Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche: Solo due corpi in mare

Daniele Carnevali
Scritto da Daniele Carnevali

“Per tutelare gli interessi sul mare vari corpi di polizia hanno dato vita alla Küstenwache, la Guardia costiera”. Un solo corpo per tutte le esigenze secondo il pragmatismo tedesco, come si evince dalla sigla della serie televisiva prodotta dal 1997 allo scorso anno. Il pubblico italiano la vede su Rai2, rete che ha acquistato gli episodi a partire dalla nona stagione girata nel 2006. Su questo tema il divario fra Italia e Germania resta ampio, ma si riduce non poco. Con la legge 124/2015 il Parlamento ha infatti delegato il Governo alla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, incluso il sistema della sicurezza e dell’ordine pubblico. In particolare, operando secondo i seguenti principi: razionalizzazione delle funzioni di polizia e gestione dei servizi strumentali per migliorare la cooperazione tra le varie forze, evitare sovrapposizioni di competenze e razionalizzare la spesa. Con il decreto attuativo (D.lgs. 177/2016), che avrà un effetto “visivo” a partire dalla prossima stagione estiva, la Guardia di Finanza acquisisce dunque le competenze in mare di Carabinieri e Polizia. Non siamo a livello tedesco o americano, con un solo organismo cui compete la sicurezza, la salvaguardia della vita umana e il coordinamento dei soccorsi in mare, la gestione amministrativa della navigazione, la difesa delle acque territoriali e la protezione della zona economica esclusiva. Ma è un significativo passo avanti. Sono soppresse le squadre nautiche della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, con il solo mantenimento delle moto d’acqua per la vigilanza dei litorali e delle unità navali impiegate nella Laguna di Venezia, nelle acque interne e nelle isole minori ove già presenti. Spariscono anche i siti navali del Corpo di polizia penitenziaria, ad eccezione di quelli dislocati a Venezia e Livorno. In relazione alle funzioni di sicurezza in mare attribuite alla GdF, il Consiglio di Stato ha osservato che “non possono sussistere dubbi che l’attribuzione del comparto sicurezza del mare alla Guardia di Finanza, dotata di una consistente componente aero-navale, in conseguenza della prevista soppressione dei servizi nautici della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo della Polizia penitenziaria, si riferisca all’assolvimento dei compiti di ordine e sicurezza pubblica e soddisfi quindi l’esigenza di proiezione in mare degli ordinari compiti di polizia e non attenga invece alla sicurezza della navigazione e al soccorso in mare, funzioni alle quali è preposta la Guardia costiera”. “Sono state accolte molte delle istanze presentate da Ucina Confindustria in  audizione al Parlamento e contenute in un apposito disegno di legge poi confluito nella legge delega”, ha commentato la presidente degli industriali della nautica, Carla Demaria. A questo importante riassetto fa da cornice la direttiva Bollino Blu, ottenuta fin dal 2013 dall’Associazione, che prevede il rilascio di un adesivo contro la duplicazione dei controlli in mare.

di Nero

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE