San Venerio il patrono dei Faristi d’Italia

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Per le tante donne e uomini che amano i fari, “sentinelle del mare” numerose tra l’Argentario e le isole vicine mercoledì 13 settembre si festeggia San Venerio, santo protettore dei fanalisti ovvero di coloro che si occupano del funzionamento dei fari marittimi. La leggenda, infatti, attribuisce a Venerio la costruzione di una vela rudimentale usata per il salvataggio di alcuni naufraghi e si tramanda che, accendendo dei fuochi sulla spiaggia, segnalasse ai marinai la giusta direzione da seguire.

Il santo, nato nel 560 circa sull’Isola Palmaria, fu un monaco eremita nel cenobio un tempo esistente sull’Isola del Tino. Alla sua morte, avvenuta nel 630 per ricordarlo fu edificato prima nel VII secolo un piccolo santuario e poi nell’XI un monastero benedettino, l’abbazia di San Venerio i cui ruderi sono ancora visibili.

Molteplici le iniziative in programma per commemorare la memoria del santo eremita, tra cui quella dell’associazione “Il Mondo dei Fari” che da due anni riunisce centinaia di appassionati “farologi” organizzando visite alle strutture di segnalazione della Marina Militare, convegni e pubblicazioni in materia. Per l’Argentario il riferimento del club è il comandante Daniele Busetto di ARTEMARE www.danielebusetto.it 3396940708, Porto Santo Stefano ha una meravigliosa strada dei fari chiamata anche “via degli innamorati” che parte dal paese e dopo alcuni chilometri di passeggiata con viste mozzafiato porta ai due fari di Punta Lividonia, uno dismesso e di proprietà privata  l’altro in esercizio di grandi dimensioni a 50 mt circa sul livello del mare.

 

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