Al sorgere del vento sùbito o le onde del mare scomposte cominciano a gonfiarsi, e secco sugli alti monti un fragore si fa udire, o di lontano risonanti le spiagge rimbombano e il sibilo dei boschi si fa più intenso. Ormai i flutti non sono più governati dalle ricurve carene, quando veloci i merghi lasciano l’alto mare e portano i loro gridii alle spiagge, e quando le folaghe marine giocano all’asciutto, e l’airone, sorvolando le nuvole alte, lascia le ben note paludi.

Virgilio, 30 a.C.