvà e le sirene delle barche spettatori, nonostante la delusione per la sconfitta dell’equipaggio spagnolo. Gabzio Zandonà, 26 anni, romano, ha iniziato ad andare a vela sulla classe Optimist a Ostia con il maestro Mario Siano, e già nella classe giovanile ha conquistato i primi successi in campo nazionale e internazionale. Sul 470, prima di questo mondiale, vantava due secondi posti al mondiale juniores. Andrea Trani ha 27 anni è nato a Gorizia e cresciuto velisticamente a Monfalcone. Le reazioni di Tommaso Chieffi, che aveva 23 anni nel 1985 quando vinse il precedente mondiale 470, ed è oggi uno dei velisti italiani più in vista: “E’ una notizia che fa piacere, per la vela italiana. Faccio tantissimi complimenti a Gabrio e Andrea. Sono già passati 18 anni, ma ancora oggi in una graduatoria dei miei successi nella vela il mondiale 470 resta al primo posto, il più bello. Qualla vittoria per noi significò molto: fu una rivincita dopo le Olimpiadi di Los Angeles che finimmo al 5° posto con una barca vecchia, e cambiò la nostra vita. Dopo il mondiale arrivò l’ingaggio in Coppa America su Italia, gli allenamenti in Sardegna e tante esperienze fino al Moro di Venezia. Da una passione, la vela è diventata il nostro lavoro”. Nella giornata finale del mondiale di Cadice è arrivata la conferma della qualifica olimpica per il Tornado azzurro grazie al 12° posto di Francesco Marcolini e Edoardo Bianchi (25 nell’ultima prova). 31° Montefusco-Rizzi (ottimo 6° nell’ultima prova), 44° Sonino-Bruni (30), 58° Sorrentino-Colombo (dnc), 67° Angilella-Barraja (61). Nella classe 49er I Sibello hanno chiuso al 23° posto. 30° Modena-Modena, 60° Vacondio-Gabbi, 62° Mazzotti-Ivaldi. Nella classe Laser Diego Negri ha chiuso al 21° posto (7 nell’ultima prova), 76° Michele Paoletti, 98° Giorgio Poggi, 118° Michele Regolo. Il bilancio azzurro del mondiale, oltre al titolo iridato 470, comprende le qualifiche olimpiche nelle classi Star, Yngling, Tornado e Mistral maschile. Sfumate invece le qualifiche nelle classi Finn, Europa e 470 femminile. Già precedentemente qualificate per Atene le classi 470 M, Laser, 49er e Mistral femminile.

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