Museo del Mare All’Isola Palmaria

Da antico presidio militare e patria galera a museo del mare. Una splendida parabola per l’ex batteria Umberto Primo, realizzata dai Savoia sull’isola Palmaria per controllare l’ingresso del golfo della Spezia e, dopo la guerra, usata per alcuni anni come carcere. La conversione, nel segno della pace e del mare, avverrà grazie ai fondi dell’Unione Europea, sulla base del progetto messo a punto dal Comune di Portovenere e della Provincia della Spezia, con il contributo determinante di Marenostrum (l’Archeoclub d’Italia) insieme all’Università di Pisa e alla Soprintendenza della Liguria. L’operazione è diventata fattibile dopo il disco verde della Marina militare, proprietaria dell’immobile, che l’ha dato in concessione quindecennale alla Provincia. I tempi di questo laborioso iter procedurale non sono stati brevi ma in Provincia contano di iniziare i lavori subito dopo l’estate. La spesa prevista è di circa cinque miliardi di lire, ma alla fine nella vecchia struttura militare sorgerà qualcosa di unico nel suo genere. Nelle stanze che una volta ospitavano le munizioni dei cannoni che sorvegliavano l’ingresso del golfo, troveranno posto vasche per lo studio della biologia marina (con l’acqua prelevata direttamente dal mare) e teche per esporre al pubblico i reperti di archeologia subacquea trovati intorno all’isola, lungo l’antica via del marmo che collegava le Alpi Apuane con i porti della Gallia e le ville di ricchi romani, spesso adornate di marmo bianco. Si potranno vedere anche le celle, lasciate a raccontare un passato da dimenticare, e sale per dibattiti e conferenze. Una sala, buia e termocontrollata, sarà usata per l’allevamento di organismi marini.

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Nautica Editrice

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