Terza Vittoria Consecutiva in Tempo Reale per Wild Oats Xi

Rolex Sydney Hobart Yacht Race Sydney/Hobart, Autralia Terza vittoria consecutiva in tempo reale per Wild Oats XI 28 dicembre 2007 Wild Oats XI, che ha condotto la flotta per l’intera durata della regata, tallonato dal maxi rivale inglese City Index Leopard fino al traguardo sul fiume Derwent, si è aggiudicato la vittoria in tempo reale della Rolex Sydney Hobart Yacht Race. Il Reichel/Pugh 98 di Bob Oatley, condotto dallo skipper Mark Richards, è rimasto “parcheggiato” in una zona di calma di vento nelle ultime miglia del percorso lungo 628 miglia nautiche. Leopard non si è lasciato sfuggire l’occasione: grazie alle oculate scelte tattiche, il maxi è riuscito a ridurre il distacco dal suo avversario da 21 miglia all’altezza di Tasman Island (41 miglia dal traguardo) a sole tre miglia nel fiume Derwent. Wild Oats XI ha tagliato la linea d’arrivo con un vantaggio di 27 minuti e 23 secondi su Leopard alle 10:24 ora locale, davanti a centinaia di spettatori assiepati sul lungomare di Hobart. Wild Oats XI ha completato il percorso due ore e 44 minuti oltre il tempo record stabilito nel 2005, pari ad un giorno, 18 ore, 40 minuti e dieci secondi. Questa sua terza vittoria consecutiva fa il pari con il record stabilito agli albori della regata, nel 1946, 1947 e 1948, dal cutter Morna di Claude Plowman, progettato e costruito da Fife. Mark Richards, che ha condotto Wild Oats XI con il ruolo di skipper in tutte e tre le regate vincenti, è consapevole dell’importanza storica del suo risultato. “Tre di fila? Sono estasiato. E’ un risultato sensazionale.” In merito alle sue emozioni, Bob Oatley ha dichiarato: “Gioia. ‘Non ci posso credere’. Fantastico, non so cosa faremo più avanti.” Stando alle dichiarazioni di Richards, Leopard ha tenuto Wild Oats sotto pressione per l’intero percorso e ha disputato un’ottima regata. “E’ stata una regata davvero molto impegnativa sotto il profilo tattico. Abbiamo effettuato molti cambi di vele e i ragazzi non hanno dormito molto. E’ stata una sfida impegnativa e il primo a raggiungere l’arrivo si è meritato fino in fondo la vittoria. “Mentalmente è stata una regata molto dura. Siamo rimasti parcheggiati tre volte – momenti molto snervanti – e dopo tutto il lavoro svolto per raggiungere il Derwent, rimanere in stallo non è stato facile. Abbiamo dovuto dare il massimo pertanto la vittoria è ancora più dolce.” Alla premiazione in banchina, Bob Oatley e Mark Richards hanno ricevuto il J.H. Illingworth Trophy e un cronografo Rolex Yachtmaster in riconoscimento della loro vittoria in tempo reale. Secondo le dichiarazioni di Mike Slade (Leopard), ad un certo punto Wild Oats XI aveva registrato un vantaggio di 23 miglia. “Per qualche strano motivo proprio alla fine della regata siamo riusciti a ridurre il distacco a sole tre miglia. Alti e bassi fanno parte del gioco. Devi prenderla con filosofia e goderti ogni momento. Noi siamo entusiasti del nostro risultato.” Slade ha aggiunto, “In quanto a moderna tecnologia, Wild Oats è un passo avanti rispetto a tutti gli altri. Si sono spinti ad un livello più alto e ovviamente sono riusciti bene nella loro impresa.” Il team di Oatley ha utilizzato la galleria del vento di Auckland (Nuova Zelanda) e Mike Sanderson ha sviluppato la randa squadrata sul nuovo albero prodotto da Southern Spars, che ha sostituito quello rotto lo scorso sep tembre a Porto Cervo durante la Maxi Yacht Rolex Cup series. “Con quel nuovo rig avevano sì la possibilità di farcela. E ci sono riusciti benissimo.” Skandia, il terzo maxi a chiglia basculante in lizza per la vittoria in tempo reale, ha rotto la parte alta dell’albero (circa un terzo) alle 2.30 della notte navigando al lasco sotto spinnaker asimmetrico con una brezza crescente da nord ovest ad una velocità di 20 nodi; in quel momento si trovava a 150 miglia dal traguardo. Grant Wharington, armatore/skipper del maxi progettato da Jones che si è aggiudicato la vittoria in tempo reale nella Rolex Sydney Hobart del 2003, ha dichiarato: “Abbiamo avuto una piccola straorza; lo spinnaker si è sventato due volte e l’albero si è spezzato tra la terza crocetta e l’attacco dello strallo di prua.” Stando alle dichiarazioni di Wharington, Skandia era in testa alla classifica overall IRC stimata in tempo compensato. “Ma ora è acqua passata. Siamo determinati a finire la regata,” ha dichiarato. L’equipaggio di Skandia ha ammainato la randa per recuperare lo spinnaker che si era impigliato intorno alla chiglia. Casey Smith, un membro dell’equipaggio, è salito quattro volte in testa d’albero per assicurare il pezzo d’albero rotto e Skandia ha ripreso la regata utilizzando la sola tormentina, ad una velocità di 5.9 nodi. Quattro ore prima Skandia aveva colpito in velocità un grosso pesce sole, rimasto infilzato nella chiglia, e l’equipaggio ha dovuto ammainare le vele e procedere in retromarcia per liberare la chiglia. Il Farr design americano STP65 Rosebud si è portato in testa alla classifica IRC overall in tempo compensato, davanti al Volvo 70 modificato Ichi Ban di Matt Allen, seguito da Leopard, dal Cookson 50 Quantum Racing di Ray Roberts, dal Reichel/Pugh 55 Yendys (Geoff Ross), dal TP 52 Ragamuffin (Syd Fischer) e da Wild Oats XI. Questa mattina il drappello di barche alle spalle dei maxi ha affrontato un’impegnativa e bagnata navigazione con piccoli spinnaker da lasco e, per alcuni, rande terzarolate, con una brezza da nord ovest di 24 nodi e oltre. Ichi Ban e Rosebud hanno raggiunto velocità di oltre 22 nodi. Malcolm Park, a bordo di Rosebud, ha dichiarato: “E’ una giornata bagnata e burrascosa. La brezza da nord ovest è arrivata in fretta (giovedì mattina) e senza dolore, se non per il fatto di aver richiesto parecchi cambi di vele. L’equipaggio di Rosebud ha già issato e ammainato ogni vela di bordo. “Procediamo con 24 e oltre nodi di vento, con lo spinnaker A7 frazionato da lasco, un genoa staysail e randa terzarolata. Riusciremo a doppiare Tasman Island con una rotta magnetica di 194 gradi. Sono condizioni impegnative. “Abbiamo sep te uomini in coperta e tre in cerata sottocoperta in standby. inutile dirlo, sottocoperta è tutto bagnato.” “Siamo contenti di come abbiamo condotto la regata fino ad ora. Sarebbe stato bello non finire nel buco di vento di ieri mattina, ma non c’è stato davvero modo di evitarlo. Sapevamo già prima della partenza che quel buco era lì e che avrebbe avvantaggiato le barche più piccole. “Ora che abbiamo un po’ di vento siamo in grado di allungarci leggermente sulle barche più piccole, ma staremo a vedere se questo sarà sufficiente – tutto dipenderà da quanto i 40 piedi riusciranno a recuperare in questa brezza da nord ovest. Le chance di Ichi Ban in tempo compensato hanno subito un improvviso calo quando alle 10.30 del mattino ha rotto la lama sinistra del doppio timone, a 28 miglia di distanza da Tasman Island. Matt Allen ha dichiarato: “Abbiamo ribilanciato la barca per far rientrare il timone di dritta in modo da poter timonare. Abbiamo avuto un paio di straorze e abbiamo dovuto rallentare la barca.” Attualmente Ichi Ban e Rosebud si trovano a meno di 40 miglia dal traguardo e dovrebbero completare la regata entro le ore 17; Skandia era a 65 miglia nautiche dall’arrivo, e il successivo gruppo di barche – Yendys, Quantum Racing e Ragamuffin – si trova circa 60 miglia alle spalle di Skandia.

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