Cerca un numero arretrato o una prova

esempio: numero 55 oppure scrivi il nome della barca per la quale stai cercando la prova

Nautica Numero 405 gennaio 1996

Sommario

  • In regalo una carta nautica
  • Tutte le novità del salone di Parigi
  • Il Mondiale Superboats a Key West, in uno spassoso resoconto di Fabio Buzzi
  • Un servizio speciale sugli accessori della nautica: tutte le novità del salone di Genova e del Mets di Amsterdam.
  • Passiamo in rassegna questo mese i catamarani a vela, sul mercato italiano, di lunghezza superiore ai 16 piedi.
  • Sicurezza personale: tutto sulle cinture.
  • Nautica ha provato per voi le seguenti barche: Solaris 59, Mondo 84, Super Calafuria, Uniesse 39, Marchi Super Bly, Mixer 28
  • Le acque delle isole Azzorre hanno visto lo svolgersi di un singolare raid in gommone.
  • L’isola di Roatan, in Honduras, promette una vacanza indimenticabile, tra mari turchesi e fondali coloratissimi.
  • Nella rubrica del charter tutto sul noleggio di una barca alle Seychelles.

Editoriale

Anche in base alle indicazioni del Salone di Parigi…
PORTUALITA’ TURISTICA: E’ URGENTE LA LEGGE
ll 1996 inizia con un buon auspicio per la cantieristica italiana: il successo di vendite in esportazione, o comunque a una clientela estera, che sta mantenendo in vita il settore. Alcune nostre aziende sane e vitali, avvantaggiate in questo momento dalla svalutazione della lira, ma comunque in grado di sfruttare tale vantaggio per aver puntato sempre sulla qualità e sullo stile, possono affrontare a viso aperto la concorrenza sul piano internazionale. E tutto sommato si tratta di un gruppo abbastanza nutrito, alle spalle del quale però ci sono molti altri cantieri non così organizzati e sicuramente senza la grinta e la possibilità finanziaria di fare lo stesso. Fortuna che molti di essi si salvano con le riparazioni e il rimessaggio, cioè grazie alla loro struttura artigianale che li rende più duttili e snelli.

Comunque le esportazioni non possono sostituire il mercato interno, che è la certezza di lavoro di qualsiasi azienda in qualunque settore. E su tutti i mercati o quasi gli acquirenti, gli appassionati sono giustamente molto riflessivi, perché condizionati dall’incertezza del domani. La situazione economica e politica in tutti i paesi occidentali, ormai accomunati in un unico sistema di mercato, non è chiara o meglio lo è talmente da far temere una serie di cambiamenti.

Tranne la Germania, che sta facendo pagare a tutta la Comunità il costo della sua riunificazione e la forza del marco, tutte le altre nazioni lottano per ridurre i propri debiti e danno spallate al sistema assistenziale costruito in quella eccezionale epoca di benessere iniziata nel ’45 e ora agli sgoccioli. Che si legga un giornale italiano, francese, inglese, spagnolo, greco, belga e così via, non si legge altro che si deve ridurre il debito pubblico, che si devono diminuire le pensioni e l’assistenza, insomma c’è da stringere la cinghia sotto una pressione fiscale ovunque in aumento. Il vento che tira ha ingenerato grande prudenza in tutti, mettendo in grossa crisi le spese facili della società dei consumi.

E proprio l’incertezza sta frenando la nautica e non solo in Italia, Spagna e Grecia, ma in Francia, Inghilterra, nei paesi scandinavi e in tutte quelle nazioni che negli scorsi decenni hanno conosciuto un grande sviluppo del settore. Il grido d’allarme viene dagli stessi operatori: quei mercati sono saturi. Infatti, all’incertezza economica del momento, si aggiunge un parco dell’usato indistruttibile, in grado di soddisfare ogni esigenza dei nuovi utenti e più a buon mercato. Facendo un paragone anagrafico, diminuiscono le nascite di nuovi appassionati e aumenta la lunghezza della vita delle barche. La vetroresina che ha messo in orbita la nautica, ponendola alla portata di tutte le classi sociali, ora la penalizza, perché l’usato – specie quello della vela, in mano a veri appassionati – dura troppo.

Tale saturazione e i periodi di crisi economica che attanagliano di volta in volta le varie nazioni hanno dato vita all’attuale mercato globale, ingenerato dalla necessità di trovare nuovi acquirenti al di fuori dei rispettivi ambiti nazionali troppo spesso commercialmente bloccati.

Ciò spiega perché i cantieri statunitensi ora considerino le vendite in Europa, in Medio ed Estremo Oriente – non solo dei loro surplus, ma anche di modelli appositamente progettati – indispensabili per sopravvivere alle crisi del mercato interno. E lo stesso fanno francesi, inglesi, scandinavi e italiani, che però non sono strutturalmente in grado di aggredire gli americani sul loro territorio.

E il ridimensionamento del mercato, che in alcuni momenti ha avuto le dimensioni di un crollo, è iniziato in tutto l’Occidente a partire dalla fine degli anni Ottanta e si è acuito negli anni Novanta. A compensare il mancato incremento degli armatori, c’è stata fortunatamente l’esplosione del charter. E governi più vicini alle realtà dei loro paesi sono intervenuti, come la Francia, cercando di favorire i cantieri nelle vendite agli operatori del noleggio, con agevolazioni fiscali che hanno consentito una sostanziale acquisizione del comparto.

Ora però siamo arrivati ad un momento cruciale, dal quale nascerà la nautica del duemila. È in atto una ristrutturazione finanziaria, manageriale e generazionale del settore e la Francia e l’Inghilterra ne sono l’emblema. I cantieri stanno finendo tutti in mano alle banche, alle finanziarie o a gruppi industriali in grado di fornire a quelle che sono state finora sostanzialmente strutture artigianali tutti i supporti che i nuovi tempi rendono necessari. La gente non compra più in anticipo, ma all’ultimo momento possibile e anche dopo o per niente. Invece materiali, motori e accessori vanno pagati dal cantiere alla consegna… E poi l’acquirente è sempre più esigente ed è lui a imporre le sue scelte.

In pochissimo tempo è tutto cambiato, ma solo una cosa è certa, che la passione della nautica è vivissima in tutti coloro che hanno imparato ad andare in barca. E l’Italia, con la sua posizione nel mare, è potenzialmente una grande darsena. Proprio l’Italia e la Francia, per vocazione possono essere tra i pochi paesi in cui potrà sopravvivere la cantieristica europea, ma occorre una politica per questo settore, come fanno oltralpe.

In una situazione di questo genere, la nautica italiana deve avere necessariamente il supporto del Governo. Rispetto agli altri abbiamo il vantaggio di essere rimasti indietro. Mentre gli altri avevano le infrastrutture e le agevolazioni fiscali, noi avevamo la caccia al diportista. Ora sembra che tutte le forze politiche abbiano compreso come dal settore possa venire un buon contributo all’economia nazionale. Almeno le ultime leggi, votate all’unanimità, lo lasciano sperare. Perciò è necessario con urgenza un altro atto di buona volontà, la legge sulla portualità turistica, che consenta all’iniziativa privata di creare i posti barca necessari a una ripresa del mercato interno.

Comprendiamo che con la crisi politica in atto ed elezioni che si avvicinano e allontanano ogni giorno, è difficile proporre queste problematiche, ma se dovesse venir meno il vantaggio della lira svalutata, per la nautica potrebbe essere la catastrofe. L’unico modo per risollevare il mercato interno è proseguire nella politica di apertura iniziata nel ’94, eliminando al più presto i danni causati dai decreti del Ministro dei Trasporti e della Navigazione, Caravale, e varando la legge sulla portualità turistica che stiamo aspettando dagli anni Cinquanta. E l’appello che rivolgiamo a tutte le forze politiche è che bisogna far presto.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Portualità turistica, Novità italiana: La Spezia
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 148

2
Subic: Marina filippino
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 148

3
Portualità turistica: è urgente la legge
rubrica: Attualità | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 48

4
Balbi: BD 450 MA, BD 2000 e 2500 B
rubrica: Autonautica | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 152

5
Carrelli: In attesa di una normativa europea
rubrica: Autonautica | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 152

6
Delta: monoasse RB 1300
rubrica: Autonautica | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 152

7
Ellebi: carrelli LBN 520 e 310
rubrica: Autonautica | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 152

8
Pedretti: carrello EL7
rubrica: Autonautica | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 152

9
Spider: La «barchetta» della Fiat
rubrica: Autonautica | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 154

10
«Ernesto Leoni» in Sudan
rubrica: Broker & Charter | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 213

11
C.V. Altura: Su e giù per l’oceano
rubrica: Broker & Charter | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 214

12
Caraibi: Cubatross
rubrica: Broker & Charter | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 212

13
Forzatre: Single Caribe
rubrica: Broker & Charter | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 214

14
Giramare: Intervista ad Angelo Bianchi
rubrica: Broker & Charter | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 213

15
Rossetti: Crociere nel mondo
rubrica: Broker & Charter | annata: 1996 | numero: 405 | pagina: 212

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.