LUCIO COZZUPOLI NUOVO RESPONSABILE GIOVANILE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA CLASSI WINDSURF PER IL 2016

Lucio Cozzupoli è il nuovo responsabile per il 2016 del Progetto Giovani della AICW, Associazione Italiana Classi Windsurf. Il Consiglio Direttivo ha deciso di affidargli l’incarico succedendo a Davide Gabriellini, coerentemente con la volontà di nominare un responsabile a rotazione. Cozzupoli era già nel gruppo dei coach giovanili 2015, come responsabile dell’area centro-sud e Sicilia. 

 

Ciao Lucio, presentati per quei pochi che non ti conoscono…

 

‘Sono Lucio Cozzupoli, siciliano con una grande passione per il mare. Quando da adolescente ho provato il windsurf me ne sono letteralmente innamorato e non l’ho più lasciato. Ne sono quindi diventato Istruttore, così come poi ho fatto anche con il Kitesurf; la mia grande passione tuttavia è e rimane il Windsurf e cerco di trasmettere e condividere il mio entusiasmo in ogni momento della vita’. 

 

Come siamo messi a livello giovanile in Italia secondo te e dove e come si può migliorare.

‘Abbiamo recentemente iniziato un percorso ambizioso e di grande visione: il Progetto Giovanile. Nell’arco dello scorso anno abbiamo creato le basi: un programma di gare, una copertura territoriale a livello di istruttori e uno standard di attrezzature. L’uniformità della tavola mira a dotare i ragazzi di equipaggiamenti ai massimi livelli senza gravare pesantemente sulle famiglie, serve inoltre a stimolare la competitività tra i giovani in modo che si possano confrontare solo ed unicamente sulla base delle loro capacità (che possono quindi allenare). Abbiamo improntato tutto nell’ottica di costruire un team, affiatato, con ragazzi desiderosi di vincere tanto quanto desiderosi di allenarsi tutti insieme, come d’altronde è il vero spirito del Windsurf: una tribù di amici che coltivano insieme una passione. Questo progetto ha grandissime potenzialità, i giovani stessi ne hanno, abbiamo già portato a casa i primi risultati ma c’è ancora tanto da fare. In primo luogo occorre migliorare l’aspetto tecnico con sessioni di allenamenti che coinvolgano tutti gli atleti, dove si vada ad alternare l’apprendimento teorico, quello pratico e dove si costruisca lo spirito di squadra con obiettivi comuni e condivisi’.

 

Chi sono coloro che compongono lo staff del progetto e se ci sono new entry rispetto al 2015.

‘Lo staff rimane pressoché invariato rispetto allo scorso anno. I coach sono quindi: David Gabriellini, responsabile del Circolo Surf Tre Ponti di Livorno. Armando Bronzetti, presidente del Circolo del Surf di Torbole, Giuseppe Pugliese in Sardegna e Emanuele Arciprete nel Lazio , oltre a me, con incarico di coordinatore nazionale’

 

Ci saranno anche nel 2016 i raduni di stage? che risultati hanno portato l’anno passato? e quali sono gli indirizzi programmatici che intendi dare al lavoro che intendi seguire…

 

‘Sicuramente gli stage sono uno dei due pilastri dell’attività insieme ad un programma di allenamento per obiettivi da implementare e mantenere localmente. Il banco di prova saranno le gare distribuite su un fitto calendario che a giugno e luglio vedrà numerosi appuntamenti. Già lo scorso anno abbiamo creato momenti di confronto per avvicinare i campioni di oggi ai campioni di domani: sono stati momenti molto costruttivi, perché che sia essenziale trasmettere ai ragazzi non solo la migliore tecnica possibile, ma anche l’importanza di mantenere viva quella forte passione che li anima. L’inserimento dei raduni di stage è parte di una metodologia che ha già portato i primi frutti, è sufficiente osservare i piazzamenti dei nostri giovani nelle ultime competizioni a livello mondiale. C’è anche da ricordare che avendo uniformato l’attrezzatura, siamo più liberi di lavorare sul perfezionamento della tecnica, favoriamo lo scambio tra i ragazzi in merito ai piccoli successi che così sono molto più condivisibili e riportando la competizione al fattore allenamento. Proprio per massimizzare la soddisfazione dei nostri ragazzi sto progettando un programma di training che permetta al gruppo di migliorarsi insieme grazie ad obiettivi ed esercizi comuni e trasversali, facendo crescere la competitività nei confronti delle altre nazionalità. Intendo anche arricchire i momenti comuni con l’inserimento di approfondimenti che accrescano la sicurezza dei ragazzi e la cultura su svariati temi collegati con l’attività sportiva’.

 

Per il primo anno di questo progetto molte energie sono state puntate sullo slalom, è una scelta che verrà ripetuta?

‘Certamente, ad oggi lo Slalom è la disciplina le cui regate raccolgono il maggior numero di partecipanti, per questo è prioritaria, sia per competere ad alti livelli sia per avere maggiori occasioni di allenamento e di confronto. Tuttavia non intendiamo tralasciare le discipline artistiche ed il Formula proprio per dare più scelta ai ragazzi, in base ai loro gusti e alle loro individualità’. 

Come è lo stato dell’arte della realtà siciliana per il windsurf e per i giovani?

‘Più che della realtà Siciliana parlerei della realtà che coinvolge il Sud Italia. Vedo grandi potenzialità in termini di giovani promesse. Essendo circondati da acqua i ragazzi vengono maggiormente a contatto con questi sport, possono allenarsi seriamente tutto l’anno anche grazie alle temperature molto miti che caratterizzano le nostre aree, spesso inoltre la cultura marinara fa parte di molte famiglie. Abbiamo così ad esempio eccellenti velisti che con il windsurf progrediscono ad una velocità sorprendente. Dobbiamo però fare di più e molto, dando più visibilità a questo sport e facendolo rientrare a pieno titolo tra le opzioni che le famiglie hanno nella scelta dello sport da far provare al proprio figlio. Solo così i ragazzi potranno individuare la propria passione e perseguirla’.

 

Cosa diresti ad un giovanissimo che intende avvicinarsi al mondo del windsurf e delle gare..

‘Fallo ora! La decisione di fare il primo passo, di provare qualcosa di non convenzionale è il primo passo verso la libertà. E non appena avrà superato le prime volte in cui berrà tanta acqua, quando inizierà a scivolare sull’acqua, quando inizierà a prendere velocità e quasi a volare proverà delle emozioni che è difficile provare altrove. E imparerà anche tanto, perché il windsurf insegna tanto: innanzitutto sentirà che nulla è impossibile, occorre tanto impegno a seconda della difficoltà dell’obiettivo che ci si pone, ma se c’è l’impegno il risultato si ottiene, certamente. Se quella è poi la sua passione gli direi di perseguirla, di fare gare, farne tante, di impegnarsi e di vincerle, perché in questo sport innanzitutto si può vincere e si può arrivare in alto, pur continuando e divertirsi come il primo giorno, anzi molto molto di più. Il Windsurf è fatto di amici, di un divertimento sano e di una competizione bella, quella di chi dopo la gara esce a mangiare la pizza insieme e si dorme nello stesso appartamento. Il Windsurf permette di viaggiare, di vivere il mare con rispetto, di apprendere con umiltà da chi ha più esperienza di te e di imparare a prendere decisioni. Questo perché il windsurf è fatto di tante piccole decisioni da prendere in ogni millisecondo della planata, strambata o partenza. Quindi decidi ora’.

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