Suzuki in prima linea per l’iniziativa “A pesca di immondizia”

  • Pescatori, sub e diportisti tutti fianco a fianco per ripulire spiagge e fondali della cittadina ligure.
  • 100 sacchi di immondizia più una grandissima catasta di ferro e legno, raccolti nelle spiagge pubbliche, un bel successo cui hanno contribuito anche i dipendenti Suzuki

Grande successo ieri a Santa Margherita Ligure per l’iniziativa “A pesca di immondizia”, organizzata dall’associazione Lady Martina Sportfishing in collaborazione con Suzuki e col patrocinio della Guardia Costiera, dell’Area marina protetta di Portofino, del Comune di Santa Margherita Ligure e dall’Associazione Albergatori Santa Margherita Ligure/Portofino, che ha visto un folto gruppo di appassionati dell’arte alieutica cimentarsi, stavolta, nella cattura di sporcizia dalle spiagge della cittadina ligure.

Un’iniziativa sposata appieno da Suzuki, partner della manifestazione, e da una task force di dipendenti della sua filiale italiana, che si è andata ad affiancare ai volontari di associazioni e semplici cittadini, spazzini per una domenica, capaci di raccogliere in una mattinata di lavoro ben 100 sacchi di immondizia, più una grandissima catasta di ferro e legno, raccolti lungo le spiagge pubbliche e in mare.

Ai pescatori d’immondizia che hanno agito in spiaggia, si è aggiunto anche Matteo Catelani, fisherman pro e testimonial Suzuki e Master Gommoni, che ha messo a disposizione il suo inconfondibile RIB da pesca, un Master 775 del Team Tunastorm, per supportare l’attività di chi ha voluto dare il proprio contributo alla causa raccogliendo immondizia dai fondali, i sub Crespi, Stretti, Botazzi e Poggio.

Coloro che vivono il mare con passione sono solitamente i primi ad averne rispetto” ha detto Catelani al suo rientro a terra, e poi ha aggiunto: “i diportisti, specie se pescatori sportivi, hanno il dovere di promuovere la cultura dell’attenzione all’ambiente, agendo in prima persona, partecipando a iniziative come questa di Santa Margherita Ligure, perché contribuiscono ad aumentare il senso di civiltà e soprattutto dando il loro contributo alla causa nella quotidianità, ogni volta che vanno per mare. Tutti noi pescatori sportivi che facciamo parte dei Suzuki Fishing Team, svolgiamo la nostra attività all’insegna dell’etica ambientale praticando, innanzitutto, il catch and release ovvero il rilascio delle prede dopo la cattura. Questa dovrebbe essere la prassi ferrea di tutti i pescatori, per cercare di mantenere inalterato il delicato ecosistema marino, in modo che anche i nostri figli e nipoti possano godere in futuro della sua infinita bellezza.

L’impatto dell’attività diportistica nautica sull’ambiente marino è irrisorio rispetto alle fonti d’inquinamento che lo devastano continuamente, scaricando in mare rifiuti di ogni genere – afferma Paolo Ilariuzzi, direttore commerciale della divisione marine di Suzuki in Italia – eppure anche noi ci sentiamo totalmente coinvolti per limitare quanto più possibile il problema. Meccanica, elettronica e idrodinamica dei fuoribordo Suzuki sono focalizzate al massimo contenimento dei consumi che si traduce anche nel contenimento delle emissioni nocive. Il sistema Suzuki Lean Burn, adottato da buona parte dei motori della nostra gamma, è sicuramente quanto di meglio la tecnologia mette a disposizione in tema di contenimento di consumi ed emissioni

Suzuki non è nuova ad aderire a iniziative come quella di ieri a Santa Margherita Ligure.

Non lo sono né la filiale italiana né la casa madre giapponese; Suzuki Motor Corporation, è dall’inizio di questo decennio che promuove attività di sensibilizzazione alla cura dell’ecosistema, non solo quello marino. Emblematica è la Suzuki & Save the Green, che rientra nella campagna mondiale Suzuki Clean up the World, nel quadro della quale rientrano delle vere e proprie operazioni di pulizia di aree verdi periodicamente organizzate dalle Filiali della multinazionale giapponese, compresa Suzuki Italia.

Uno degli effetti tangibili innescati dall’inquinamento è l’innegabile cambiamento climatico, ieri a Santa Margherita sembrava estate ma in realtà siamo appena entrati in primavera.

Quello che può essere stato colto come un evento gradevole dai ragazzi che ieri hanno pescato immondizia, in realtà è una cartina di tornasole, che fa toccare con mano quanto il clima risenta dell’inquinamento. Qualche mese fa quello stesso tratto di costa con Portofino, Rapallo e Santa Margherita Ligure è stato flagellato da una tempesta come non se n’erano mai viste, un evento che ha fatto danni ingentissimi, messo in ginocchio l’economia del territorio e distrutto qualche centinaio di barche oltre alle strutture nautiche costiere. Un evento eccezionale ma fino a un certo punto, perché ormai la ciclicità dei cataclismi meteomarini, ogni volta più devastanti, sta assumendo il carattere della routine. Il nesso fra questi eventi e l’inquinamento è ormai acclarato dalle innumerevoli ricerche scientifiche, che purtroppo ancora vengono prese sotto gamba.

Si è trattato effettivamente di un disastro, in risposta al quale Suzuki ha ancora una volta mostrato sensibilità.

Ci siamo attivati subito per aiutare chi in quel fortunale aveva perso la propria barca e quindi il proprio motore, sia diportisti sia professionisti della nautica, facendo immediatamente partire una campagna con agevolazioni d’acquisto per i nostri fuoribordo, affinché tutti potessero riprendere rapidamente le loro attività. Un ulteriore segno di quanto Suzuki sia attenta alle persone oltre che all’ambiente.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE