MONACO YACHT SHOW 2016: IL SALONE DELLA SVOLTA

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Scritto da Nautica Editrice

Quello che si è da poco concluso nel principato di Monaco (28 settembre-2 ottobre 2016) è stato per Hot Lab Yacht & Design, studio di progettazione attivo dal 2004 nel campo del design nautico, il più importante salone di sempre.

Con ben tre barche in acqua, più altri quattro progetti e concept presentati nel corso dello stesso evento monegasco, lo studio milanese è entrato ufficialmente in una nuova era. «Per noi si è trattato di un vero e proprio punto di svolta», ha detto Antonio Romano, partner dello Studio e responsabile marketing, poiché «Hot Lab ha dimostrato una volta per tutte di potersi occupare di più progetti allo stesso tempo, anche se molto diversi l’uno dall’altro».

Si tratta dell’ennesima scommessa vinta, certamente la più importante di tutte nei dodici anni d’attività di questo sodalizio giovane, dinamico e sempre pronto a misurarsi con nuove e impegnative sfide.

IN ACQUA

Per il fatto di essere stato interamente progettato da Hot Lab, sia a livello d’interni sia di linee esterne, a fare la parte del leone in quel di Monaco è stato il motoryacht yacht Ipanema, 49,20 metri di lunghezza, costruito dal cantiere Mondomarine di Savona. In questa barca c’è molto di Michele Dragoni, socio e responsabile dello stile Hot Lab. Le linee sportive, accattivanti e molto italiane di questa barca ispirata dal design del settore automotive presentano tratti aggressivi, pur essendo ben bilanciate. Le linee esterne sono la logica conseguenza del percorso accademico e professionale di Dragoni il quale, pur occupandosi a tempo pieno di barche, è prima di tutto un appassionato di design industriale e automobilistico. Il rosso Ferrari dello scafo (una richiesta dell’armatore), il gioco di vuoti e di pieni, i recessi coincidenti con gli stacchi di colore e la posizione arretrata della plancia che sembra quasi dare vita al cofano di un’auto nella zona di ponte a proravia sono tutti elementi che ammiccano al settore dell’auto. Non a caso lui ama definire Ipanema una «Gran Turismo del mare», dove sono riscontrabili elementi dell’Aston Martin One 77, della Lamborghini Miura e della Ferrari F12berlinetta.

Per disegnare gli interni di Ipanema, ha detto Enrico Lumini, responsabile dello stile e della qualità degli interni Hot Lab, «si è reso necessario estraniarsi del tutto dallo stile puro e dai precedenti progetti realizzati dallo Studio poiché l’armatore non aveva alcun interesse a realizzare una barca che fosse apprezzata da tutti; se normalmente ci viene chiesto di progettare barche che sacrificano un po’ la personalità e l’originalità pur di piacere a tutti, Ipanema è il frutto di un approccio esattamente opposto». Il progetto è stato per Lumini particolarmente importante dal punto di vista della crescita professionale poiché ha costretto il team «a tornare sui libri», a riscoprire gli stili decorativi del passato e i preziosi dettagli che li caratterizzavano. «Si sta un po’ riscoprendo il decorativismo», ha aggiunto Enrico Lumini, «e Ipanema rappresenta un ottimo esempio di questo trend; peraltro grazie a questo progetto ho potuto approfondire personalmente la conoscenza dell’uso ebanistico, soffermandomi anche su dettagli realizzati con sei diverse essenze di legno».

La seconda barca in esposizione firmata da Hot Lab, che ne ha realizzato interamente gli interni, si chiama Divine, motoryacht di 40 metri dalle linee sportive, costruito presso il cantiere Columbus Yachts di Napoli e pluripremiato sulla scena internazionale nei mesi scorsi. Aggressivo nelle linee esterne (firmate da Sergio Cutolo), con un look marcatamente sportivo e una prua verticale, Divine è nato da una richiesta chiara: soddisfare i gusti di un armatore che desiderava un ambiente al tempo stesso accogliente e contemporaneo, dove a farla da padrona fosse la luce naturale che in questo progetto, in effetti, rappresenta proprio il cardine attorno a cui tutto quanto ruota.

Grey Stone, la più piccola delle tre barche in acqua, è stata costruita presso il cantiere ATM di Bodrum (Turchia). Si tratta di un trawler di 23,90 metri di lunghezza che abbina lo stile sobrio caratteristico degli yacht ispirati alle barche da lavoro a interni sorprendenti (realizzati da Hot Lab), nella fattispecie ispirati a uno stile contemporaneo caro all’armatore. Greystone non si propone di essere vistoso: al contrario vuol essere un oggetto dall’aspetto maturo e funzionale, pensato per la qualità della vita a bordo, con comodità e spazialità tipiche di imbarcazioni di categoria superiore. Non a caso Antonio Romano si riferisce a questa barca come a un «Pocket Superyacht».

LE NUOVE CREATURE

Anche quattro nuovi concept e progetti di yacht sono stati presentati da Hot Lab nel corso del Monaco Yacht Show. I due di maggiori dimensioni sono stati interamente realizzati dallo studio milanese che ne ha curato sia le linee esterne sia gli interni, mentre i due di dimensioni minori prevedono al momento i soli esterni a firma Hot Lab. In ordine decrescente di lunghezza, si tratta dei seguenti motoryacht: Days (68 metri), Sarp Aouda (60 metri), RMK 55 XXL (55 metri) e Baglietto 44 SD (44 metri).

Mastodontico nei numeri, con i suoi 1.800 GT e ben tredici metri di baglio, Days è già in costruzione presso il Cantiere Turco AES e sarà consegnato nella primavera del 2018. Se le linee esterne hanno comportato uno sforzo significativo da parte dello Studio giacché, come ha detto Antonio Romano, «è sempre difficile creare esterni gradevoli con richieste così ardite in termini spaziali e volumetrici», gli interni sono contemporanei e attenti ai materiali utilizzati, dalla pietra ai marmi, dalle pelli ai metalli. Aouda, nonostante sia di appena sei metri più corto rispetto a Days, è un explorer del cantiere Sarp Yachts di Antalya (Turchia) slanciato nelle sue linee generali ed è pertanto “atipico” giacché si discosta dalla consuetudine che vuole che i volumi siano concentrati verso prua in questa tipologia. Una caratteristica saliente di questo progetto è la piscina fruibile direttamente dalla suite dell’armatore.

E’ un explorer anche lo yacht progettato per conto di un altro cantiere turco: RMK Marine. Con volumi comparabili a quelli di un omologo di settanta metri – grazie al baglio generoso e alle altezze interne maggiorate -, questo yacht di 55 metri è già in costruzione presso il cantiere di Tuzla, alla periferia orientale di Istanbul. Last but not least, come si dice nel mondo anglosassone, l’ultima novità presentata da Hot Lab è uno yacht semi-dislocante di 44 metri, dalle linee slanciate ed eleganti e caratterizzato da una prua verticale, primo di una gamma di tre yacht per il cantiere Baglietto di La Spezia (Gruppo Gavio), marchio attivo dal 1854 e tra i fiori all’occhiello della cantieristica italiana. L’immersione contenuta, nell’ordine dei 180 centimetri, e il fascino sempreverde dei prodotti Made in Italy oltreoceano fanno sì che questo prodotto sia appetibile per il mercato statunitense della costa est, dove il pescaggio “Bahamas-friendly” è tassativo.

La prima collaborazione tra Hot Lab e il prestigioso marchio italiano del gabbiano è così nata sotto i migliori auspici, trovando ufficialità nel corso di un salone nautico, quello del principato di Monaco appena conclusosi, che lo studio milanese ricorderà sicuramente negli anni a venire.

Hot Lab's team on board the Mondomarine yacht Ipanema at the MYS 2016. From left to right: Michele Dragoni, Antonio Romano and Enrico Lumini.

Hot Lab’s team on board the Mondomarine yacht Ipanema at the MYS 2016.
From left to right: Michele Dragoni, Antonio Romano and Enrico Lumini. @Bruno Cianci/HotLab

 

 

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