Rapsodia Blu raccolta di versi sul mare Testi di piccard

Alle 18 siamo a 365 metri e scendiamo in media, secondo il programma, di 5 centimetri al secondo, 100.000 volte meno velocemente della marcia dell’Apollo XI, in questo momento!

Dall’oblò vediamo l’acqua salire, lentamente, a mano a mano che scendiamo. Alle 18.30 siamo a 448 metri, a circa 10 metri dal fondo. Al di là dell’oblò uno spettacolo fatto per tentare una balena: il palcoscenico, illuminato dai nostri proiettori, assiepato da milioni di gamberetti che si aggrovigliano per ogni dove. Si tratta con ogni probabilità dei famosi krill (nome dato dai norvegesi ad una specie di crostacei di dimensioni molto piccole) dell’ordine degli eufausiacei, che fanno parte del plancton di queste acque. Questi eufausiacei sono spesso fosforescenti e si dice che quando si concentrano in superficie il mare assume una luminosità notevole. Qui non sono luminosi ma sono così numerosi che non ci meraviglieremmo di veder giungere qui al pascolo una balena franca od una azzurra, quelle grandi balene dai fanoni che si nutrono esclusivamente di plancton e particolarmente di copepodi e di eufausiacei. Ma purtroppo le balene sono lontane da qui, ché le acque calde della Florida (in superficie 24° C in generale) non si confanno loro. Alle 18.35 il cavo d’avviso compie la sua funzione perfettamente e ferma il mesoscafo da solo, senza alcun bisogno di scaricare acqua o di mettere in moto i motori.

Profondità 452 metri, temperatura dell’acqua 7,18° C. Frank Busby aveva fatto una previsione esatta. Di quando in quando mi chiedo come mai egli sia con noi, dato che conosce già nei minimi particolari la Corrente del Golfo! Ma proprio per il fatto che la Corrente del Golfo è già relativamente ben conosciuta dagli oceanografi vale la pena di studiarla a fondo, d’accumulare sempre più numerosi dati su di essa.

La Corrente del Golfo si risente sin quaggiù, nonostante la profondità; stiamo derivando lentamente verso nord, in condizioni ideali d’osservazione. Qualche piccolo granchio, qualche pesciolino passa davanti agli oblò, poi anche un piccolo anemone di mare. Il fondo è costellato di piccoli buchi, la maggior parte sono vuoti, ma in qualcuno di essi c’è o un granchio o un pesce. Guai se un pesce s’accinge ad entrare in un piccolo cratere già occupato da un granchio! Proprio adesso ne posso osservare uno: esso non ha visto il granchio, che noi, dall’alto, vediamo benissimo, e all’ultimo momento solamente un salto all’indietro lo salva dalla branca che il crostaceo gli lancia contro come una balestra: meglio per lui, peggio per il granchio e per il pesce successivo, dato che il granchio deve pur nutrirsi!

Jacques Piccard, 1969

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