Presentata la Roma per 2 e la Roma Giraglia

Grande festa al Circolo Nautico Riva di Traiano in una serata che ha riunito la premiazione del Campionato Inverrnale, ai festeggiamenti per il record ottenuto da Andrea Gancia e Matteo Miceli nella traversata atlantica ed alla presentazione delle due regate d’altura organizzate dal circolo. ROMA PER 2005 TROFEO MOBY Sarà come al solito spettacolare la Roma per 2, la più lunga regata su percorso a triangolo del Tirreno, giunta ormai alla sua XII edizione che, abbinata alla versione in equipaggio numeroso, la Roma per Tutti, sarà di scena tra il 16 ed il 24 aprile. La regata, divenuta subito una instant classic, è il naturale banco di prova per campioni famosi, come Giovanni Soldini, che l’ha vinta tre volte, anche in coppia con Isabelle Autissier, Stefano Rizzi e Pietro D’Alì, poi impegnati su Luna Rossa e nei giri del mondo ed ancora Vittorio Malingri, Andrea Gancia, i fratelli Pellizza e Pasquale De Gregorio, poi partito per la Vendée Globe, tutti protagonisti della vela internazionale. A renderla popolare, sono stati però i numerosi concorrenti, che ogni volta si sono ingaggiati sulle 535 miglia del percorso, da Riva di Traiano a Capri, a Lipari e ritorno. Le imbarcazioni ammesse sono monoscafi e multiscafi di lunghezza fuori tutto compresa fra m 10 e m 24,28, e da quest’anno anche i Figaro, i monotipi alla base della grande preparazione per l’altura oceanica dei velisti francesi. I record da battere sono: quello assoluto del catamarano oceanico CRS International Network di Bruno Peyron e Skip Novak, stabilito nel 2001, con 37 ore 48 minuti e 24 sec. Per i Multiscafi in doppio, quello di Spirit di Vittorio Malingri e Pierre Sicouri con 54 ore 16 minuti, stabilito nel 1997; per i Monoscafi in doppio, quello di Riviera di Rimini di Stefano Raspadori e Stefano Pelizza con 55 ore 23 minuti, stabilito nel 2001 e per i monoscafi in equipaggio, quello di Shining, al comando di Roberto Ferrarese con 54 ore 46 minuti, stabilito nel 2001. Da quest’anno è arrivato a sostenere la regata il marchio della balena azzurra. Il Trofeo Moby premierà quindi i migliori di classe ai passaggi alle isole, mentre sono in palio i Trofei Challenge Don Carlo e dell’Ammiraglio, per i primi assoluti delle due regate. La Roma per Tutti, insieme alla Giraglia, organizzata dallo Yacht Club Italiano dall’11 al 18 giugno, la Middle Sea Race, organizzata dal Royal Malta Yacht club dal 19 al 29 ottobre e, da quest’anno, l’Aegean Rally, organizzato dall’Hellenic Offshore Racing Club, con un percorso intorno agli arcipelaghi dell’Egeo, dal 14 al 27 luglio, formeranno il Circuito della Grande Altura Mediterranea 2005, con il Trofeo Challenge e ed i premi per i migliori punteggi che verranno consegnati a Genova durante il Salone Nautico. ROMA GIRAGLIA Per dare modo di allenare gli equipaggi e mettere a punto le barche, in vista di impegni di maggiore consistenza, ma soprattutto per consentire una regata di vera altura anche ad imbarcazioni che, per le loro dimensioni, non possono navigare, secondo i regolamenti in vigore, al di fuori delle 12 miglia, il Circolo Nautico Riva di Traiano organizza una regata la cui partenza è fissata per il 21 luglio dal solito allineamento davanti alla torre del marina. Seguendo le regole della Roma per 2 e per Tutti da cui deriva, sarà riservata ad equipaggi in doppio e numerosi, con le due flotte che partiranno a due ore di distanza. Il Mediterraneo è il mare più bello del mondo e la sua parte più suggestiva è certamente il Tirreno. Quello del sud viene mostrato ai concorrenti della Roma per 2, per visitare il Tirreno del nord, niente di meglio del percorso della Roma Giraglia che, traversando l’Arcipelago Toscano, raggiunge uno dei più eccelsi momenti paesaggistici e tutto questo, senza dover mai perdere di vista la costa per più delle 12 fatidiche miglia. La corfomazione orografica del percorso e la stagione in cui si correrà la regata, prospettano la difficile scelta del passaggio all’esterno o all’interno dell’Elba, sia all’andata che al ritorno, per sfruttare eventualmente i forti venti del canale di Piombino. 250 miglia di percorso con il solo scoglio della Giraglia, a nord di Capo Corso, da lasciare a destra, mentre rimane libero il passaggio di tutte le altre isole. CONCLUSO L’INVERNALE DI ROMA A RIVA DI TRAIANO Con una regata rubata al maltempo, approfittando dell’occhio del ciclone, anche l’ultima prova dell’invernale più tecnico del litorale romano, si è svolta con enorme soddisfazione per gli oltre sep tanta concorrenti in gara. Il solito scirocco, che ha sfiorato a tratti i quindici nodi, ha quindi spinto sulle variopinte vele, facendo superare ai primi, le 9,05 miglia del percorso a bastone, posto davanti alla diga di Riva di Traiano, in meno di un’ora e mezza. Così la gara del 6 marzo, riservata ad un eventuale recupero, sarà una prova fuori classifica, con l’assegnazione, per la prima volta, del Trofeo Moby, che verrà poi messo in palio nella prossima edizione del campionato. Grande soddisfazione per Claudio Cresci che, con l’IMX 40 Muzyca, ha vinto la sua quinta regata, conquistando con un grosso distacco, la vittoria assoluta e nel primo gruppo. Dietro di lui, con lo stesso punteggio, il First 36.7 Vulcano di Peppe Morani, che ha conquistato anche la vittoria nel secondo gruppo ed il Comet 51 Thuraya Ola di Angelo Gaspari. Negli altri gruppi si sono confermati al comando, con la vittoria di giornata: il First 31.7 Pigreco di Maria Pia Piscopo, nel terzo e l’Este 24 Fastest di Paolo Brinati, nel quarto, mentre è bastato un terzo posto, al Sun Odyssey 322 Desiree di Fabio Savarese, per vincere la classifica della classe diporto. RECORD ATLANTICO PER IL GUIDONE DEL CNRT Sono tornati in Italia Andrea Gancia e Matteo Miceli, dopo aver portato a termine una memorabile impresa, battendo di un giorno e mezzo, il record di traversata atlantica con un catamarano di appena sei metri. Ci avevano già provato lo scorso anno e, dopo poche miglia, avevano abbandonato per avaria ai timoni, ma Andrea Gancia e Matteo Miceli, non si sono scoraggiati. Così, per un anno, si sono allenati nelle acque di Riva di Traiano, sotto la bandiera del cui Circolo Nautico si è svolta l’impresa, e sono tornati a Dakar, con una più accurata messa a punto, per partire il 27 dicembre. Di esperienza ne avevano molta con Andrea che, dopo molti importanti risultati e partecipazioni a regate di prestigio, come il mondiale Hobie 18 e la Minitransat, ha trionfato due volte nella Roma per 2 ed è arrivato 2° alla “Ostar” tra i 50′ e Matteo che ha all’attivo un Circuito Internazionale Hobie Cat, due vittorie alla Roma per 2 ed un secondo posto nella Bermuda-Azzorre, ma un record dell’Atlantico, su un catamarano di soli sei metri è un’altra cosa. Li abbiamo incontrati davanti al Circolo Nautico Riva di Traiano, poco prima dei festeggiamenti, che gli hanno voluto dedicare i dirigenti del marina e tutti quelli che, per un anno, lì in porto, li hanno aiutati a mettere a punto il loro mezzo. “Ho avuto veramente paura quando abbiamo affrontato onde di 5-6 metri con il gennaker, temevo che la barca esplodesse non sai mai quello che troverai quando scendi”. E’ sincero Andrea Gancia, è entusiasta dell’impresa che ha portato a termine con il suo compagno Matteo Miceli: il record della traversata atlantica da Dakar a Guadeloupe, nei Caraibi, su un catamarano di appena sei metri. 2700 miglia dell’oceano in soli 13 giorni, 13 ore, 58‘ e 27″, un giorno e mezzo meno del precedente” Qual è stato il momento più bello? “I primi tre giorni, quando abbiamo preso dei ritmi incredibili, facendo 220/230 miglia al giorno, navigando anche molto forte di notte, così abbiamo subito guadagnato rispetto al record e ciò ci ha tranquillizzato molto.”. Cosa mangiavate? “Molto riso che si cuoce immergendolo nell’acqua fredda, più o meno 300 grammi al giorno, 300 grammi di frutta secca, qualche scatoletta, barrette energetiche e per l’ultimo dell’anno fagioli in umido”. Rifaresti questa esperienza?”No. Sicuramente no; perché ci sono momenti molto pericolosi, con vento forte ed onde di 4 metri, che sollevano completamente la barca dall’acqua e questo sia di giorno che di notte. Abbiamo preso ingavonate fino all’albero, a 15/16 nodi e la barca usciva fuori tranquillamente. Non abbiamo avuto nessun problema, l’abbiamo spinta al massimo delle possibilità e non abbiamo avuto rotture né problemi strutturali. La barca dopo 2700 miglia è perfetta, aveva una messa a punto eccezionale, anche grazie all’aiuto degli amici”. Così Andrea Gancia e Matteo Miceli, seguendo le orme dei francesi Daniel Pradel e Tony Laurent, che stabilirono per primi il record di traversata in 18 giorni e 22 ore, sono riusciti a fare meglio di Hans Bouscholte e Gerard Navarin, che stabilirono il nuovo tempo di 15 giorni, 2 ore e 26 minuti nel 1999. “Abaco Team”, il loro catamarano di 20 piedi di lunghezza progettato da Sito Avilès Ramos esclusivamente per battere il record dell’Atlantico, ha sep te compartimenti stagni su ogni scafo e un doppio crash-box sulle prue, inoltre, l’uso della fibra di carbonio ha permesso di ottenere un peso leggero e al tempo stesso di far rimanere l’imbarcazione estremamente rigida e resistente. Una barca così e l’esperienza di Andrea Gancia e di Matteo Miceli hanno fatto il resto, un risultato veramente importante per la vela italiana in un mondo in cui questi record sembrano essere sempre appannaggio dei francesi e degli inglesi.

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