INVESTIRE SUI BLUE JOBS PER UNA CRESCITA ECONOMICA SOSTENIBILE

Nautica Editrice
Scritto da Nautica Editrice
26/09/2018 – Quali sono le nuove professioni che si stanno sviluppando per la tutela del mare e la crescita della Blue Economy nel nostro Paese? Di quali figure hanno bisogno le aziende del settore? Se ne è parlato all’incontro: “Blue Jobs, dall’archeologia subacquea alla tutela ambientale” organizzato da Marevivo, Comune di Napoli e Marina Militare, a bordo della nave Amerigo Vespucci, nell’ambito della Naples Shipping week.
 
Investire sulle nuove professioni per la tutela del mare e la crescita sostenibile della Blue Economy è vantaggioso. A confermarlo anche i dati della Commissione Europea che mostrano come l’”economia blu” nell’UE impiega 5,4 milioni di persone e genera un valore aggiunto lordo di quasi 500 miliardi di euro l’anno. Il settore più redditizio è rappresentato dal turismo costiero con circa 1,6 milioni di posti di lavoro.
 
All’evento hanno partecipato operatori ed esperti del settore per confrontarsi sulle nuove figure professionali richieste dalle aziende che si occupano di crescita blu.
 
«I Blue Jobs, il mare come opportunità di formazione e lavoro, è il tema a cui abbiamo deciso di dedicarci – ha dichiarato la delegata al Mare del Comune di Napoli Daniela Villani – al fine di promuovere la conoscenza dei profili professionali del mare e relativi percorsi formativi. Dal coinvolgimento del settore armatoriale, alla ricerca e tutela ambientale fino all’archeologia marina, passando per il primo corso a Napoli per l’impiego dei droni marini e subacquei. È necessario rileggere le opportunità connesse allo sviluppo sostenibile dell’economia del mare – ha concluso la Villani – valutando le nuove opportunità ».
 
Il presidente di Marevivo Rosalba Giugni ha sottolineato l’importanza di investire sui mestieri del mare: «Senza la biodiversità del mare non ci sarebbe vita. Per aumentare ed adeguare le nostre conoscenze, in modo da agire in modo responsabile e sostenibile, c’è bisogno di scienziati marini. Biochimica, ecologia, ingegneria, economia, fino anche alla geopolitica, storia e archeologia sono tutte scienze che devono essere integrate in modo da costruire una “cultura del mare”. Dobbiamo però partire dall’educazione nelle scuole. È necessario ridisegnare i sistemi produttivi in chiave sostenibile, ricordando che è sostenibile ogni incremento del capitale economico che non causi un decremento del capitale naturale».
 
«Per ridare futuro al nostro Paese, sono fermamente convinto che si debba ripartire dall’ambiente. Il mare è una risorsa preziosa, che offre grandi opportunità, e come tale va difesa. Come Ministero, una delle prime sfide che abbiamo affrontato è il grave problema della plastica in mare. Prendendo spunto proprio da una proposta di legge dell’Associazione Marevivo, è in dirittura d’arrivo una legge che consentirà ai pescatori, grande risorsa del nostro paese, di portare a riva i rifiuti pescati in mare, con la creazione ed organizzazione di isole ecologiche portuali. Ormai il 50% del pescato è plastica: se necessario interverremo sul codice dell’ambiente, affinché col sostegno del nostro Ministero, i pescatori possano contribuire a ripulire i mari, senza rischiare conseguenze giuridiche. Un ringraziamento particolare va alla Nave Scuola “Amerigo Vespucci”, simbolo per la sua storia dell’eccellenza della nostra Marina Militare, da cui prendo in prestito il motto “Non chi comincia ma quel che persevera”, per augurare a tutti un buon lavoro». Così Salvatore Micillo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente.
 
La Senatrice Barbara Floridia ha annunciato che la Commissione cultura al Senato, all’interno del disegno di legge in merito all’educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, ha inserito percorsi di educazione ambientale perché è necessario sensibilizzare le future generazioni verso un’economia blu e il rispetto della natura e dell’ambiente circostante.
 
Ancora una volta la Marina Militare collabora con Marevivo, in sinergia per la tutela della risorsa mare, puntando alla sensibilizzazione dei giovani che ogni anno fanno il loro ingresso in Accademia e negli istituti di formazione, sottolineando le problematiche ambientali, facendo loro percepire la bellezza e il valore del loro territorio, aiutandoli a comprendere la natura come un ambiente del quale tutti facciamo parte, stimolando il loro senso civico e facendoli sentire parte di una comunità che preserva e gestisce importanti risorse. Elementi indispensabili per diventare futuri professionisti del mare.
 
All’incontro anche il direttore generale dell’associazione Alis Marcello di Caterina: «Il trasporto intermodale nel 2017 è cresciuto del 13% rispetto al 2016, riducendo le emissioni di Co2 di quasi 1 milione di tonnellate. Le Autostrade del Mare nel 2017 hanno creato 1.500 posti di lavoro con un incremento del 10% rispetto al 2016. Il settore delle Autostrade del Mare, della logistica e dei trasporti necessitano di tecnici in grado di operare in modo efficiente».
 
La Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli punta a nuove professionalità da inserire per il restauro degli habitat marini nell’ambito dell’economia del mare. Lo sviluppo di questa scienza del restauro potrebbe stimolare la creazione di nuovi brevetti e figure da inserire nel mercato dei servizi per le bonifiche ambientali.
 
Per Lorenzo Matacena, Vice Presidente di Caronte& Tourist azienda che sta puntando sui traghetti a GNL (Gas naturale liquido), sono necessari specialisti ed energy manager, a bordo e a terra, per la gestione di questo carburante.
 
L’innovazione e le nuove tecnologie possono incrementare la crescita dei lavori blu. Il Polo Tecnico Fermi ha lanciato l’“Accademia Dronica” il primo corso in Italia per la sperimentazione, costruzione e gestione dei droni subacquei.
 
Altro settore dove inserire nuove figure professionali è quello del turismo sostenibile nelle Aree marine protette italiane. A sottolinearne l’importanza è stato Antonino Miccio, responsabile dell’Area marina protetta “Regno di Nettuno”.
 
Marenostrum di Archeoclub d’Italia è invece una struttura specialistica operante nel settore della GeoArcheologia e sviluppa progetti di ricerca per la promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, marino e costiero.

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