Vittoria per Ainsworth al 14o Tentativo

Il vento sta calando per le barche piccole ancora in regata e stamattina (ora locale) Loki di Stephen Ainsworth è stato dichiarato vincitore in tempo compensato della Rolex Sydney Hobart Yacht Race 2011. Durante la premiazione a bordo del Reichel Pugh di 63 piedi bianco di quattro anni, Ainsworth e il suo equipaggio hanno ricevuto un orologio Rolex Yacht-Master da Patrick Boutellier di Rolex Australia e l’ambitissima Tattersall’s Cup, per la vittoria in compensato IRC, dalle mani di Garry Linacre, Commodoro del Cruising Yacht Club of Australia, e Graham Taplin, Commodoro del Royal Yacht Club of Tasmania. “Siamo euforici, è una sensazione fantastica, un’emozione enorme vincere questa regata,” ha detto un giubilante Ainsworth. “Avendo partecipato a 14 edizioni, so quanto sia difficile vincere questa gara. E’ da molto tempo che cerco di farlo. Non devi fare errori, avere un po’ di fortuna e gli dei del vento devo essere dalla tua. La nostra regata è andata molto bene. L’obiettivo per i navigatori è stato quello di evitare i buchi di vento e ci siamo riusciti, anche se un paio di volte ci siamo andati vicini. Guardate cosa è successo a Wild Oats XI – poteva facilmente accadere a noi”. L’attuale Loki è stato varato tre anni fa dopo che la precedente barca di Ainsworth naufragò dopo aver rotto il timone durante la burrascosa Rolex Middle Sea del 2007. La nuova barca è stata costruita per le regate d’altura e specificatamente per vincere la Rolex Sydney Hobart. Questo è il quarto tentativo di Ainsworth e il suo equipaggio a bordo del nuovo Loki. Ainsworth e Loki sono uno dei team di regata di maggior successo in Australia al momento. L’anno scorso hanno vinto il Campionato IRC australiano, l’Audi Sydney Gold Coast Yacht Race e quest’anno l’Audi Hamilton Island Race Week. Questo mese Ainsworth è stato eletto “Ocean Racer of the Year” del Cruising Yacht Club of Australia. Tipicamente la barca partecipa alle regate d’altura con un equipaggio di 18 velisti, di cui solo tre professionisti, capitanato dal veterano irlandese della Volvo Ocean Race, Gordon Maguire. Solitamente Maguire timona, mentre Ainsworth sta alla randa. Tra gli altri professionisti a bordo per la Rolex Sydney Hobart di quest’anno c’erano i velisti di regate intorno al mondo Anthony Merrington, Jeff Scott e il velaio Alby Pratt, mentre Michael Bellingham è il fidato navigatore di Ainsworth da lungo tempo. Tuttavia, Maguire fa notare che molti dei suoi ‘amatori’ sono tra i velisti più affermati d’Australia. “Abbiamo un ottimo equipaggio molto eterogeneo. E’ molto gratificante quando sfidiamo equipaggi interamente professionisti.” Per la Rolex Sydney Hobart di quest’anno, Loki ha usato una nuova randa più grande e per la prima volta ha arruolato un esperto meteorologo per assistere Bellingham, il navigatore inglese Will Best. Stando a Maguire, tutta la regata è stata molto combattuta, ma lungo la costa orientale della Tasmania i maxi di 100 piedi si sono allontanati un po’. “Avevano accumulato un vantaggio di circa 120 miglia e a quella distanza è difficile mantenere il contatto in tempo compensato. Ma a Tasman Island sono rimasti abbonacciati e siamo riusciti a riprenderli. Quella mattina abbiamo guadagnato 60 miglia. Quindi la vittoria in compensato è giunta quando le barche grandi si sono fermate. Siamo sempre stati fiduciosi di avere un vantaggio sulle barche dietro di noi, soprattutto considerate le condizioni meteo previste da metà costa orientale fino al traguardo.” Ainsworth ha detto che Loki ritornerà alla Rolex Sydney Hobart il prossimo anno per difendere il suo titolo. Andamento lento nel Derwent Nel frattempo, per le barche il cui arrivo era previsto oggi, il passo è rallentato sensibilmente. In 11 ore e mezzo, tra ieri notte e stamattina, è arrivata solo una barca e l’acqua di Storm Bay, lungo il Derwent e fino al traguardo di Hobart è liscia come un olio. Darryl Hodgkinson, skipper del Beneteau First 45 Victoire, ha raccontato: “Pensavo che sarebbe stato un finale identico a quello dell’anno scorso quando siamo rimasti abbonacciati nel Derwent. Quest’anno, invece, ci siamo accampati nel fiume! Per percorrere le ultime miglia dal faro della Tasmania al traguardo solitamente ci vogliono sei o sep te ore, questa volta ne abbiamo impiegate 15. Ed Psaltis, co-armatore di AFR Midnight Rambler, è arrivato a Hobart con un’infezione a un braccio e scontento della sua performance. “La nostra regata è stata molto deludente. Abbiamo fatto delle decisioni sbagliate. Entrando nello Stretto di Bass eravamo ben messi rispetto agli avversari e stavano procedendo bene in generale, poi siamo finiti in un buco d’aria più grande di tutti gli altri e siamo rimasti completamente abbonacciati per sei ore. In più, nello Stretto di Bass abbiamo trovato una corrente contraria da nord che ci ha spinti dalla parte sbagliata.” A quel punto AFR Midnight Rambler aveva perso 25 miglia, ma quando il vento è tornato dalla parte giusta e l’equipaggio ha potuto issare lo spinnaker sul nuovo Ker 40, è riuscita a colmare il deficit accumulato. Poi anche lei ha avuto un finale lento. “E’ stato probabilmente il mio passaggio più lento dal faro della Tasmania al traguardo – e questa è una barca che viaggia. Questa volta è andata così,” ha dichiarato Psaltis. “L’anno prossimo andrà molto meglio.” Arriva la ‘star’ solitaria australiana Questo pomeriggio il marina di Constitution Dock era strapieno di spettatori che hanno atteso pazientemente l’arrivo della 18enne velista solitaria australiana Jessica Watson. Sin dal 2010 quando è diventata la persona più giovane ad aver completato una circumnavigazione in solitario del globo senza soste, la Watson è una star dei media in Australia. Nella Rolex Sydney Hobart di quest’anno la Watson ha coronato la sua ambizione di condurre l’equipaggio più giovane che ha mai partecipato a questa regata. Insieme al suo team di sep te velisti – tra cui il collega inglese ‘solitario intorno al mondo’ Mike Perham – ha regatato nella classe Sydney 38 a bordo dello barca rosa Ella Baché Another Challenge. “E’ stata una regata magnifica, esattamente come ce l’aspettavamo,” ha dichiarato la Watson al suo arrivo. “Abbiamo avuto tre notti un po’ burrascose con vento sul naso. Le condizioni non erano terribili, ma molto scomode.” Abituata a regatare da sola, la Watson ha elogiato con enfasi il suo equipaggio. “Il team è stato fantastico. Non li abbiamo mai visti regatare così bene. Ci siamo allenati proprio per questo e hanno messo in pratica tutto quello che hanno imparato. Hanno tutti fatto un ottimo lavoro. Tutto il merito è loro – io ero semplicemente un passeggero.” La Watson, che ha circumnavigato il mondo non in regata, ha apprezzato molto la vena competitiva della Rolex Sydney Hobart. “L’ultima tappa fino all’arrivo è stata eccezionale e molto combattuta nella flotta dei Sydney 38, con continui scambi di posizione. Arrivare secondi è stato fantastico. Non avremmo potuto sperare di meglio. Abbiamo combattuto duramente con The Goat.” La Watson ha aggiunto: “La regata non sarebbe stata la stessa se non avessimo avuto quel duello così ravvicinato.” La Watson è molto felice soprattutto di aver battuto i suoi allenatori a bordo di Deloitte As One. Dall’ora di pranzo le barche stanno arrivando in massa a Hobart,: 26 hanno tagliato il traguardo tra le 13:23 (ora locale) e l’ultimo arrivo alle 17:24 di Kiss Goodbye to MS di Tony Warren (49imo arrivato). 28 barche sono ancora in regata e a chiudere la flotta c’è Eressea di John Bankart, a circa 137 miglia dall’arrivo.

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