Ordigno Bellico nel Tirreno: gli Artificieri della Marina lo Fanno Brillare

Nel corso della sep timana un ordigno risalente alla seconda guerra mondiale è stato portato alla luce dai pescatori del motopeschereccio “Santa Lucia”, al largo di Procida. Inizialmente, i marinai hanno pensato si trattasse di un grosso risultato della battuta di pesca, il peso notevole delle reti li ha indotti in questo errore, ma quando hanno portato in superficie l’attrezzatura si sono resi conto della presenza del grosso ordigno. Dopo aver allertarto immediatamente la Capitaneria di porto, i pescatori si sono allontanati dalla zona lasciando spazio agli uomini del nucleo palombari di Taranto della Marina Militare. I palombari della Marina Militare sono addestrati al disinnesco degli ordigni di qualunque natura, ma per questioni di sicurezza a volte si preferisce far brillare gli ordigni ritenuti a rischio, nel caso della bomba di Procida la scelta è stata proprio questa. Dopo un’attenta ispezione gli uomini della Marina Militare hanno deciso di far brillare l’ordigno nel corso della notte seguente il ritrovamento, mentre le autorità marittime locali isolavano la zona per scongiurare qualunque rischio. Sono molti i casi di ritrovamento di ordigni bellici nei mari intorno all’Italia, per questo motivo la Marina Militare dispone di nuclei operativi estremamente specializzati nella bonifica di aree marine, affidando il compito a uomini provenienti da Comsubin, il Comando Subacquei e Incursori di Varignano (SP), i quali seguono un corso particolarmente specialistico che li prepara a qualunque emergenza.

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