Mostra di cartografia antica: Alla ricerca dell’isola scomparsa dell’Arcipelago Toscano

Per gli appassionati di storia marittima, miti e leggende di mare da venerdì 3 a sabato 18 ottobre 2014 alla galleria ARTEMARE di Roma in via dell’Acqua Traversa 247 tel. 06 3313773, lo scrittore  Daniele Busetto espone la cartografia antica che lungo 130 anni, dal 1589 al 1720, riportava tra Giglio e Giannutri l’ottava isola dell’arcipelago toscano chiamata Zanara. L’orario della galleria ARTEMARE è 10 – 13 e 16 – 20 tutti i giorni eccetto festivi.              

Il naufragio della Costa Concordia e le sue coordinate geografiche hanno riportato alla luce la storia dell’isola che non c’è della Toscana. Pare che nei momenti appena successivi al tragico evento qualcuno dei vecchi pescatori dell’isola del Giglio abbia ipotizzato lo scontro della nave con la mitica isola di Zanara, riportata per la prima volta da Gerardo Mercatore cartografo, scienziato e astronomo, che per primo la segnala nella sua mappa antica dedicata alla Tuscia del 1589. Si sa che le carte geografiche medievali e rinascimentali spesso si basavano su sistemi di rappresentazione simbolici, e che enfatizzavano la grandezza dei Continenti perché la loro raffigurazione non derivava da osservazioni dirette ma da altre mappe più o meno aggiornate con le indicazioni che provenivano direttamente dai naviganti con le nuove terre scoperte. Le mappe antiche univano parti del mondo conosciuto con parti delle nuove terre da poco esplorate e a queste venivano spesso aggiunte terre incognite, richiamando il mondo dei filosofia. Nelle stesse carte geografiche poi venivano rappresentati luoghi mitici, come l’isola di Brazil o l’Isola di San Brandano o la rappresentazione dell’Antartide prima della glaciazione.              

Lo studio approfondito svolto dall’espositore ha trovato tante  mappe antiche che riportano l’isola Zanara: la carta della Tuscia del 1589 di Gerardo MERCATORE,  quella del 1592 di Matthew QUAD e Johannes BUSSEMACHER, nel 1596 la mappa di Theodore DE BRY, la carta aggiornata del 1600 di Gerardo MERCATORE, nella Italiae nova et exacta descriptio di Battista DOETECUM dello stesso periodo, quella del 1607 dell’Italia centrale, includendo lo Stato della Chiesa, il Ducato di Urbino e gran parte della Toscana di Fabio MAGINI, quella del 1606 dell’Italia di Wiillem Janszon BLAEU (o BLAEW o BLEAW), ancora la mappa  Description du Cartier de Siene – Senese Territorium del 1618 di Petrus BERTIUS e l’Italiae del 1620 di Francesco VALEGGIO,  dello stesso  anno la carta dello Stato del Papa e del Duca di Toscana di Pietro TODESCHI e l’Italiae di Petro PLANCIUS (inc. Paul De La Houue’s), nel 1625 nell’Italia Nova et Exacta Descriptio di Davide CUSTODI, nel 1630 la mappa Tuscia Episcopatus di Jan Evertsz CLOPPENBURGH e nel 1635 di Wiillem Janszon BLAEU di nuovo la segnala  nella sua carta dello Stato della Chiesa con la Toscana, un anno dopo fa lo stesso Hendrick HONDIUS con la mappa Stato della Chiesa, Dominum Ecclesiasticum in Italia, del 1640 la carta Stato della Chiesa con la Toscana di Matthaus MERIAN, dello stesso anno in quella dello Stato della Chiesa con la Toscana di Johannes JANSSONIUS, nella mappa del 1641 Italia Antiqua di Melchior TAVERNIER e Nicolas SANSON, in quella del 1642 dello Stato della Chiesa di Giovanni Antonio MAGINI, nella carta Les Tèrres de l’Eglise et la Toscane del 1649 di Philippe BRIET, nell’edizione latina del Theatrum Orbis Terrarum del 1663, di Wiillem JANSZON,  nell’Italia Antiqua del 1672 di Nicolas SANSON, nella carta del 1706 Italie diviseè en ses Etats di Nicolas DE FER e per finire l’ultima mappa che la riporta è l’Antiqua Italia del 1720 di Pierre VANDER.              

Tutti questi illustri cartografi antichi hanno rappresentato Zanara  tra le isole di Giglio e Giannutri, in una zona conosciuta come “ Secca della Vedova” e tristemente ricordata come un piccolo triangolo delle Bermude dove nel tempo si sono verificati incidenti e naufragi. Ma molto prima della cartografia, Zanara è menzionata negli scritti di San Mamiliano, il santo del V secolo vissuto e morto nell’isola di Montecristo, il cui tesoro è stato ritrovato recentemente a Sovana.              

Il mare ha sempre avuto i suoi segreti che qualche volta sono misteri permeati di leggende antiche e di sbiaditi ricordi, ma in questo caso abbiamo tale e tanta documentazione cartografica che suggeriscono a invitare gli organi preposti ad avviare studi sottomarini specifici per capire se nella zona ipotizzata c’è stata realmente un’isola.              

L’anno scorso Daniele Busetto su Rai 1 Lineablu in barca con la conduttrice Donatella Bianchi ha raccontato la storia dell’isola di Zanara e della cartografia antica tra Giglio e Giannutri. Daniele Busetto, comandante della Marina in congedo e  laureato in diritto internazionale, scrive di arte e cultura di mare da più di trent’ anni e quest’anno ha ricevuto il premio giornalistico letterario Carlo Marincovich per la cultura del mare con un articolo pubblicato da NAUTICA.  Sempre per la nostra rivista ha dedicato due dei suoi lavori alla cartografia antica e a Ferdinandea, l’altra isola emersa e scomparsa a largo della Sicilia intorno al 1830.

 

ARTEMARE Roma

via dell’Acqua Traversa 247

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