FIUMICINO: LE ISTITUZIONI AFFOGANO LA NAUTICA

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Scritto da Nautica Editrice

Fiumicino – Il comparto della nautica di Fiumicino ha un suo peso rilevante sul territorio e ora che i numeri la nautica sono positivi, il Consorzio Nautico del Lazio si fa promotore di una serie di richieste alle istituzioni, affinché l’intero settore, che comprende cantieri costruttori, cantieri di rimessaggio, refitting, tappezzerie, e molto altro, possa tornare ad essere produttivo e a dare lavoro.

Le pesanti ripercussioni economiche in termini produttivi, occupazionali e promozionali sull’area di Fiumicino spingono gli imprenditori della nautica a chiedere : l’individuazione di un interlocutore in Regione per l’apertura di un tavolo di lavoro. con tutti gli enti preposti alla tutela e/o controllo dell’alveo del fiume che affronti le problematiche di chi opera su quella sede: come il dragaggio, i relitti abbandonati e l’abusivismo dilagante. La partecipazione di un rappresentante del Consorzio agli incontri tra la Regione ed il Comune di Fiumicino, finalizzati al trasferimento delle strade di proprietà regionale al Comune e alla loro gestione, trattandosi di quelle di accesso anche ai cantieri nautici;

l’apertura di un tavolo con la Regione per la questione concessioni demaniali attuali e future nell’ottica della Direttiva Bolkenstein che coinvolga una delegazione del Consorzio; l’indicazione, in accordo con il Comune di Fiumicino, di uno o più rappresentanti del Consorzio da interpellare e coinvolgere ogni qualvolta vi sia l’intenzione o l’esigenza da parte del Comune, o più in generale della Regione (fiere, infrastrutture ecc.), di svolgere attività che possano avere impatto sulla nautica di Fiumicino.

Dopo l’aeroporto la nautica a Fiumicino è forse l’attività con il maggior numero di addetti tra diretti e indotto. Chiediamo che il Sindaco di Fiumicino si impegni ad intervenire facendosi affiancare da rappresentanti del Consorzio Nautico presso qualsiasi ente o autorità, Regione, Provincia, Capitanerie, Roma Città Metropolitana, affinché la nautica di Fiumicino conservi il diritto ad esistere e ad avere il riguardo che merita. Sempre al Sindaco chiediamo chiarezza in materia sull’apertura per le imbarcazioni del Ponte 2 Giugno che, come promesso dal Sindaco di Fiumicino Sen. Esterino Montino in data 21/6 nell’incontro sopra richiamato sarebbe dovuto finalmente entrare a regime entro la fine del mese di giugno.

 

 

PINO RINALDI (AD. CNL_Delta) :

FIUMICINO IL PORTO TURISTICO NATURALE PIU’GRANDE D’ITALIA

Fiumicino è il Porto Turistico naturale più grande d’Italia. Lungo i due rami del Tevere stazionano mediamente, tra terra e acqua, oltre 6.000 posti barca con potenzialità di arrivare a 10.000 quando un porto o un Marina di notevole grandezza ne conta 1000/1200.

60 cantieri navali e 8 circoli nautici offrono servizi di assistenza, ormeggio, manutenzioni e refitting a chi sceglie la via del mare come turismo, con tutto l’indotto che ne consegue.

Prima della crisi il numero degli addetti si aggirava intorno alle duemila unità: maestri d’ascia, verniciatori, velai, figure professionali depositarie di una lunga tradizione e inoltre i tecnici: elettricisti, elettronici, meccanici. Tra la manodopera direttamente impegnata in lavori sulle imbarcazioni e l’indotto più strettamente riconducibile al comparto nautico, veniva generato un fatturato di circa 220 milioni di euro l’anno. E le barche costruite in questa Regione venivano esportate nel mondo.

Dal 2008 in poi la crisi ha fatto registrare per quanto riguarda il comparto delle vendite, un calo di oltre il 90 % e per quanto riguarda il comparto dei servizi, una contrazione di oltre il 50%.

Sono numeri terrificanti, sconcertanti, anche perché dietro l’astrattezza delle cifre c’è la realtà umana, il dramma di chi ha perso il posto di lavoro, di chi ha dovuto chiudere un’azienda nella quale aveva creduto e per la quale aveva lavorato senza risparmiarsi. Non dimentichiamo che chi opera nel settore è mosso da una grande passione.

Il decreto Monti e l’inasprimento fiscale hanno determinato la fuga all’estero delle imbarcazioni medio-grandi e i provvedimenti correttivi successivi non hanno convinto gli armatori della flotta nautica più importante a tornare nei nostri porti.

Molti dei cantieri navali di produzione sono falliti e alcuni hanno riconvertito l’attività di costruzione in assistenza e manutenzione.

Durante tutto questo calvario le amministrazioni regionali e comunali invece di intervenire per affrontare i problemi che stavano provocando il totale dissesto di una importante economia locale, con la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro, hanno inasprito i rapporti e interrotto qualunque tipo di collaborazione.

Pertanto ai problemi già gravi provocati dalla crisi si sono aggiungi:

  • il mancato dragaggio della foce del Tevere,
  • il dissesto delle strade di accesso ai cantieri,
  • la chiusura del Ponte 2 Giugno che si prolunga da oltre sei mesi,
  • l’aumento indiscriminato dei canoni demaniali e la richiesta di arretrati esorbitanti, non dovuti
  • il mancato rilascio delle concessioni demaniali relative alle aree prospicenti gli specchi acquei.

A maggio del 2006 la quasi totalità delle aziende nautiche radicate tra Ostia e Fiumicino al fine di migliorare i servizi offerti e dare una immagine di qualità e professionalità, decidono di costituire il Cnl, il Consorzio Nautico del Lazio.

Il CNL stipula un accordo di collaborazione con il Sirena Lazio, anch’esso un consorzio ma radicato essenzialmente nella parte più meridionale della nostra Regione, nei distretti di Terracina, Anzio e Gaeta. CNL e Sirena, insieme, gestiscono le prime due edizioni del Salone Nautico nella nuova fiera di Roma. Il successo è enorme, sia in termini di affluenza che di vendite. Eravamo in pieno boom.

Sono passati pochi anni e lo scenario è stato stravolto.

Come dicevamo da un lato la crisi e dall’altro l’inerzia istituzionale, hanno prodotto i risultati che oggi l’intero comparto nautico sta vivendo e subendo.

Il CNL e tutti i suoi aderenti hanno l’intenzione di riqualificarsi e progettare un futuro migliore per il diporto nautico di Ostia e Fiumicino ma hanno bisogno di interloquire con Amministrazioni che abbiano a cuore il rilancio ella economia nautica che è da sempre, storicamente, il volano dell’economia di questa regione e di questi luoghi che è capace di dare notevole impulso all’occupazione, non quella dei voucher o dei contratti stagionali, ma quella della continuità, della crescita professionale, del rispetto della tradizione e dello sviluppo dell’innovazione.

 

MARCELLO FAZIOLI ( Presidente CNL_ Alfamarine) :

Fiumicino una realtà produttiva

Prima della crisi iniziata nell’autunno dell’anno 2008, Fiumicino contava numerosi cantieri di barche da diporto, sia a motore che a vela, più esattamente: Canados, Alfamarine, CBS Nautica, C- Cat, Nautilus Marine, Tornado, Mig, Cantieri d’Este e molti altri che hanno contribuito ad accrescere il valore del territorio.

Fiumicino, grazie alla vicinanza con l’aeroporto internazionale era diventato meta di armatori provenienti da tutto il mondo che venivano a scegliere qui la propria imbarcazione, a motore o a vela, e i nostri Cantieri, le nostre maestranze qualificate hanno contribuito sostanzialmente alla crescita di quei numeri che hanno portato il nostro paese ad avere numeri positivi che ancora oggi indicano l’Italia quale primo esportatore mondiale della cantieristica nautica , con stime di crescita del fatturato delle aziende italiane del comparto che segna un +18% per il 2016.

Il CNL con tutti i suoi consorziati vuole rilanciare le attività nautiche di Ostia e Fiumicino sotto il brand Consorzio Nautico del Lazio – Fiumicino Quality District, perché la vicinanza all’aeroporto ci obbliga a riaprire una finestra sul mercato internazionale, per la vendita delle nostre imbarcazioni, per il refitting, per la manutenzione, perché ogni barca ormeggiata a Fiumicino è lavoro per tutto l’indotto dei servizi: trasporti, ristoranti, hotel, bar, lavanderie e quant’altro. Per fare questo ci impegniamo a :

fare pressione sui consorziati affinché gli stessi si regolarizzino per quanto possibile, a costo di prevedere una modifica statutaria che inserisca l’esclusione del consorziato che non si adegua a requisiti di eccellenza;

ad essere parte attiva per aggiungere al proprio oggetto sociale anche il perseguimento della “massima qualità del servizio” dei suoi membri adottando politiche consortili a tale scopo finalizzate.

iIl CNL ha bisogno di far fronte immediatamente ai problemi principali degli accessi via mare e terra, e di una riqualifica del territorio che preveda inoltre :

La manutenzione del verde e degli argini attualmente ingiustamente effettuata a nostre spese

Lo smaltimento di scafi abbandonati, spesso semi affondati, e la bonifica di tutte quelle che si possono definire discariche a cielo aperto, presenti a Fiumicino

 

MASSIMO GUARDIGLI ( Nautica Girasole) :

Il Ponte 2 Giugno emblema della disattenzione alla nautica

Il Ponte 2 Giugno, simbolo di Fiumicino, è stato costruito 70 anni fa, con le tecnologie di un tempo nel quale la televisione era in bianco e nero e ben pochi possedevano un automobile. Il Ponte ha fatto il suo lavoro per ben 70 anni, e ha retto senza evidenti opere di manutenzione iniziando però a mostrare i primi cedimenti . Alla fine del 2016, dopo anni di ipotesi e studi, ci è stata comunicata la decisione del Comune di procedere con il rifacimento del Ponte senza sostituire le vecchie strutture: il sistema di sollevamento, seppur rinnovato, è rimasto quello degli anni ’70.

L’esperienza di Paesi che hanno problematiche analoghe e più complesse di quella di Fiumicino hanno risolto diversamente, ma il Comune ha intrapreso la sua strada non confrontandosi con gli operatori del settore nautico, che continuano a subire gli effetti delle errate informazioni e delle promesse troppo spesso disattese.

Al di là delle trionfali dichiarazioni del Sindaco Montino che il 22 febbraio 2017 dopo soli 50 giorni di lavori sottolineava “ Tutto come previsto nei termini dell’appalto” ad oggi il ponte non è ancora pienamente operativo per la sua apertura, o meglio sta lavorando con aperture straordinarie e altezze ridotte, creando serie difficoltà agli operatori della nautica con sede a monte del Ponte.

Il ponte non è operativo dal 28 /12/2016 un tempo irragionevole ed inaccettabile per i Cantieri e le attività di rimessaggio nautico, con l’aggravante di non riuscire ad ottenere informazioni affidabili che ci consentano di organizzare le nostre attività, con conseguenti danni economici e di immagine ai quali dovremmo porre rimedio con un pesante impegno personale, a livello economico e di tempo, verso i nostri clienti.

Negli ultimi tempi grazie all’intervento del Comandante della Capitaneria di Porto C.V. Fabrizio Ratto Vaquer sono state organizzate delle riunioni con il Comune di Fiumicino, il Comune di Roma e tutti i rappresentanti delle Istituzioni, ma il Sindaco Sen. Montino ha presentato tempistiche aggiornate e puntualmente disattese.

 

STEFANO PELLEGRINI (Netter Italia) :

La riqualificazione del territorio : sicurezza e turismo

Nell’ottica di una riqualificazione di Fiumicino e delle sue attività nautiche, che vorremmo riportare agli antichi splendori, puntiamo il faro sulle problematiche di accesso ai cantieri sia da terra sia da mare.

Da mare: dopo essere intervenuti per istallare sulla foce del Tevere i fari di segnalazione di ingresso e uscita da/per il mare, curandone successivamente anche la manutenzione. Il Consorzio Nautico del Lazio, è nuovamente intervenuto anche per il dragaggio della foce che da tempo, soprattutto per scarsità di piogge, ha accumulato detriti e sabbia. Tutto questo è stato fatto in sostituzione delle autorità preposte, che dimenticano, come nota Pino Stillitano (Nautilus Marine) che “la foce insabbiata può costituire un serio pericolo per persone e cose soprattutto in caso di piena del Tevere, con le acque che non riescono a defluire a mare” .

Oltre ai rischi per persone e cose, una foce non visibile di notte ma soprattutto insabbiata costituisce un grave problema anche per il transito di imbarcazioni e quindi per lo sviluppo o la sopravvivenza della cantieristica nautica di Fiumicino e l’occupazione di tutto l’indotto.

Dopo le proteste scritte e verbali promosse dal Consorzio Nautico del Lazio nel corso di alcuni incontri concessi dalla Regione Lazio per affrontare il delicato tema della foce del terzo fiume italiano per portata, la Regione, che incassa esorbitanti canoni concessori per l’uso dei terreni lungo il fiume, si è limitata a sostenere semplicemente di non avere fondi per provvedere, oppure a scaricare su altre amministrazioni statali la responsabilità di “pulire” la foce. E questo nonostante il dragaggio del fiume e la pulizia dello stesso dovrebbero costituire non solo l’impegno di uno Stato civile ma anche l’adempimento di un obbligo contrattuale previsto dai contratti concessori. Quindi i cantieri nautici di Fiumicino, oltre a versare gli elevati canoni per l’uso delle sponde, e a dragare i fondali lungo le stesse sponde come i disciplinari delle concessioni richiedono, si trovano ora a far fronte anche ad un impegno economicamente proibitivo come quello del dragaggio della foce del fiume Tevere. A questo paradosso alcuni cantieri hanno da tempo cominciato ad opporsi anche giudiziariamente con dispendio di ulteriori risorse e tempo. Attualmente diverse azioni legali pendono infatti davanti al Tribunale delle Acque Pubbliche in attesa di un verdetto che finalmente obblighi l’amministrazione pubblica a dare oltre che ricevere.

Da terra: ad una situazione poco chiara tra le amministrazioni pubbliche, Regione e Comune di Fiumicino, su chi debba provvedere alla manutenzione delle strade limitrofe e di accesso alle sponde del Tevere, la Regione vorrebbe mettere il punto trasferendo le stesse al Comune di Fiumicino competente per prossimità, che non sembra essere felice. Questo chiaramente per non dover farsi carico dei costi che dette strade comportano. Nel frattempo però a farne le spese sono di nuovo abitanti e attività nautiche di Isola Sacra. I due litiganti, Regione e Comune, hanno in varie occasioni pensato di addebitare ai cantieri nautici anche la gestione delle strade lungo le sponde del Tevere. A seguito di un recente incontro in Regione tra il Sindaco di Fiumicino e la Direzione Regionale della Programmazione Economica, finalizzato ad avviare accordi circa la futura cessione della proprietà delle strade di Fiumicino ancora intestate alla Regione, il Consorzio, a mezzo di propri rappresentanti gentilmente invitati, è riuscito per il momento a stimolare l’emissione di una Ordinanza da parte del Comune di Fiumicino a carico della Regione Lazio per la rimessa in pristino di Via Dente del Pasubio, chiusa da mesi per dissesto del manto stradale, e per la chiusura di buche molto profonde su via Monte Cadria e via Costalunga: visto che di manutenzione ordinaria nessuno vuole parlare, la motivazione straordinaria che si è trovata per questo provvedimento sarebbe l’urgenza di evitare che il dissesto ormai conclamato delle strade lungo l’argine del Tevere e la conseguente chiusura di un di queste possa costituire un ostacolo alle via di fuga in caso di esondazione del Tevere. Sul punto sono stati molto utili gli interventi della Dott.ssa Maria Luisa D’Amico, funzionario responsabile dell’Area Tecnico-Manutentiva della Direzione Programmazione Economica della Regione Lazio, e il Dott. Pazzaglia, Area Lavori Pubblici e Viabilità del Comune di Fiumicino.

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