L’International Catamaran Challenge Trophy Resta negli Usa

SFUMA IL SOGNO DEGLI SFIDANTI ITALIANI, BATTUTI 4-3 IN FINALE. SPETTACOLO ED EMOZIONI NELLE DUE REGATE DECISIVE RIPETUTA IN SERATA LA REGATA DI SPAREGGIO PER DECISIONE DELLA GIURIA Rimini – l’International Catamaran Challenge Trophy (ICCT), trofeo mondiale e icona della vela per piccoli catamarani, resta negli Stati Uniti. l’equipaggio defender di John Lovell e Charlie Ogletree ha infatti battuto in finale gli sfidanti italiani Daniele Saragoni e Teo Di Battista, con il punteggio di 4-3 dopo 7 combattutissimi match al largo del Marina di Rimini. Nella giornata finale del trofeo, che dal 1961 è soprannominato negli ambienti della vela la “piccola coppa America”, sono state corse due splendide regate di match race, con vento medio-forte di 10-15 nodi, oltre a una spettacolare regata di flotta che ha chiuso con soddisfazione generale una sep timana intensa di alto livello agonistico tra I catamarani Javelin della Bimare del costruttore Lallo Petrucci, patron della manifestazione che ha portato in Adriatico uno degli eventi più importanti del panorama velico. Si partiva dal punteggio di 3-2 in favore dei due velisti romagnoli Daniele Saragoni e Teo Di Battista. La sesta prova è iniziata nella tarda mattinata, con vento sui 10 nodi, condizioni preferite dall’equipaggio statunitense, più pesante. Partenza alla pari, ma nel bordeggio si è avvantaggiato lo scafo con bandiera USA. Saragoni-Di Battista hanno il merito di crederci fino in fondo, arrivando quasi a completare la rimonta. All’ultima boa del percorso gli italiani riuscivano a infilarsi interni in boa, ma nella manovra il prodiere Di Battista toccava la boa: immediata la penalità che costava nuovamente la testa della corsa, con Lovell-Ogletree che andavano a tagliare il traguardo per la parità: 3-3, e necessità dello spareggio-bella per definire il vincitore del Trofeo 2005. Questa regata, tuttavia, sarà annullata dalla Giuria dopo il rientro a terra degli equipaggi. Il motivo: la boa toccata da Di Battista è stata girata da entrambi i catamarani per errore, non essendo in effetti la boa del percorso. La regata stessa dunque non sarebbe stata regolarmente conclusa dai due equipaggi. La regata successiva è stata vinta dagli statunitensi Lovell-Ogletree già alla partenza: nel corso del circling prima del via i due ex olimpionici USA erano bravi a tenere lontani dalla linea Saragoni e Di Battista, partendo invece lanciatissimi allo sparo. In questo modo gli USA potevano gestire la regata, scegliendo di bordeggiare nel lato favorito del percorso e rendendo vano ogni tentativo di rimonta dei due velisti romagnoli. Al rientro a terra, quando gli americani stavano già festeggiando la difesa della coppa, la sorpresa: si torna in mare per ripetere la regata irregolare. Il definitivo spareggio si è corso in una atmosfera particolare, con vento a 10-11 nodi e mare piatto e con il sole al tramonto. Saragoni-Di Battista, teoricamente favoriti psicologicamente dal ritorno in corsa, si facevano però trovare impreparati all’attacco di Lovell-Ogletree già nel prepartenza, rimediando ben due penalità. Il loro era dunque un avvio con handicap: i due velisti a stelle e striscie conducevano il match senza sbavature dalla prima all’ultima boa, vincendo la regata che vale il Trofeo. Daniele Saragoni e Teo Di Battista sconfitti 4-3, identico punteggio della finale di Newport 2003: due assalti alla “piccola coppa America” che li hanno portati vicinissimi al successo per lasciarli con l’amaro in bocca. “Una sorta di maledizione – affermava in banchina Saragoni – che ci lascia delusi, perchè eravamo velocissimi e potevamo farcela. Una nuova sfida? Ora è troppo presto per pensarci, vedremo.”

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