NAUTICA A BORDO DEGLI M32

Daniele Carnevali
Scritto da Daniele Carnevali

Sailing Series M32 Varazze 2017

Un’estate precoce ed africana, alta pressione e isobare distantissime tra loro hanno determinato bave di vento inutilizzabili da qualunque barca a vela. Eccetto che dai velocissimi catamarani M32. Con un peso di soli 510 chilogrammi tra carbonio e compositi vari, una lunghezza di 10 metri, linee d’acqua tiratissime ed un equipaggio di 4 atletici velisti riescono a correre dalle 2 alle 5 volte la velocità del vento. Il record raggiunto da uno di questi monotipi è stato oltre 40 nodi. Normalmente nelle regate con venti tra i 15 e i 25 nodi si raggiungono velocità dell’ordine dei 30-35 nodi…. impressionante davvero. Due giorni di regata: sabato 27 maggio è stato caratterizzato da un vento troppo leggero per dare spettacolo, domenica invece Eolo ha permesso il regolare svolgimento delle previste 6 regate. Cinque le barche impegnate: il podio è andato a “Vitamina Veloce” di Andrea La Corte, in seconda posizione l’altro team Italiano di “Italian Sailing Team” di Riccardo Simoneschi, terzo posto al team monegasco “Neverland” di Guido Miani. Quarto classificato il team svedese “Vikings” di Hakar Sensson e quinto posto all’equipaggio svizzero di “Section 16” di Richard Davies. Ho avuto la fortuna di partecipare ad una delle regate del sabato: mare olio, dico io “da delfini”, e un’alito intorno agli 1,5/2 nodi ha permesso lo svolgimento diciamo “tranquillo” della competizione. Io come ospite avevo la mia postazione sulla rete verso prua, ai piedi dell’albero a profilo alare regolabile nella sua rotazione. I quattro ragazzi svolgono le manovre rapidamente, manovre che sono pensate proprio ad un utilizzo esplosivo. Il gennaker, che si arma solo con venti inferiori agli 8 nodi, ha il suo frullone: la scotta per avvolgerlo e svolgerlo è circolare attraverso due bozzelli a poppa, così non esiste un imbando che può certamente intralciare. Quindi oltre gli 8 nodi si ammaina il gennaker e si procede solo di randa, allunata e molto magra, con un trasto circolare che corre da un lato all’altro. La sua regolazione avviene quasi solo esclusivamente con il movimento del trasto e non mediante la sua scotta, che mi sembra serva solo a modificare la svergolatura della vela. Molto semplice il tutto, ma pensiamo che sono mezzi che con 10 nodi ne fanno 25…. la componente del vento apparente è preponderante, chi non è abituato può essere disorientato. La leggerezza estrema di questi catamarani e la loro invelatura necessitano di una corretta gestione delle masse a bordo: i ragazzi si portano sottovento con venti leggeri, poi quando il pattino sopravento inizia ad alleggerirsi e ad alzarsi dall’acqua l’equipaggio migra sopravento fino ad arrivare, con vero e proprio gesto atletico, alla terrazza aggettante come il trapezio sulle derive. Le due terrazze laterali in carbonio e rete servono appunto per permettere all’equipaggio di raggiungere il punto più esterno del catamarano per equilibrare il peso: esse sono rialzabili per poter sfilare più vicino alle boe di regata. Un altro trucco con poco vento è quello di sedersi sugli scarponi a prua in modo da alleggerire la poppa e contrastare meno l’avanzamento. Assistere alle regate con venti seri è davvero emozionante, tutto si gioca sul filo del rasoio ed il rischio di incidenti e danni è sempre molto elevato e quando si ingaggia nei pressi delle boe la forte velocità rende assolutamente adrenaliniche le manovre. Il circuito m32 è organizzato in Italia da Sailing Series by B.Plan Sport & Events, seguitelo sui social e sul sito ufficiale del circuito m32 World Series www.m32series.com o su quello mediterraneo http://www.sailingseries.eu/ A Varazze l’evento è stato realizzato mediante il supporto logistico di Varazze Club Nautico con Raymarine, Wave Channel e Sea Storm come Local Sponsor. L’indice di gradimento da parte degli equipaggi e dei team per il Marina di Varazze è stato altissimo. A coronare la manifestazione un bel party all’Orizzonte di Piani di Invrea, locale in mezzo ai pini a strapiombo sul mare.

 

Martino Motti

sull'autore

Daniele Carnevali

Daniele Carnevali

Classe ’81, giornalista professionista approdato nella redazione di Nautica nel 2003. Appassionato di barche a vela e a motore, nel tempo libero si diletta a veleggiare a bordo del suo Fireball.

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