Nel Mar Cinese Meridionale, la Scommessa di Puma

Alicante, Spagna – 1 febbraio 2012 – Sono ormai in pieno mar cinese meridionale, i sei team partecipanti alla terza tappa della Volvo Ocean Race, in condizioni che come previsto si vanno facendo più impegnative. Telefonica mantiene la testa e resiste ai tentativi di attacco dei francesi di Groupama 4, CAMPER si è portato in terza posizione mentre la mossa più audace è quella di PUMA, che ha deciso di “splittare” dalla flotta facendo rotta verso est. I giochi, a meno di 700 miglia dal traguardo sono ancora, incredibilmente, aperti. Cambiamenti nella classifica provvisoria della terza tappa verso Sanya. La scorsa notte, mentre i due leader Team Telefónica e Groupama continuavano a battagliare per la prima posizione, è stata la scelta di Ken Read di portare il suo PUMA Mar Mostro nella parte più orientale del campo di regata a fare notizia e ha scombussolare le carte, CAMPER è risalito in terza posizione e Abu Dhabi in quarta, ma bisognerà attendere le prossime ore per vedere se il diverso bordeggio degli americani si rivelerà vincente. Secondo Amory Ross, il Media Crew Member del team statunitense, la scelta coraggiosa è stata dettata dalla lettura dei dati meteorologici e sebbene comporti una distanza più ampia da coprire, l’opzione potrebbe portare lo scafo nero in un’area con venti più favorevoli, quindi con un minor numero di virate e una corrente meno intensa. Come confermato dal navigatore stelle e strisce Tom Addis. “E’ una separazione piuttosto consistente, rimangono circa 800 miglia prima del traguardo ed essere così distanti non è una cosa comune, ma a volte la meteo ordina di fare delle cose e quindi si finisce in posti, eccoci qui. Siamo andati ad est , su un bordo mure a sinistra, preso il salto che cercavamo e stamattina abbiamo rivirato verso nord. Siamo indietro sul tabellone ma la nostra posizione rispetto alla flotta è buona, speriamo di uscire con un buon passo e riuscire a passarli. La scommessa dipende dalla direzione del vento e dalla corrente, c’è un sacco di corrente nel mar cinese meridionale e la prima motivazione della nostra scelta è proprio quella di evitare la corrente contraria. La vela è uno sport pieno di variabili, si gioca su un campo dove le cose continuano a cambiare , ogni barca fa le sue scelte e noi abbiamo sempre favorito l’est per la corrente e perché pensiamo che avremo un vento meno forte rispetto agli altri.” L’opzione occidentale presa dal resto della flotta, porterà i team a navigare al traverso della costa del Vietnam, con un continuo lavoro di virate seguendo le alture e i capi, delle manovre che consumeranno ulteriormente l’energia fisica dei velisti. Basti considerare che una virata, in queste condizioni di vento, con lo spostamento di tutto il materiale e la rimessa in assetto della barca può durare una trentina di minuti. Sebbene questa rotta sia più corta, costringerà i team a oltrepassare una zona di burrasca e di mare molto forte, con il rischio connesso di possibili rotture, ma che porterà poi gli scafi in una zona più tranquilla sottocosta. I leader provvisori della tappa, gli spagnoli di Team Telefónica hanno grande fiducia della loro barca e delle sue prestazioni in queste condizioni, il loro principale obiettivo rimane la difesa dagli attacchi dei più immediati inseguitori, i francesi di Groupama 4, che nel caso di una vittoria di tappa ritornerebbero sotto agli iberici anche nella classifica generale. Lo skipper Iker Martínez, nel suo blog oggi ha ben delineato la situazione. “Scusatemi se non mi sono fatto sentire per un po’, ma non ho avuto un attimo di tempo per sedermi tranquillo a scrivere, senza che succedesse qualcosa di importante! Non è che ora siamo più rilassati, siamo passati dall’avere la regata più o meno nelle nostre mani alla lotta con Groupama. Quindi, siamo calmi ma attenti e continuiamo ad essere in testa. Abbiamo deciso di prendere un’opzione meno rischiosa, lasciando andare Groupama ma controllando CAMPER, Abu Dhabi e PUMA. Loro sono quelli che hanno rischiato di più con una scelta radicale a est. E’ impossibile dire cosa succederà dopo… quando arriveremo vicino alla costa del Vietnam, avremo un’idea più precisa delle posizioni, vedremo domani…” A bordo dello scafo verde e arancio dei francesi, l’equipaggio si è preparato mentalmente e fisicamente alle prossime ore, riposando quando possibile, e mangiando per tenere a bada la fatica. “In un momento in cui abbiamo bisogno di sonno, esausti nel fisico e nella mente, dobbiamo lavorare come un team per spingere al massimo insieme.” Ha detto il prodiere Brad Marsh. “La barca comincia a sbattere con il vento che aumenta e le onde che crescono. E’ come andare con una mountain bike di carbonio. Si può. Ma non è certo comodo e non si sta bene, non ci sono sospensioni e il rapporto è completamente sbagliato.” Al rilevamento di oggi alle 13 GMT la distanza fra i due leader era di 7 miglia ma secondo il timoniere francese Erwan Israël la battaglia non è certo finita, anzi “Adesso i giochi sono più aperti. Il campo di gara è più grande e le barche vanno per rotte diverse. E’ la vela oceanica, noi siamo rimasti a ovest e siamo ansiosi di vedere cosa succederà in seguito.” Intanto, CAMPER è risalito in terza posizione e si trova a meno di quaranta miglia dai primi. Anche secondo il co-skipper Stu Bannatyne la situazione non è ancora definita. “Ci sono opportunità di guadagnare e di perdere, soprattutto per PUMA che ha preso una rotta diversa. Per le altre barche che si stanno tenendo più sottocosta, si tratta di giocare sui piccoli dettagli, sulle variazioni di direzione del vento e di saper sfruttare bene l’orografia della costa, evitando ostacoli come le reti da pesca. Speriamo di continuare a recuperare e di portarci abbastanza vicino per tentare qualcosa nello sprint finale verso Sanya.” Lo skipper di Abu Dhabi Ocean Racing Ian Walker, oggi quarto a 76 miglia ha descritto le ultime 12 ore come “torride”. Con l’arrivo del vento forte lo scafo nero degli emirati sperimenterà la prima navigazione di bolina con vento e mare da quando aveva disalberato poco dopo la partenza da Alicante in novembre. “Mentirei se dicessi che non sono preoccupato per l’albero e il sartiame, ma tutto dice che è ok.” Il test sarà passato efficacemente una volta che a bordo si isserà il fiocco pesante e si daranno due mani di terzaroli, cosa che non è mai successa dal montaggio del nuovo armo a Città del Capo. Team Sanya, rimane ancora in ultima posizione con un gap di oltre 250 miglia, ma ha fatto registrare una piccola rimonta nelle ultime tre ore dal rilevamento ufficiale delle 10. La classifica odierna, al rilevamento delle ore 13 GMT vede ancora Team Telefónica in prima posizione a meno di 700 miglia da Sanya, in seconda i francesi di Groupama 4 a 7 miglia e, in terza sono risaliti gli ispano/neozelandesi di CAMPER with Emirates Team New Zealand a meno di 40 miglia dai battistrada e Abu Dhabi Ocean Racing quarto a 76 miglia. Per effetto della loro diversa opzione tattica gli americani di PUMA Ocean Racing powered by BERG, sono scesi in quinta posizione con 118, 4 miglia e ben 800 di separazione laterale, Team Sanya è sesto a 256,8 miglia. Il piu veloce del lotto, alle 14 ore italiane era Abu Dhabi, che navigava a 12,4 nodi con un vento di circa 16 di componente nord-est. Notizie, immagini e la cartografia al sito internet: www.volvooceanrace.com Classifica provvisoria 1 febbraio 2012 ore 13 GMT (14 ora italiana): 1. Team Telefonica 665,7 miglia da Sanya 2. Groupama sailing team,+7 3. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +39,1 4. Abu Dhabi Ocean Racing, +76 5. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +118,4 6. Team Sanya, +256,8

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