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Roma per 2: Coppa Don Carlo

COPPA DON CARLO Grande amante delle regate d’altura, Carlo di Mottola venne ad osservare la partenza della prima edizione della Roma per 2 e ci disse: “Dobbiamo organizzarla anche per barche in equipaggio”. Così, un anno dopo, era con il suo “Chica Tica III” allo start della prima edizione della Roma per Tutti. Fu una regata con moltissimo vento, molti si ritirarono. Anche sul “Chica Tica III”, passando vicino a Capri al ritorno, qualcuno pensò di fermarsi, ma Don Carlo fu irremovibile: “si continua!” e vinse. Aveva 84 anni, era il regatante più anziano della regata e quando, appoggiandosi al bastone cui lo costringeva una caduta da cavallo, salì sul gradino più alto del podio, la grande folla intervenuta gli riservò una interminabile e commovente standing ovation. Il marchese Carlo di Mottola Balestra, nato a Roma nel 1911, studiò al colleggio della Nunziatella di Napoli, dove presero forma i suoi due grandi amori, quello per la vela e quello per la patria, che gli valse una medaglia d’argento durante la II° Guerra Mondiale. Gentleman sportivo come nella più classica delle tradizioni, praticò attivamente l’alpinismo, l’equitazione ed il polo, ma fu nella vela che ottenne i risultati più eclatanti. Divenuto cittadino del Costarica, di cui è stato ambasciatore presso la Fao, ostentava il numero velico CR 1, con il quale partecipò anche alla Sardinia Cup del 1978, con una squadra del paese centramericano da lui organizzata. Presidente del Circolo Nautico e della Vela Argentario, ha colto la sua ultima vittoria proprio l’anno scorso nella Phoenicia Cup. Aveva iniziato nella vela al Circolo Italia di Napoli, con l'”Aliseo”, ma poi le sue barche si chiamarono sempre “Chica Tica”. Il primo fu uno Scampi, un half tonner disegnato da Peter Norlin, poi passò ad un Carter 37, fatto costruire dall’Olimpic Yacht, con cui portò a segno il capolavoro della sua carriera di regatante. Anticipando quelle che sono le tecniche attuali di preparazione delle regate oceaniche, studiò a lungo le carte dell’Ammiragliato Inglese, selezionò ed addestrò per mesi l’equipaggio quindi, con una scelta oculata delle rotte, andò a vincere in tempo compensato assoluto, la Cape Town-Rio de Janeiro. La gara era molto importante, in quanto tappa del Triangolo Atlantico e quindi fece meglio di concorrenti come “Ondine”, la più veloce delle barche oceaniche del momento, il “Pen Duick” di Eric Tabarly ed il “Guia” di Giorgio Falck. Con il “Chica Tica III”, un progetto di German Frers, fatto costruire in alluminio, partecipò a più di venti edizioni della Giraglia, vincendo di classe nel 1981, 1986 e 1989. Fu più volte alla Middle Sea Race e al Campionato del Mediterraneo, vinse nel 1979 la Transmediterranea Marsiglia-Tunisi e nel 1980 il durissimo Giro delle Isole Britanniche, battendo le fortissime barche locali. La Coppa Don Carlo è un trofeo challenge perpetuo, che premia il migliore della Roma per Tutti, con l’incisione sulla base del nome della barca vincitrice.

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