SECONDO APPUNTAMENTO CON “GLI INCONTRI IN BLU. UOMINI, DONNE E STORIE DI MARE”

LO SKIPPER DI LUNA ROSSA MAX SIRENA INCONTRA IL PUBBLICO

GIOVEDI’ 7 MARZO ORE 18 INGRESSO LIBERO, GALATA MUSEO DEL MARE

Al via giovedì 7 marzo alle 18 al Galata Museo del Mare ad ingresso gratuito, il secondo appuntamento con “Gli Incontri in Blu. Uomini, donne e storie di mare”.  A salire sul palco dell’Auditorium del Museo lo skipper Max Sirena che intervistato dal giornalista Fabio Pozzo, racconterà al pubblico di sé e della sua carriera di velista, parlerà della nuova sfida del team italiano e dei retroscena dell’assalto alla “vecchia brocca”, questo il nomignolo della coppa più ambita della vela.

Il team italiano è impegnato nella sua sesta campagna di Coppa America, il trofeo dei trofei della vela, che dovrebbe aprirsi nell’autunno di quest’anno con le World Series, un circuito di regate preparatorie e quindi entrare nel vivo con la Prada Cup, la selezione dello sfidante, nei primi mesi del 2021 ad Auckland in Nuova Zelanda (la nazione del detentore del trofeo, Team New Zealand) e quindi con l’America’s Cup vera e propria, che si combatterà sempre ad Auckland dal 6 al 21 marzo 2021 con i monoscafi volanti Ac75.

Max Sirena ha 48 anni ed è riminese, è sposato con Tatiana ed è padre di due figli, un maschio e una femmina. Figlio di albergatori, comincia ad andare in mare sin da piccolo col windsurf, poi a 14 anni scopre le barche a vela. Sogna la Coppa America, seguendo le imprese di Azzurra e del Moro di Venezia. Racconta che da ragazzino aveva incontrato un componente dell’equipaggio del Moro che gli aveva predetto che mai avrebbe coronato il suo sogno, fare l’America’s Cup, perché era troppo piccolo fisicamente. “L’ho presa come sfida con me stesso”.

Sirena ha partecipato a sette edizioni dell’America’s Cup. Anzitutto, le cinque campagne di Luna Rossa, prima come aiuto prodiere e poi come skipper a cominciare dall’edizione 2013 di San Francisco. Leggendario il suo incontro con il patron, Patrizio Bertelli, l’amministratore delegato di Prada. Max era stato chiamato a bordo di una delle barche di Bertelli, il Njala, per prendere parte a un allenamento. E’ a poppa e sente gridare. “Che cavolo urli”, apostrofa l’uomo che non ha mai visto prima. E’ ovviamente Bertelli. “Ma tu chi sei?”, gli risponde quest’ultimo. E poi: “Io e te o diventiamo grandi amici o ti licenzio stasera, ci devo pensare un attimo”. Il sodalizio si salda e vedrà i due vincere la Louis Vuitton Cup nel 2000.

Nel 2010, l’edizione della Coppa scaturita dai tribunali e sfociata nel duello tra Oracle Usa e gli svizzeri di Alinghi, Sirena è con gli americani, responsabile del progetto dell’ala rigida e degli alberi, e alzerà al cielo la sua prima Coppa America. Nel 2017, a seguito del ritiro di Luna Rossa per protesta contro l’ennesimo cambio di regolamento da parte di Oracle, Max è con Team New Zealand, con cui Bertelli ha stretto alleanza e vince a Bermuda la sua seconda Louis Vuitton Cup e la sua seconda Coppa America.

Tra i pochi velisti non superstiziosi, Max Sirena dichiara apertamente che l’America’s Cup 2021 potrebbe rappresentare la volta buona per Luna Rossa di vincere la Coppa America e di portare il trofeo in Italia.

L’iniziativa “Incontri in Blu. Uomini, donne e storie di mare”, ideata da Fabio Pozzo, è stata fortemente voluta da Mu.MA Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, Associazione Promotori Musei del Mare onlus, Costa Edutainment spa e realizzata grazie anche al contributo del Gruppo Cambiaso Risso e di UCINA Confindustria Nautica e al sostegno dellaCasa di Cura Montallegro, della dimora storica Palazzo Grillo e di Genovarent. Infine il ciclo d’incontri vanta il patrocinio dello Yacht Club Italiano con cui il Mu.MA ha stipulato un protocollo d’intesa per la promozione congiunta delle attività per l’anno 2019 e della FIV (Federazione Italiana Vela).

Prossimi appuntamenti:

  • Il 28 marzo Hugo Vau, il surfista portoghese che nel gennaio scorso a Nazaré, la capitale europea delle onde giganti, ha cavalcando “Big Mama”, un muro d’acqua alto circa 35 metri, incontrerà i presenti per descrivere cosa si prova e come si arriva ad essere l’atleta che ha surfato quella che è considerata l’onda più grande nella storia di questo sport.
  • Il 18 aprile, sempre alle 18, in concomitanza con la World Cup delle classi olimpiche ospitata da Genova, un altro nome importante della vela, quello di Santiago Lange, il velista che nel 2016 a 54 anni, dopo aver sconfitto un cancro che gli ha causato l’asportazione del polmone sinistro, ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro nella classe del Nacra17, i catamarani volanti. Lange dialogherà con il pubblico testimoniando come il suo impegno sportivo gli abbia dato la forza di vincere la malattia e di guardare avanti (“La vita è meravigliosa”, è una delle sue frasi preferite) e come l’età sia soltanto un numero: ora si sta allenando per le Olimpiadi di Tokyo 2020.
  • Il 30 maggio a salire sul palco degli Incontri in Blu sarà Cecilia Eckelmann Battistello, figura di spicco dello shipping internazionale e della portualità italiana, presidente di Contship Italia, società che celebra proprio quest’anno mezzo secolo di vita, e che nel nostro Paese è presente nei terminal di Gioia Tauro, La Spezia, Ravenna, Cagliari, Salerno e nel centro intermodale di Milano-Melzo.
  • Il 20 giugno sarà la volta di Michael Bates, meglio conosciuto come Michael di Sealand, l’imprenditore che rivendica il titolo di principe di Sealand, la micronazione fondata dal padre Paddy Roy nel 1967, il quale racconterà l’incredibile storia di questa piattaforma artificiale creata al largo delle coste inglesi per motivi di difesa dal governo britannico sulla quale è stato proclamato un “Principato con sovranità indipendente” che ha battuto moneta e rilasciato passaporti.
  • A chiudere il primo ciclo d’Incontri in Blu, il 19 settembre, in occasione del giorno inaugurale del 59° Salone Nautico, il più grande del Mediterraneo, l’ospite sarà Norberto Ferretti, co-fondatore ed ex presidente di Ferretti Group, il pioniere della nautica che torna sulla scena nel nome della sua passione per le barche e il mare.

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