Tutte le Ultime Notizie su “+39” Commentate da Cesare Pasotti

GARGNANO. Molti “rumors” che rimbalzano dalla Spagna all’Inghilterra, via Italia, coinvolgento il gruppo di “+39”. Il consorzio gardesano-siciliano è in verità uno dei pochi team che ha lavorato, e sodo, per tutto il periodo invernale al pari dei tedeschi di “United Internet” con i quale tra l’altro “Ita 59” si è confrontata in più di un allenamento strutturato, così come nelle ultime sep timane la barca blu-arancio si è misurata con “Mascalzone Latino”. Per quanto riguarda l’affinamento della tecnica del match-race sono stati utilizzati due nuovissimi “Ufetti 22”, il monotipo di 6 metri e 60 centimetri costruito sul lago di Garda. Nei cantieri in Italia, due unità operative a Ravenna e Palermo, continua l’allestimento delle varie parti di “Ita 85”. Cesare Pasotti, team manager del gruppo, ha una sua idea sui vari pettegolezzi in circolazione, alcuni in verità molto cattivi (forse pilotati ad hoc) apparsi su siti internet, molti dei quali più o meno con scritti “anonimi”: “Non ci perdonano la diversità del nostro progetto sportivo, e di aver preso il meglio della vela inglese e di quella olimpica – spiega Cesare Pasotti – All’inizio con forti attacchi dalla stampa di oltremanica per Iain Percy, poi la non credibilità del progetto perché non avevamo sponsor. Noi siamo sempre andati avanti, ben consci delle difficoltà, dell’impegno che comporta una campagna di Coppa America. Abbiamo regatato con quello di cui disponevamo, la barca “vecchia” di Alinghi , la più vecchia della flotta; i denari delle aziende che ci supportano e abbiamo comunque dimostrato di essere un grande, piccolo, team. Siamo infatti 5° in classifica della Louis Vuitton Cup, senza aver dato voce a proclami e trionfalismi “. Pasotti non nasconde la difficoltà del progetto globale: “È certo che abbiamo vissuto una tensione finanziaria, difficoltà legata a problemi di liquidità di cassa dovuti a ritardi e sofferenze nei pagamenti ed a spese contingenti soprattutto legate alla costruzione della nuova barca”. Si è parlato con insistenza di ritardi nel pagamento degli stipendi? “I ritardi nei pagamenti dell’equipaggio – ormai in via di risoluzione – non mai hanno raggiunto l’entità prospettata da certa stampa; devo dire che queste notizie non possono altro che favorire il tentativo di altri team di portarci via alcuni atleti che hanno dimostrato di essere i prossimi grandi attori della AC. Purtroppo dobbiamo anche registrare la voglia di fare scoop e le malignità cioè enfatizzare le negatività per poter dire di essere stati i primi ad avvistare il morto”. In verità qual è la situazione attuale? “La costruzione della nuova barca non è mai stata interrotta e quindi segue il programma definito con Ceccarelli e Devoti; il team è stato, e rimane attivo, nella ricerca di ulteriori possibili partner e sponsor e, tra gli altri, stava valutando alcune possibilità tramite alcuni contatti propiziati da Iain Percy in Inghilterra. In nessun caso, neppure in via teorica, è stato valutata la possibilità di un trasferimento del circolo sfidante e meno che mai verso un circolo non italiano; il nostro circolo è e rimane il Circolo Vela di Gargnano; anche la rifinitura interna della base, nonostante ritardi anche legati ad altri aspetti, sarà completata entro le prossime regate”.

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