Nautica, attività aperte, parzialmente operative, chiuse e in via di apertura

Di fronte al dilagare dell’emergenza legata alla diffusione dell’epidemia di covid-19, come sappiamo il Governo ha adottato alcune norme di forte restrizione delle attività personali, produttive e del commercio. Facciamo il punto per quanto riguarda le imprese della nautica.
Fin da subito, Confindustria Nautica è riuscita a far inserire alcuni Codici Ateco non interessati dai provvedimenti di chiusura stabiliti nei Dpcm del 22 marzo 2020 e del 10 aprile 2020. In particolare, hanno potuto continuare a operare la riparazione e manutenzione di unità da diporto (Codice 33.15) i riparatori, manutentori e installatori di motori, gruppi elettrogeni, pompe eccetera (Codice 33.12); i porti e gli approdi turistici (Codice 50). Ovviamente non sono consentite le attività al pubblico.
Nel secondo DPCM Confindustria nazionale è riuscita a ottenere che per le attività sospese fosse comunque ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o di terzi delegati per lo svolgimento delle attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti, pulizia e sanificazione, spedizioni verso terzi di merci giacenti in magazzino e ricezione in magazzino di beni e forniture. È stato inserito anche il Codice Ateco 13.96.20 fabbricazione tessili tecnici (non per abbigliamento) e cancellato il 13.94, fabbricazione di cordame e funi.
L’articolo 2, comma 3, del DPCM 10 aprile 2020 stabilisce che restano comunque consentite – previa comunicazione al Prefetto, nella quale siano specificatamente indicate le imprese beneficiarie dei prodotti e dei servizi – anche quelle attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere la cui produzione è consentita. Il successivo comma 6 stabilisce inoltre che “sono consentire le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo”, sempre previa comunicazione al Prefetto. Si tratta delle attività dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio o un pericolo.

Confindustria Nautica ha predisposto un Dossier inviato al Governo e discusso in tre incontri con Palazzo Chigi, volto alla riapertura delle attività nautiche, che si auspica possa avvenire mentre questo fascicolo di Nautica è in stampa.
A seguito di tre rilevazioni dello stato dei diversi comparti del settore, è stato redatto lo studio per illustrare le tipologie delle aziende nautiche, il numero medio dei dipendenti, i bassi profili di rischio per il personale, le misure di tutela sanitaria adottate, i flussi di cassa delle imprese, l’andamento stagionale del ciclo produttivo, l’impatto economico e occupazionale del protrarsi per singola settimana delle misure di chiusura, sia sul 2020 sia sul 2021.

A seguito della presentazione del documento anche alla task force, il settore nautico è stato indicato come a “basso rischio” in una griglia di prima valutazione che è trapelata.
Intanto l’Associazione nazionale di categoria ha inviato una sintesi del dossier a tutti i Presidenti di regione e si sono avute alcune importanti aperture, già operative, nei limiti delle potestà locali. Al momento di scrivere, Toscana, Liguria, Marche e Lazio hanno emanato specifiche ordinanze nelle quali nell’ambito della manutenzione sono state ritenute incluse le attività di consegna delle unità costruite.

Liguria

Con l’atto di indirizzo n. 18/2020, il Presidente della Regione Liguria consente “le prestazioni di servizio di carattere artigianale rese da terzi per interventi di manutenzione a bordo di imbarcazioni da diporto all’ormeggio” e “le manutenzioni propedeutiche e lo spostamento dal cantiere all’ormeggio finalizzato alla consegna (dell’unità, ndr), previa comunicazione al Prefetto e alla Autorità Marittima competente, e ottenuto l’assenso delle parti sociali”.

Toscana

L’ordinanza del Presidente della Giunta Regionale Toscana, n. 37 del 16 Aprile 2020, stabilisce che “le attività relative alla consegna dei mezzi navali già allestiti da parte dei cantieri navali ed il loro spostamento dal cantiere all’ormeggio possono essere svolte previa comunicazione al Prefetto. Resta ferma la possibilità di svolgere attività di manutenzione, vigilanza e pulizia ai sensi dell’articolo 2, comma 12 del DPCM 10 aprile 2020”.

Marche

Il Decreto del presidente della Giunta regionale Marche, n. 99 del 16 aprile 2020, autorizza le “prestazioni di servizio di carattere artigianale rese da terzi per interventi di manutenzione a bordo di imbarcazioni da diporto all’ormeggio” e, per quanto riguarda la cantieristica, “le manutenzioni propedeutiche e lo spostamento dal cantiere all’ormeggio finalizzato alla consegna (dell’unità, ndr), previa comunicazione al Prefetto e alla Autorità Marittima competente, e ottenuto l’assenso delle parti sociali”.

Lazio

L’ordinanza del Presidente della Regione Lazio, n. Z00028 del 15 aprile 2020, “sono consentite, nell’ambito delle attività di cantieristica navale, l’attività di consegna di magazzino, nonché le attività propedeutiche allo spostamento dal cantiere all’ormeggio o le attività connesse comunque finalizzate alla consegna, previa comunicazione al Prefetto”.

Il charter

Per quanto riguarda le attività di charter, sempre Confindustria Nautica ha predisposto un protocollo operativo per la sicurezza degli ospiti e degli equipaggi, inviato al Governo chiedendo la riapertura delle attività. È stata anche inviata al Ministero dei Trasporti la richiesta di chiarire che, considerato che i contratti di ormeggio normalmente non includono la custodia, il proprietario possa accedere all’unità per ragioni di sicurezza e verifica dell’ormeggio. In attesa di una risposta ufficiale, possiamo consigliare i singoli armatori di contattare la Capitaneria di Porto presso la quale è ormeggiata la barca per ottenere un’autorizzazione.