Rapsodia Blu raccolta di versi sul mare Testi di rossi

La spiaggia era deserta, ma pareva che vivesse. Non compresi subito perché pareva che vivesse; mi avvicinai ancora. All’improvviso mi arrestai, la spiaggia viveva realmente, aveva come una palpitazione animale.

Erano grossi uccelli, erano migliaia; i più erano flamencos o fenicotteri, i quali parevano di corallo, i loro corpi parevano vasi di corallo rosa posati su canne di bambù. Le canne di bambù erano le gambe; ma stavano quasi tutti su una gamba sola, e intorno si frangeva mollemente il mare. I lunghi colli avevano movimenti serpentini.

Mi avvicinai ancora, camminando adagio, sfiorando appena la spiaggia, trattenendo il respiro. Ma a un tratto fu come quando crolla un pavimento; fu un rombo nell’aria, poi uno scroscio d’ali.

I flamencos a migliaia, s’erano levati, formavano nell’aria una fascia di corallo rosa, era come quando nel cielo nasce l’aurora. Fermo sulla sabbia bianca guardavo, e il cuore mi batteva forte; mi pareva che i flamencos facessero rosso il cielo per me.

Vittorio G. Rossi, 1957

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