Rapsodia Blu raccolta di versi sul mare Testi di steinbeck

Non siamo mai stati in acque così densamente popolate. Il fascio di luce che fendeva la superficie mostrava un mare denso di pesce brulicante, affamato, frenetico e incredibilmente vorace. I banchi nuotavano ordinati, in pattuglie. Cambiavano rotta e s’immergevano come se fossero stati un tutt’uno. A milioni seguivano un minuzioso schema di direzione, profondità e velocità. Commettiamo un errore quando pensiamo a questi pesci come ad individui singoli. Le loro funzioni nel banco sono controllate, e in modo ancora sconosciuto, come se il banco fosse un’unica entità. Non coglieremo questa complessità fino a quando non riusciremo a pensare al banco come ad un animale di per se stesso, che reagisce con tutte le sue cellule a stimoli cui i pesci singoli non risponderebbero affatto. E questo animale più grande, il banco, sembra avere una natura, impulsi e fini tutti suoi. È superiore e diverso dalla somma degli animali che lo compongono. Se riusciamo a vederlo in questo modo, non risulterà poi tanto incredibile il fatto che ogni pesce vada nella medesima direzione, che la distanza tra pesce e pesce sia esattamente la stessa per ogni individuo, e che pare vi sia un’unica intelligenza a governarlo. Trattandosi di un unico animale, perché non dovrebbe reagire in quanto tale? Forse questa è la piu incredibile delle considerazioni, ma noi pensiamo che se si studiasse il banco come un animale a sé stante piuttosto che come una somma di pesci, si verrebbe a scoprire che determinati individui hanno particolari mansioni da svolgere; che individui più deboli o più lenti possono avere la funzione di placare la fame di predatori che mettono a repentaglio la salute del banco nella sua integrità. Nella piccola Baia di San Carlos, ove coesistevano molti banchi di specie diversa, si aveva la sensazione (e la parola “sensazione” è usata a ragion veduta) dell’esistenza di un’unità superiore, della correlazione cioè tra specie e specie, dell’interdipendenza per il cibo, anche se in effetti gli uni erano il cibo degli altri. Un animale più grande, dal funzionamento perfetto, dotato di un’esistenza del tutto indipendente – dalle larve di gamberetti, al pesce piccolo, al pesce più grande, al pesce gigante – un unico meccanismo funzionante. E forse questa unità di sopravvivenza si inserisce in quell’animale più grande che è la vita di tutto il mare, e questa a sua volta in quello ancora più grande del mondo intero. Sembra che per gli esseri viventi ci sia un unico comandamento: Sopravvivere!

John Steinbeck, 1941

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