Sono già stati registrati alcuni suoni emessi da questi grandi mammiferi marini

Il progetto Whalesafe per la conservazione dei capodogli (Physeter macrocephalus) è entrato nella sua fase più importante: la rilevazione dei suoni emessi dai capodogli, che ne rivelano la presenza e la posizione, e l’analisi dei dati raccolti che consentirà di attivare il sistema di alert alle navi in entrata e in uscita dal porto di Vado Ligure per evitare possibili collisioni con i Cetacei.

Questo è il risultato di un lungo percorso che ha richiesto grandi sforzi per poter far fronte alle difficoltà tecniche e alle conseguenze di due incidenti, dovuti al maltempo, che avevano danneggiato le boe di rilevazione.

 

Oggi è in funzione un sistema che determina la presenza dei capodogli tramite l’ascolto dei segnali sonori emessi da questi grandi mammiferi marini. L’unità di ascolto è costituita da una boa, denominata Adelina, ancorata su un fondale scosceso a una profondità di 400 metri davanti al porto di Vado.

La boa è corredata di pannelli fotovoltaici, di un sistema di rilevazione acustica, costituito da quattro idrofoni, e di un sistema di trasmissione dati a terra.

L’unità di ascolto riceve due segnali provenienti dal capodoglio: il primo è il suono diretto e il secondo quello riflesso dalla superficie del mare. Un computer posto sulla boa elabora i segnali e determina la direzione di arrivo del raggio sonoro e quindi la posizione del capodoglio e la sua rotta di spostamento.

Presso il Comune di Bergeggi è posto il computer principale, che riceve i dati dalla boa mediante Wi-Fi grazie a un’antenna parabolica ospitata dal Comune di Bergeggi. Il computer e il sistema di immagazzinamento sono in rete con il Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova consentendo ai ricercatori di avere accesso ai dati in tempo reale.

 

In sei settimane di funzionamento il sistema ha registrato i suoni di diversi cetacei, in particolare nei primi giorni di luglio ha identificato la presenza di capodogli in transito nell’area di mare davanti al porto di Vado e grazie alle informazioni acquisite ha permesso il 13 di luglio l’avvistamento di due individui. Sul sito del progetto www.whalesafe.eu sarà presto inserita una cartina che consentirà di vedere il numero degli  individui rilevati, il luogo in cui stavano transitando e il giorno.

 

Oltre al sistema di monitoraggio, è stato sviluppato un protocollo di condotta per ridurre i rischi di disturbo e di collisione che ad oggi è già stato firmato da Costa Crociere e da altri Enti e Organizzazioni che operano nell’area interessata. La fase successiva del progetto prevede l’attivazione del sistema di segnalazione della presenza dei capodogli alle navi in ingresso e in uscita dal Porto di Vado. Al momento del ricevimento dei messaggi di avviso, le navi presenti nell’area saranno invitate a seguire il protocollo e la Capitaneria di Porto di Savona supervisionerà la sua applicazione.

Grazie al coinvolgimento di tutte le parti interessate dal traffico marittimo nell’area, il progetto intende perseguire concretamente il miglioramento della protezione dei capodogli, favorendo la coesistenza sostenibile di questa specie di cetaceo con le attività antropiche e promuovendo azioni per l’utilizzo responsabile del mare.

 

Il progetto Whalesafe, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Life+, è coordinato dall’ Università degli Studi di Genova (Dipartimento di Fisica e Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita) insieme ai seguenti partner: Costa Edutainment, Direzione Marittima di Genova Capitaneria di Porto di Savona e Softeco Sismat.

 

Tutto il lavoro del progetto è teso a favorire la conservazione dei capodogli, che sono inseriti nell’allegato IV della Direttiva Habitat, tra le specie da proteggere. Il traffico marittimo può causare seri problemi a questi animali, sia per le possibili collisioni, sia per l’inquinamento acustico.

 

Il capodoglio (Physeter Catodon)

È il più grande tra gli odontoceti (cetacei provvisti di denti). Le sue dimensioni sono ragguardevoli: le femmine possono raggiungere la lunghezza massima di 12.5 m ed un peso di 24 tonnellate, mentre i maschi possono arrivare a 18,3 metri di lunghezza per 57 tonnellate di peso. Il capodoglio è una specie che vive in mare aperto e come tale i suoi comportamenti sono difficili da studiare e da osservare; inoltre, il fatto che passi buona parte della sua vita in immersione a grandi profondità̀, lo rende ancora più̀ inaccessibile. Il capodoglio è il cetaceo che in assoluto riesce ad arrivare alle profondità̀ più̀ elevate; la più̀ grande immersione accertata è stata compiuta da un animale al largo della costa della Dominica nei Caraibi, nel 1991, che raggiunse una profondità̀ di 2250 metri e rimase in apnea per 1 ora e 13 minuti.

Tra due immersioni consecutive ogni individuo trascorre in media 7-10 minuti in superficie per respirare. Una delle chiavi fondamentali per cercare di comprendere il mondo dei capodogli è lo studio della bioacustica. Questi animali raramente stanno in silenzio e il loro modo di nutrirsi e di comunicare passa attraverso emissioni acustiche

Il click del capodoglio viene generato da un impulso sonoro emesso da una particolare zona della testa dell’animale detta phonic lips.

Vive in tutti i mari del mondo; non esiste una stima precisa della popolazione mediterranea, ma si ipotizza sia nell’ordine di qualche centinaia di individui.