The Race: Innovation Explorer in Testa

Alle 13:00 Innovation Explorer era in testa con 61 miglia di vantaggio su Club Med. Può sembrare molto, ma a 20 nodi sono tre ore di corsa, e all’arrivo mancano ancora 21.860 miglia. jan 6 2001 0830 gmt 33 72 N 16 04 W 21959 miles to destination rotta 186 velocità 21.7 miglia percorse 24 ore in linea retta 380 Siamo partiti! Finalmente ieri pomeriggio Roger (Roger Nillson, il navigatore – ndr) ha dato l’autorizzazione a non dover stringere il vento al massimo. 17, 18, 20 ,22 nodi. Ci sono voluti pochi minuti per sentire una specie di sollievo, come lasciare libero un animale che è stato per troppo tempo in cattivita’! Explorer è partito come un cane in libertà. Con un mare quasi favorevole, randa piena e solent, l’angolo del vento tra gli 80 e i 100 gradi, dopo un’ora sotto raffica raggiungiamo punte di 28-30 nodi. E’ incredibile come bastano poche ore a riabiutarsi a un movimento diverso della barca. Il primo momento fa quasi paura sentire lo scafo accellerare. Guardando l’acqua muoversi sotto la rete sembra di essere in una navicella di Guerre Stellari che si muove con effetti speciali. Una volta che il corpo si è abituato al nuovo movimento diventa come essere in un auto di lusso che va più veloce delle altre, o meglio in un treno superveloce giapponese dove si fa un po’ fatica a camminare ma ci si rende conto della velocità solo guardando fuori. L’idea era di stare vicini alla costa, Pierre Lasnier prevedeva che il vento avrebbe girato da est a nord permettendoci quindi di fare un bordo dritto verso sud, guadagnando terreno sulle due barche rivali (Team Adventure e Club Med) che stanno più a ovest di noi. Alle 2100 gmt abbiamo tirato fuori l’enorme gennaker, quasi 650 mq di vela! E’ stato un momento surreale. Bastava mettersi a metà barca e guardare per aria questi due enormi triangoli chiari che si stagliavano contro il cielo scuro. Dietro si nascondeva la luna che creava una specie di alone, un cerchio quasi perfetto esattamente sopra di noi, quasi fosse un’aureola o qualcosa di magico. Durante la notte abbiamo provato anche il reacher. Mentre scrivo siamo a sole 25 miglia dalla costa africana, abbiamo gabbiani che ci seguono nella scia, ho quasi l’impressione che si stanchino a seguirci alla velocità a cui andiamo, raggiungiamo punte di 27-28 nodi. Siamo preoccupati che il vento non giri abbastanza verso nord e che ci costringa a strambare. Saremmo quindi in un angolo del vento molto sfavorevole rispetto alle altre due barche con cui stiamo ingaggiando e perderemmo istantaneamente tutto il vantaggio che abbiamo accumulato. Se riuscissimo a passare la costa senza strambare potremmo invece restare in testa. Nonostante cio’ oggi è una giornata rilassata: si sono rasati quasi tutti e c’e’ chi ha fatto un po’ di bucato: alla faccia di chi è a bordo di Club Med dice l’equipaggio: sicuramente Grant Dalton non permette queste frivolezze con la sua disciplina quasi militare. Sappiamo che chiama tutti i marinai francesi “lazy fuckers”, Loick mi ha detto stamattina sogghignando come è suo solito: “je suis sur qùil est hyper ennerve’ qùon est encore devant!”, “sono certo che è stressatissimo del fatto che noi ‘lazy fuckers’ siamo davanti’. ©Elena Caputo

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