Rolex Sydney Hobart Yacht Race

Previsioni sfavorevoli per nuovo record nella Rolex Sydney Hobart Race 2007 24 dicembre 2007 Venti deboli e instabili rallenteranno la flotta nella seconda giornata della Rolex Sydney Hobart Yacht Race; di conseguenza sarà molto improbabile che i maxi di 98 piedi a chiglia basculante possano stabilire un nuovo record di regata e che uno degli yacht nel gruppo dei 40-65 piedi possa essere il vincitore in tempo compensato. Stando alle previsioni meteorologiche pervenute il 24 dicembre, due giorni prima della partenza, le iniziali 18 ore di regata saranno caratterizzate da venti portanti da nord est di media e forte intensità. Dopo il passaggio di un leggero fronte da sud seguirà un periodo, di 12-18 ore, dominato da venti leggeri di 5-15 nodi. E’ molto probabile che in questo periodo i tre maxi in lizza per la vittoria in tempo reale si ritrovino “parcheggiati” – situazione emotivamente faticosa, tanto quanto l’impegnativa navigazione della prima nottata nella quale gli yacht raggiungeranno probabilmente velocità di 25 nodi e oltre. Secondo questo scenario meteorologico, Wild Oats XI (Bob Oatley), l’inglese City Index Leopard (Mike Slade) e il maxi australiano Skandia (Grant Wharington), più vecchio rispetto ai precedenti, non saranno in grado d’infrangere il record stabilito da Wild Oats XI nel 2005, pari ad un giorno, 18 ore, 40 minuti e 10 secondi. Inoltre, i tre maxi non avranno la possibilità di staccarsi dal resto della flotta e raggiungere venti più favorevoli concludendo in bellezza il percorso di 628 miglia nautiche. Di conseguenza non potranno aggiudicarsi la Tattersall’s Cup, l’ambito trofeo consegnato al vincitore overall in tempo compensato. Secondo il meteorologo Roger Badham, che fornisce previsioni e rotte alle barche in gara – incluse Wild Oats XI e City Index Leopard – la flotta di 82 yacht iscritti partirà sotto spinnaker con 10-15 nodi di vento da nord-est tendente a nord-ovest. La brezza aumenterà gradualmente raggiungendo 25-30 nodi nel corso della prima nottata. “Wild Oats e Leopard saranno oltre il record,” ha commentato Badham. Ma il giorno seguente la flotta s’imbatterà in un debole fronte da sud che determinerà una rotazione del vento di 360 gradi, partendo da sud-ovest e poi sud, sud-est, nord-est e infine nuovamente nord, con intensità compresa tra 5 e 15 nodi. “Dopo questo fronte non penso che i maxi saranno ancora entro il tempo record,” ha dichiarato Badham. “Saranno vicini al record ma non abbastanza.” Secondo i suoi calcoli, i primi finiranno nella mattinata di venerdì 28 dicembre, dopo aver battagliato con venti molto leggeri nelle ultime 40 miglia di percorso all’altezza di Storm Bay. Nella giornata di venerdì si dovrebbe sviluppare una forte brezza da nord in grado di sospingere il forte gruppo dei 40-65 piedi fino al traguardo. “Il vincitore in tempo compensato sarà probabilmente in questo gruppo,” ha dichiarato Badham. Le previsioni di Rob Webb del Bureau of Meteorology di Sydney durante il briefing ufficiale di regata per skipper e navigatori, hanno confermato questo scenario annunciando un periodo di 12-18 ore con brezza leggera seguito da un forte vento da nord. Dopo il briefing, Mark Richards, skipper di Wild Oats XI, ha dichiarato: “Ecco perchè i record si chiamano record; sono ambigui e molto difficili da battere. Giovedì potrebbe essere una giornata molto lenta e per stabilire un nuovo record non ti puoi permettere di andare piano troppo a lungo. Probabilmente rimarremo parcheggiati per quattro o cinque ore e questo sarà davvero disastroso. “Sarà una regata complicata e ci dovremo impegnare molto sotto il profilo tattico. Potrà accadere di tutto. Mancano ancora due giorni, ma la situazione si fa sempre più impegnativa.” Il potente Leopard, che nel corso del Rolex Fastnet di quest’anno ha raggiunto punte di 34 nodi di velocità, potrebbe trovarsi in testa alla flotta dopo le prime 18 ore di navigazione alle andature portanti. Tuttavia, nel lungo periodo di vento leggero previsto successivamente, l’affusolato Reichel/Pugh Wild Oats XI che ha una minore superficie bagnata potrebbe staccarsi da City Index Leopard, Farr design di dieci tonnellate più pesante rispetto al suo avversario. Secondo Mike Slade (armatore e skipper di Leopard), in queste condizioni Wild Oats XI e Skandia (il maxi vincitore in tempo reale nel 2003, progettato da Don Jones), potrebbero sconfiggere City Index Leopard, ma il record rimarrà imbattuto. “Siamo pesanti e ci servono quei pochi nodi in più,” ha dichiarato Slade. “Abbiamo bisogno di 12 nodi (di vento) per sollevare la barca e planare.” Per infrangere il record, ci vorranno 20 nodi di vento e la flotta dovrà seguire una rotta diretta per la maggior parte del percorso. “Con queste condizioni, una qualsiasi delle quattro barche in testa potrebbe infrangere il record e completare il percorso in circa 30 ore.” Secondo Slade il Volvo 70 modificato Ichi Ban di Matt Allen, Commodoro del Cruising Yacht Club of Australia (l’ente organizzatore della regata) potrebbe raggiungere il drappello dei 98 piedi, se questi ultimi rimarranno “parcheggiati” nei venti leggeri previsti per la giornata di giovedì. “Tutti abbiamo vele molto sofisticate adatte a fronteggiare queste condizioni; pertanto se un gruppo di barche rimane in stallo ma uno degli avversari naviga a due nodi, la situazione improvvisamente può cambiare – in una direzione o nell’altra. Tutto dipende da chi ha vento e chi è in bonaccia.” Previsioni per la Tattersall’s Cup Questo scenario meteorologico caratterizzato da alti e bassi senza dubbio incrementa le chance di vittoria in tempo compensato per l’americano Rosebud di Roger Sturgeon. Questo Farr design, primo esemplare varato della nuova classe STP65, si è dimostrato molto veloce e versatile, vincendo la Rolex Rating Series preliminare alla Rolex Sydney Hobart. Rosebud avrà sufficiente velocità per rimanere insieme ai maxi fino alla prima notte e poi dovrebbe riuscire a guadagnare su di loro in tempo compensato nell’imprevedibile scenario meteorologico della seconda giornata di gara. Queste condizioni dovrebbero essere favorevoli anche al Reichel/Pugh 55 Yendys di Geoff Ross, secondo nella Rolex Rating Series con due soli punti di svantaggio rispetto a Rosebud. Yendys è stato progettato, costruito e finora utilizzato in impegnative prove d’altura, piuttosto che regate intorno alle boe. Con grande sorpresa del suo armatore e del suo provetto equipaggio, Yendys ha vinto l’Audi Hamilton Island Race Week lo scorso agosto, in condizioni di vento prevalentemente leggere. Anche i TP52 Wot Yot (Graeme Wood), Ragamuffin (Syd Fischer), Cougar II (Alan Whitely) e i due Cookson 50 Farr-design, Quantum Racing di Ray Roberts (Sydney) e Living Doll di Michael Hiatt (Melbourne) hanno buone possibilità: grazie alla loro facilità a planare potranno rimanere con i maxi nelle prime fasi della regata, superare bene il periodo di venti leggeri e poi guadagnare nuovamente terreno con il sopraggiungere del vento da nord dopo l’arrivo dei maxi. Il miglior favorito in compensato IRC, se il percorso includerà anche andature portanti con venti leggeri, sarà il Corby 40 Limit di Alan Brierty, che ha come timoniere principale Roger Hickman, duplice vincitore della Sydney Hobart, e come tattico Brierty stesso. Limit continua ad utilizzare spinnaker simmetrici montati su un tangone, contrariamente alla recente tendenza di utilizzare spinnaker asimmetrici su bompressi. Questo accorgimento si è rivelato efficiente nel corso delle giornate di vento leggero della Rolex Rating Series, nella quale Limit si è aggiudicato la seconda divisione. In una regata in particolare, Limit ha guadagnato ben quattro posizioni grazie al miglior angolo d’avvicinamento alla boa di sottovento rispetto ai suoi avversari provvisti di spinnaker asimmetrico. Hickman ha dichiarato: “Possiamo surfare a 14-15 nodi e sfruttare al meglio il treno d’onda navigando in poppa piena.” Parecchie altre barche hanno la possibilità di vincere la Tattersall’s Cup se le condizioni saranno favorevoli e con un pizzico di fortuna. Secondo Ray Roberts, più di 20 barche hanno il potenziale per vincere la Tattersall’s Cup, incluso il nuovo Reichel/Pugh 40 Chutzpah di Bruce Taylor, che ha dimostrato ottimo passo. “Ma è una barca nuova e probabilmente ha bisogno di trascorrere un po’ più di tempo in mare.” “Ci sono tante variabili in gioco,” ha aggiunto Roger Hickman, “e ottime possibilità di rimonta anche nelle ultime 11 miglia prima dell’arrivo lungo il fiume Derwent. “Se sei fortunato, puoi recuperare fino ad una o due ore nel Derwent. Tutti hanno una chance.”

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