L’EDITORIALE: Soffiamo tutti insieme, Il vento è cambiato

Nautica Editrice
Scritto da Nautica Editrice

Il PIl nazionale torna a crescere. Il mercato della nautica riprende. Le presenze turistiche nei porti incrementano. La Francia arretra. Si, accade forse per la prima volta da quindici anni nei quali loro sono arrivati sempre primi. La Costa Azzurra si ingrassava, il Salone di Cannes si espandeva, il fisco francese faceva l’occhiolino allo yachting. E noi a soffrire e ad arrancare, finché poi non è arrivato Mario Monti che ci ha dato il colpo di grazia.

Archiviata la sciagura del Governo tecnico, grazie al lavoro di chi difende gli interessi della filiera, sono arrivate alcune norme di rilancio (cancellazione del “coefficiente barca” dal redditometro, annullamento della tassa di stazionamento, l’Iva al 10% sugli ormeggi a breve, il Bollino blu contro la duplicazione dei controlli in mare, il noleggio occasionale).

Nel 2016 il mercato è cresciuto a doppia cifra e quello interno più dell’export, i contratti di ormeggio del +5%.

La Regione Liguria per la prima volta investe nel Salone (prima si trattava di carità). Più recentemente a Genova è giunto un nuovo sindaco, non in continuità con il passato. Alla prima uscita ha dichiarato che il vento è cambiato: “Per anni il Nautico è stato vissuto dalle passate amministrazioni come un impiccio, noi vogliamo farlo diventare la nostra vetrina”. Risultato: prime prove di fuorisalone, convenzioni per i trasporti pubblici, un’aria nuova in città. La kermesse di quest’anno vede +14% di barche esposte, il ritorno dei grandi marchi del made in Italy e degli stranieri, 70 nuove aziende espositrici.

E oltralpe? L’estate 2017 ha registrato una fuga dalla Costa Azzurra (-30%). La Francia non riconosce più ai superyacht in charter il contratto internazionale MYBA, ma impone quello nazionale francese. Sono state introdotte imposizioni fiscali agli equipaggi stranieri che sostano per più di sei mesi, infine è prevista una tassa del 33% sui fondi che un armatore gira al suo agente marittimo per far fronte alle necessità della barca. Per la prima volta Cannes si ferma, dopo che gli attentati nel paese hanno penalizzato le presenze all’esposizione 2016. Il Salone di Parigi arretra, pagando la concorrenza espositiva interna, e vede alcuni brand importanti rinunciare alla loro presenza.

Siamo al bivio: possiamo decollare o, come ai tempi di Monti, farci del male da soli. I primi segnali di tafazismo ci sono. Il Ministro Calenda (Sviluppo economico) minaccia di non stanziare i finanziamenti al Salone di Genova per beghe che non ci interessano e non dovrebbero interessare neanche lui. Il Ministro Delrio (Trasporti), ostaggio della visione burocratizzante delle Capitanerie di porto, tentenna nell’emanare un nuovo Codice della nautica di vera semplificazione. La Camera, con una riforma del demanio che imporrebbe gare e procedure che nessuno adotta in Europa, è lì pronta a strozzare la portualità turistica.

La migliore risposta a queste sciagurate visioni è una presenza massiccia a Genova. Vi aspettiamo quindi allo stand di Nautica per festeggiare il ritorno della nautica e fare fronte contro l’unico vero ostacolo allo sviluppo di un settore produttivo simbolo dell’Italia: la malapolitica.

Paolo Sonnino Sorisio

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