Vittoria al 14imo Tentativo

La Rolex Sydney Hobart Yacht Race 2011 è stata caratterizzata da un inaspettato vincitore dei line honours, un meritevole primo assoluto e un lento ritorno per le barche più piccole. La partenza della regata di 629 miglia alla volta di Hobart, avvenuta il 26 dicembre, è stata spettacolare: la flotta internazionale di 88 iscritti è partita dal cuore di Sydney Harbour, con il celebre ponte e l’Opera House sullo sfondo, mentre gli Heads e la costa erano gremiti di spettatori e il cielo strapieno di elicotteri. Il primo yacht a lasciare la baia di Sydney, in testa alla flotta, è stato il maxi Wild Oats XI di Bob Oatley, vincitore dei line honours in cinque delle ultime sei Rolex Sydney Hobart. Per quanto riguarda le condizioni meteorologiche, la partenza della regata è stata alquanto tipica, con andature portanti nel primo pomeriggio e un forte salto di vento di 180 gradi verso sud previsto nella prima notte. Le onde da nord dell’ex-ciclone tropicale Fina, abbinate a questo salto di vento con raffiche fino a 40 nodi, hanno creato un terribile mare incrociato nella prima notte di regata. Tuttavia, sono proprio queste le condizioni – brutali e impegnative – che i concorrenti si aspettano nella Rolex Sydney Hobart, considerata come una delle regate d’altura più ardue al mondo. Gli equipaggi hanno dovuto serrare tutti i boccaporti e tenere duro fino al mattino seguente; sorprendentemente, solo due barche si sono ritirate in quella prima notte. A questa se n’è aggiunta una terza per danni alle vele: il vincitore dei line honours del 2003 Wild Thing di Grant Wharington. 24 ore dopo la partenza, il favorito per i line honours Wild Oats XI condotto dallo skipper Mark Richards, era 11 miglia davanti al maxi Investec Loyal di Anthony Bell – entrambi gli yacht si erano allungati su Lahana di Peter Millard, mentre il velista solitario di regate intorno al mondo Alex Thomson su Hugo Boss era quarto in tempo reale. Il leader in compensato IRC a quel punto era Roger Hickman a bordo del suo Wild Rose, veterano della Rolex Sydney Hobart alla sua 35a regata e vincitore dell’edizione 1993. Per questa Rolex Sydney Hobart Wild Oats XI è stata potenziata con l’aggiunta di nuove derive gemelle e una randa più grande, ma il suo predominio è stato messo in discussione quando alle 20:00 della seconda notte in regata Wild Oats XI è stata superata da Investec Loyal, barca di dimensioni simili ma più vecchia. Quando il vento è calato ed è girato da sud-ovest a sud-est, Wild Oats XI è finita in un buco d’aria. Il suo co-navigatore Ian Burns ha spiegato l’accaduto: “L’equipaggio di Investec Loyal ci seguiva da vicino e nel momento in cui ci siamo fermati nel buco d’aria sotto una nuvola, ci ha superato passando al largo della bonaccia e poi si è piazzato sul nostro naso. Ottima mossa.” Wild Oats XI, barca teoricamente più veloce, è riuscita a riprendersi e superare Investec Loyal alle 07:30 della seconda mattina in regata, mentre le due barche procedevano lungo la costa orientale della Tasmania. I tifosi sono rimasti con il fiato sospeso mentre le due barche duellavano in un appassionante match per il resto del percorso. Al passaggio di Tasman Island, Wild Oats XI è rimasta nuovamente abbonacciata e Investec Loyal ha colto l’occasione per sferrare un nuovo attacco e riprendere il comando. Attraversando Storm Bay e navigando lungo il fiume Derwent fino al traguardo, l’equipaggio di Wild Oats XI, inclusi vari celebri regatanti australiani di entrambi i sessi, hanno fatto tutto il possibile per battere Investec Loyal, ma non è stato sufficiente. Investec Loyal ha tagliato il traguardo alle 19:14:18 ora locale, dopo 2 giorni, 6 ore, 14 minuti e 8 secondi in mare, soli 3 minuti e 8 secondi davanti a Wild Oats XI. Questo è stato il quarto finale più ravvicinato nei 67 anni di storia della Rolex Sydney Hobart. I festeggiamenti sono stati smorzati quando il vincitore dei line honours è stato protestato dal comitato di regata. Il motivo era la conversazione tra il tattico di Investec Loyal Michael Coxon e un pilota d’elicottero avvenuta nella prima mattina in regata, durante la quale Coxon ha chiesto se Wild Oats XI aveva issato la randa o la trysail. La vittoria dei line honour di Investec Loyal è stata finalmente confermata quando, dopo un’udienza di tre ore, la Giuria Internazionale ha deliberato che Coxon, nel suo ruolo di Managing Director della North Sails Australia, aveva fatto quella domanda sulla nuova randa 3Di di Wild Oats XI per motivi professionali senza in alcun modo avvantaggiare la performance di Investec Loyal durante la regata. “E’ stata una delle esperienze più straordinarie della mia vita”, ha commentato Anthony Bell, armatore e skipper di Investec Loyal. “L’intera regata, dall’inizio alla fine, è stata esaltante. E’ stata una gara davvero molto combattuta, ma l’equipaggio ha creduto nella barca e nel nostro obiettivo fin dall’inizio e siamo felicissimi di essere riusciti a tagliare il traguardo per primi.” Per Bell questa regata è stata anche l’occasione per raccogliere fondi per beneficenza (1 milione di dollari Aus nel 2011) a favore della Humpty Dumpty Foundation, che acquista attrezzature mediche di prima necessità per 178 ospedali pediatrici in Australia e Timor Est. Per questo motivo, nel suo equipaggio c’erano varie celebrity, tra cui i famosi giocatori australiani di rugby Phil Kearns e Phil Waugh. Quando le barche più piccole sono rimaste abbonacciate a Storm Bay e lungo il fiume Derwent, è stato evidente che la Rolex Sydney Hobart di quest’anno avrebbe favorito le barche di medie dimensioni, inclusa la combattuta flotta dei 50 piedi. Tuttavia, il vero protagonista in questo range di dimensione è stato il Reichel Pugh 63 Loki di Stephen Ainsworth. Negli ultimi 18 mesi ha dimostrato di essere una delle barche più forti sul circuito australiano. In IRC, il tempo compensato di Loki era 50 minuti migliore rispetto a quello del Farr 55 Living Doll di Michael Hyatt, mentre il TP52 modificato Ragamuffin dell’84enne Syd Fischer è finito terzo, seguito dal Cookson 50 Jazz dell’inglese Chris Bull. “Siamo entusiasti. E’ una sensazione fantastica vincere questa regata,” ha commentato un raggiante Ainsworth, dopo aver ricevuto in premio un orologio Rolex Yacht-Master da Patrick Boutellier della Rolex Australia e l’ambitissima Tattersall’s Cup, per aver conquistato la vittoria IRC in compensato. “Avendo partecipato a 14 edizioni, so bene quanto sia difficile vincere questa regata. Moltissime cose devono andare per il verso giusto e gli dei del vento devono essere dalla tua. La nostra regata è andata benissimo. L’obiettivo dei navigatori era evitare le bonacce e ci sono riusciti bene, anche se ci siamo passati vicini un paio di volte. Basta vedere cosa è successo a Wild Oats XI – sarebbe potuto facilmente accadere a noi.” L’equipaggio di Ainsworth, guidato dal velista oceanico irlandese Gordon Maguire, era composto di 18 velisti, di cui solo un terzo professionisti. “La vittoria in compensato è arrivata quando le barche grandi sono rimaste abbonacciate,” ha dichiarato Maguire. A un certo punto i maxi avevano consolidato il loro vantaggio a quasi 120 miglia, ma quando sono rallentati Loki è riuscita a rimontare di 60 miglia. Nelle prime fasi della regata i forti 40 e 45 piedi Beneteau erano tra i favoriti in compensato insieme a Wild Rose di Roger Hickman. Ma il progresso delle barche più piccole è stato temperato quando il vento è calato completamente nel passaggio di Storm Bay e lungo il fiume Derwent fino a Hobart. Darryl Hodgkinson, skipper del primo First 45 Victoire, ha commentato: “Pensavo che sarebbe stato un finale identico a quello dell’anno scorso quando siamo rimasti abbonacciati nel Derwent. Quest’anno, invece, ci siamo accampati nel fiume! Per percorrere le ultime miglia dal faro della Tasmania al traguardo solitamente ci vogliono sei o sep te ore, questa volta ne abbiamo impiegate 15. Uno dei favoriti pre-gara tra le barche piccole era il nuovo Ker 40 AFR Midnight Rambler, ma il suo co-armatore Ed Psaltis, vincitore della regata nel 1998, ha ammesso di aver preso alcune decisioni tattiche sbagliate; entrando nello Stretto di Bass sono finiti in un enorme buco di vento, che li ha intrappolati per sei ore. Il marina di Constitution Dock a Hobart era gremito di spettatori giunti per assistere al duello finale tra Investec Loyal e Wild Oats XI, e lo stesso è accaduto per l’arrivo della celebre velista solitaria australiana Jessica Watson a bordo di Ella Baché another Challenge. L’equipaggio della Watson ha fatto storia essendo il più giovane ad aver mai partecipato alla Rolex Sydney Hobart; avendo trascorso due mesi e mezzo ad allenarsi con il suo team prima della partenza, la Watson è felicissima di essersi piazzata seconda nella classe Sydney 38. “E’ stata una regata magnifica, esattamente come ce l’aspettavamo,” ha dichiarato la Watson al suo arrivo. “Abbiamo avuto tre notti un po’ burrascose con vento sul naso. Le condizioni non erano terribili, ma molto scomode.” Abituata a regatare da sola, la Watson ha elogiato con enfasi il suo equipaggio. “Il team è stato fantastico. Non li avevo mai visti regatare così bene. Ci siamo allenati proprio per questo e hanno messo in pratica tutto quello che avevano imparato. Hanno fatto tutti un ottimo lavoro. Il merito è tutto loro – io ero semplicemente un passeggero.” L’ultima barca sul traguardo, nel pomeriggio di capodanno, è stata quella dell’australiano Sean Langman. Langman è famoso per i suoi precedenti tentativi di conquista dei line honours, ma questa volta ha regatato sulla barca da crociera/pesca costiera di legno del 1932 Maluka of Kermandie condotta da suo figlio 18enne Peter. La regata di quest’anno ha dimostrato una volta ancora che vincere la Rolex Sydney Hobart richiede grande perseveranza. Gordon Maguire ha concluso: “Ho vinto questa regata nel 1991 sul 2 tonner IOR Atara con Harold Cudmore. Era la mia seconda Sydney Hobart e pensai ‘facile’. Sono passati quasi 20 anni per vincerla di nuovo. Ho vinto moltissime regate e partecipo a questo evento quasi ogni anno, quindi non è facile vincere. Non puoi arrivare qui con la barca migliore al mondo e semplicemente trionfare. Devi avere la barca migliore al mondo e tutta la fortuna del mondo – condizioni che devono sussistere nella stessa regata. E’ una bestia molto insolita.” Photo By: Rolex / Daniel Forster

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