Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal 12 dicembre 2019 al 9 marzo 2020

L’esposizione, che rappresenta una vera e propria summa di quanto svelato dalla disciplina dell’archeologia subacquea dal 1950 sino ad oggi, raccoglie circa 400 reperti, provenienti da prestigiose istituzioni italiane ed internazionali. Centro simbolico dell’esposizione è l’Atlante Farnese, capolavoro marmoreo databile al II sec. d.C.. La mostra è nata grazie alla collaborazione tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana; questa sinergia è stata resa possibile grazie all’impegno del prof. Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, scomparso tragicamente nella sciagura aerea di marzo 2019.

400 reperti in mostra, 9 sezioni espositive, un focus sul porto antico di Napoli

Dopo una grande mappa in 3D, che ripropone, con le nuove tecnologie, le meraviglie dei fondali del Mediterraneo, sono nove le sezioni in cui si articola la mostra: 1) Tesori sommersi; 2) I primi passi dell’Archeologia subacquea; 3) Relitti; 4) Vita di bordo; 5) Navigazione, mito e sacro; 6) Il mare, via dei commerci; 7)  Il mare e le sue risorse; 8) Bellezza ed otium; 9) Acque profonde. Completa il percorso, nella Stazione Neapolis del MANN, un focus di approfondimento sul porto antico di Napoli, svelato durante gli scavi della metropolitana in Piazza Municipio.

Tesori sommersi

Tra le opere in mostra, la Testa di Amazzone, copia romana di un originale greco, proveniente dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei ed, in particolare, dalla collezione del Castello di Baia; la Testa bronzea del Filosofo di Porticello (V sec. a.C.), ritrovata nell’omonimo relitto ed appartenente al Museo Archeologico di Reggio Calabria; il “Tesoretto di Rimigliano”, che comprende monete di argento di età romana imperiale, oggi conservate al Museo Archeologico del territorio di Populonia a Piombino; il “Rilievo di Eracle e Anteo” (II sec. a.C., oggi conservato al Castello Ursino di Catania); il “Reshef” di Selinunte (Museo Salinas di Palermo), eccezionale statuina bronzea (realizzata presumibilmente tra XIV e XII sec. a.C.), con ogni probabilità dedicata ad una divinità; il controrostro di una nave romana, trovato nel porto di Genova a fine Cinquecento (Musei Reali di Torino).

Museo Archeologico Nazionale; Piazza Museo 19, Napoli – www.museoarcheologiconapoli.it

Costo del biglietto intero € 18