Mercury-Deals-2017_Outboard-engines_Testa_970x160

Portualità del Garda: Stiamo Investendo per Migliorarla

Il servizio pubblicato oggi sul quotidiano “L’Adige” evidenzia correttamente lo stato del lago di Garda quanto alle difficoltà di navigazione e di stazionamento in una realtà lacustre suddivisa tra tre entità amministrative e soggetta ad altrettanti sistemi regolamentari e normativi. Oggi la gestione del lago di Garda, il più grande lago italiano, è suddiviso tra le regioni Veneto e Lombardia e la provincia di Trento e su tutte cerca di fare sintesi la Comunità del Garda per assicurare una gestione quanto più possibile unitaria ed omogenea del lago, anche al fine di assicurarne l’integrità. Chi oggi si trova a navigare per diporto sul lago deve assoggettarsi a due diversi regimi: sulle acque delle regioni Veneto e Lombardia è concessa la navigazione a motore, mentre nella parte a sep tentrionale del Garda la navigazione a motore privata è interdetta e limitata a pochissimi casi di pubblica utilità. L’obiettivo è quello di arrivare al più presto ad una regolamentazione comune che limiti su tutto il bacino del Garda la navigazione a motore, riducendone la velocità massima e favorendo l’introduzione di propulsioni alternative non inquinanti. Quanto alla penuria di punti barca nei porti, la legislazione vigente prevede che gli stalli vengano messi a gara con concessioni quinquennali, cosa che limita fortemente la rotazione e la fruibilità da parte dei diportisti non stanziali. L’obiettivo è di favorire su tutto il lago l’introduzione di stalli a pagamento con sosta oraria massima di 24 ore, in modo da garantire la rotazione dei posti barca. L’esperienza già avviata sulla sponda veronese testimonia la bontà di questa soluzione per soddisfare le nuove domande di approdo sul lago. Sarebbe opportuno investire per la costruzione di nuovi spazi d’ormeggio da noleggiare su base giornaliera o sep timanale. Sempre in tema di portualità, sarebbe auspicabile che su tutto il lago fosse estesa la normativa lombarda che consente il dragaggio periodico dei fondali dei porti al fine di assicurare l’ormeggio delle imbarcazioni, specie di quelle a vela che, per le loro caratteristiche tecniche, hanno un pescaggio maggiore delle imbarcazioni a motore, evitando di considerare i materiali di risulta come rifiuti speciali da smaltire a caro prezzo in discariche autorizzate. Una situazione che, specie sulla sponda veronese, dove vige una normativa restrittiva, limita di molto l’ordinaria manutenzione dei porti per via dei costi enormi di smaltimento dei materiali dragati. Per quanto riguarda la disponibilità di nuovi spazi barca, sono in via d’attivazione su tutte le sponde del Garda 700 nuovi posti che saranno disponibili entro un paio d’anni circa, non appena terminati i processi autorizzativi in corso. Gli spazi aggiuntivi serviranno per soddisfare la domanda in crescita di navigazione privata sul Garda, specie da parte dei turisti dell’Europa centro sep tentrionale. Quanto alla mancanza di una carta nautica del lago, la Comunità del Garda si sta adoperando per realizzarne al più presto una che contemperi anche l’offerta turistica dell’entroterra. Giorgio Passionelli Presidente della Comunità del Garda

sull'autore

Nautica Editrice

Nautica Editrice

Lascia un commento

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Potrai essere aggiornato su tutte le novità sul modo della Nautica.

Grazie la tua iscrizione è andata a buon fine.