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Nautica Numero 410 giugno 1996

Sommario

  • In regalo una carta nautica
  • Thalas, prima mostra nazionale della Nautica carrellabile, di movimento e dei porti verdi
  • Le grandi inchieste: la cantieristica in Toscana.
  • Bricolage a bordo: come fare da sé alcuni lavoretti, conoscendo a fondo la propria barca, gli attrezzi più utili, ecc. Ecco il secondo articolo sull’impianto elettrico.
  • Proviamo a progettare una deriva di 4,20 metri
  • Motori sotto la lente: il Mercury 200 DFI
  • Guida meteo: il primo servizio, semplice ed esauriente, per imparare l’arte di prevedere il tempo.
  • Loran o GPS? Pro e contro dei due sistemi
  • Grande successo per la terza edizione della lunga transtirrenica in doppio, la BMW per 2, con partenza dal marina di Riva di Traiano.
  • Nautica ha provato in mare per voi, scoprendone pregi e difetti, le seguenti barche: Raffaelli Maestrale 52, Carver 320 Voyager, Silverton 271 Express, Sciallino 25, Robalo 2520, Stingray 729 ZP, Sessa Key West 20 Pro
  • Torna la vela al terzo in laguna e sopravvive così la tradizione. Andiamo a navigare tra topi e sanpierote, tra sandoli e bragozzi.
  • In Nuova Zelanda gli abitanti hanno una grande passione: la vela. In un angolo di mondo dove la natura è ancora integra.
  • Nella rubrica del charter tutto sul noleggio di una barca a Pantelleria e alle isole Pelagie

Editoriale

Per evitare la chiusura di altri cantieri e servizi, dal nuovo ministro tutti aspettano

UN SEGNALE FORTE E CHIARO

Uno dei nomi più sicuri per il nuovo governo, fin dall’inizio, è stato quello di Claudio Burlando. Gli veniva pronosticato il Ministero dei Trasporti e della Navigazione e così è stato. Se il buon giorno si vede dal mattino, questo è un segnale sulla forza politica della persona, mai messa in discussione. Per la stessa ragione dovrebbe essere sostenuto dal suo partito nelle scelte che porterà avanti. Si tratta di scelte difficili perché tutti i comparti dei trasporti e delle comunicazioni sono in crisi ed è necessario un uomo di polso. L’importante è che si muova sempre dopo aver ascoltato tutte le componenti dei vari settori, tenendo in particolare attenzione i problemi degli utenti.

Abbiamo letto il suo curriculum sui giornali, ma ricordiamo che è ligure, già sindaco di Genova per il PDS, ha 44 anni, è ingegnere elettronico e ci viene descritto come persona intelligente e capace.

Da parte nostra plaudiamo al fatto che il Ministero, tra i più importanti per l’economia nazionale ma tra i meno produttivi per i voti di scambio, finalmente abbia una guida politica, in grado di dare agli uffici quegli indirizzi operativi che non potevano venire da un governo tecnico come il precedente.

Ma fortunatamente con Burlando, un ligure, non c’è bisogno di spiegargli l’importanza del mare e dell’economia marittima e, in tale ambito, cosa può rappresentare la nautica da diporto nelle risorse di una regione costiera oppure ricca di acque interne. Egli già conosce il contributo che in termini occupazionali la cantieristica minore, i servizi, l’indotto possono darecomplessivamente alla nazione. Non sono posti di lavoro da creare con investimenti, ma nascono rispondendo alle richieste dell’iniziativa privata, che a sua volta soddisfa le richieste dell’utenza dell’utenza. E quello dell’occupazione è rimasto un obiettivo prioritario del governo Prodi. Ma la nautica è veramente ancora in grado un suo contributo?

Qui è il punto dolente. Tutti pensano al diporto come a un settore opulento, dal quale spremere quattrini in ogni modo. Purtroppo ciò non è più. La pressione è divenuta esagerata e ha fatto fuggire le galline dalle uova d’oro, quanto meno i doportisti più abbienti, che in buona parte sono approdati con le loro barche su lidi più ospitali. Così negli ultimi sei anni si sono più che dimezzati gli addetti, ma, quel che è peggio, si stanno dimezzando anche gli utenti. Specialmente quelli delle barche piccole e medie, che in risposta alla loro passione per il mare incontrano le mille difficoltà di un amante non corrisposto e ricattato. A migliaia costoro stanno abbandonando la nautica. Anno per anno tutto diventa più complicato e oneroso, mentre nascono altre attività di tempo libero più rilassanti.

Perché ciò accade? Perché il possesso di un natante e ancor più quello di un’imbarcazione da diporto viene considerato come il segnale di un’evasione fiscale. E ogni estate viene posta in atto una caccia al diportista che non trova riscontro in alcun paese del mondo. Hai la barca? Sei potenzialmente un evasore. E con tale atteggiamento psicologico vengono messi in atto assurdi controlli a tappeto quotidiani da parte di più corpi di polizia. In realtà i controlli non hanno a cuore la sicurezza del diportista, ma col tale falso scopo mirano a giustificare il possesso di una flotta paramilitare in continua espansione. È vero che le commesse di tali corpi sono la sola ragione per la quale molti cantieri non hanno chiuso i battenti, ma anche qui pensate a quale spreco di pubblico denaro: migliaia di miliardi tra controlli inutili e commesse. E di evasori neanche l’ombra, solo pochi ladri di polli in un settore così spasmodicamente verificato. Insomma, questi controlli costituiscono un grosso deterrente pscicologico in un’attività di tempo libero dove tutti cercano tranquillità e privacy.

Infine, altro prioritario problema è quello dei posti barca. Le darsene e i porti esistenti sono saturi e non se ne costruiscono di nuovi. I meccanismi attuali per le concessioni sono troppo lunghi e farraginosi, mentre manca la tanto sospirata legge sulla portualità turistica. E senza ormeggi non ci possono essere ripresa e sviluppo.

Inoltre, a livello di enti locali, sono carenti le iniziative per creare scivoli e spiagge attrezzate per la piccola nautica, strutture dal costo minimo che pure potrebbero calmierare il mercato e agevolare i diportisti meno abbienti.

Riassunti i punti essenziali veniamo alla conclusione. Non vogliamo certo aggredire il nuovo ministro, ma il primo atto per impedire lo smantellamento del settore e quello di dare alla gente della barche il segnale che aspetta. Un segnale forte e deciso, che dica chiaramente di andare tranquilli in barca perché non vi saranno accanimenti fiscali, perché la normativa sarà semplificata secondo buonsenso, perché la caccia al diportista sarà sospesa e abolita.

Questo aspetta la gente, ricordando anche le affermazioni di D’alema in campagna elettorale, che riconosceva come nei confronti del settore in passato fossero stati commessi degli errori. E D’Alema va in barca e quindi conosce perfettamente le problematiche. Chi va in barca sa perfettamente di possedere o disporre di un bene che non si può nascondere e quindi se decide di esporsi è tranquillo sulle conseguenze. Ma, come abbiamo detto, chi va in barca cerca anche la tranquillità e la privacy. Se non può ottenerle, resiste finché la passione e forte, poi rinunzia.

Ci pensi, Burlando. Forse i militari gli daranno filo da torcere, ma se non vogliamo rinunciare alla nautica italiana, se aspiriamo a diventare la California della grande Europa, ora egli deve indirizzare all’utenza un segnale di pace, forte e chiaro.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola , viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Darsena Faro di Jesolo
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1996 | numero: 410 | pagina: 172

2
Marina di Portorosa: un disastro
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1996 | numero: 410 | pagina: 174

3
Portoferraio: Circolo Teseo Tesei
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1996 | numero: 410 | pagina: 170

4
Dal nuovo ministro tutti aspettano un segnale forte e chiaro
rubrica: Attualità | annata: 1996 | numero: 410 | pagina: 86

5
66° salone dell’auto di Torino: Il lingotto delle scoperte
rubrica: Autonautica | annata: 1996 | numero: 410 | pagina: 186

6
Bentley Brooklands: Mito e leggenda a quattro ruote
rubrica: Autonautica | annata: 1996 | numero: 410 | pagina: 184

7
Suzuki Vitara: Una piccola inarrestabile
rubrica: Autonautica | annata: 1996 | numero: 410 | pagina: 162

8
Charter in Sicilia: Vento d’Africa
rubrica: Broker & Charter | annata: 1996 | numero: 410 | pagina: 254

9
Eritros: Tutte le barche del mondo
rubrica: Broker & Charter | annata: 1996 | numero: 410 | pagina: 258

10
Forza Tre: Stella in Croazia
rubrica: Broker & Charter | annata: 1996 | numero: 410 | pagina: 258

11
Il Salone di Jesolo
rubrica: Broker & Charter | annata: 1996 | numero: 410 | pagina: 263

12
Maratticus: Charter in Florida
rubrica: Broker & Charter | annata: 1996 | numero: 410 | pagina: 257

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