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Nautica Numero 415 novembre 1996

Sommario

  • Nautica di novembre ’96 è un numero speciale di oltre cinquecento pagine, con una larga sezione dedicata alle novità presentate al Salone di Genova.
  • In regalo una carta nautica
  • In anteprima tutte le nuove barche presentate dai cantieri a Genova, divise per tipologia di barca, in un panorama completo ed esauriente.
  • Resoconto dal “Festival International de la Plaisance” di Cannes, che ospitava ben 183 espositori.
  • I migliori nomi della vela si sono sfidati in Costa Smeralda alla Telecom Sardinia Cup.
  • Raduno di barche d’epoca a Imperia. Le vecchie signore del mare riunite, con gli ottoni tirati a lucido per la consueta passerella di fine estate.
  • Guida meteo: i venti del Mediterraneo.
  • Nautica ha provato in mare per voi, scoprendone pregi e difetti, le seguenti barche: Jeanneau Sun Odissey 42.2, Marchi Virgola 33, Gianetti Yacht 57 Voyager Fly, Uniesse Marine Uniesse 48 Open, Fairline Boats Targa 48, Camuffo C 45 Flybridge, Tiara 3500 Express, Arredomar AM 38, Gobbi 365 SC, Rio 850 Cruiser, Cobalt 253, Four Winns 258 Vista, Nautica Aiello Joker Clubman 24, Mako 282
  • Speciale Tall Ship: Cutty Sark Tall Ship’s Race: quaranta tra navi e imbarcazioni a vela, cento miglia di regata tra Genova, Palma de Mallorca e Napoli. A Brest quest’estate si sono date appuntamento le grandi tall ship, le barche d’epoca e da lavoro.
  • Un raid in gommone attraverso le mitiche Colonne d’Ercole fino alle isole Canarie raccontato nei particolari.
  • Un viaggio in Norvegia, navigando lungo i fiordi e osservando le orche nel loro appuntamento stagionale.
  • Sport: la transatlantica con equipaggio Quebec-St. Malo, Campionato italiano classi olimpiche di Palermo, Centomiglia sul Garda, Swan Cup, Grand Soleil Cup.
  • Nella rubrica del charter tutto sul noleggio di una barca alle isole Maldive, negli atolli del nord.

Editoriale

Proprio in questo momento è necessario…

INVESTIRE SUL FUTURO

Il Salone di Genova si appresta a svolgere la sua funzione di manifestazione clou della nautica italiana e tutti guardiamo ad essa con la speranza che sia la volta buona per uscire dalla crisi che attanaglia il settore, ormai dall’89-’90. Tutti ci aspettiamo il positivo effetto dei provvedimenti varati da Burlando alla fine di agosto e speriamo che la defezione di alcuni cantieri all’ultimo momento sia dovuta effettivamente all’impossibilità di completare le barche in tempo.

Abbiamo tutti seguito con timore lo svolgersi delle trattative per la Finanziaria, ma fortunatamente non vi sono, almeno per il momento, provvedimenti che riguardano le barche. A quanto pare, D’Alema sembra voglia tenere fede al dichiarato, comprensivo atteggiamento nei confronti della nautica e il Ministro Burlando, che ha avuto un ruolo di rilievo nella messa a punto del provvedimento, evidentemente è riuscito a tenerla fuori, considerando il settore di stimolo a molte attività imprenditoriali e in grado di dare un buon contributo alla creazione di nuovi posti di lavoro. Tale atteggiamento, sempre che duri, è molto positivo e dà un minimo di certezza a quanti vogliono investire nella nautica del futuro, che si propone come suscettibile di notevole espansione. Inoltre a questa edizione del Nautico viene preannunciata la presenza di molti operatori esteri, americani ed europei. Una parte verrà a esporre, molti per prendere contatti e avviare nuovi affari. Non a caso quella di Genova viene considerata una mostra importante a livello mondiale.

Questo è l’aspetto positivo, ma ce n’è anche uno negativo. Al momento, purtroppo, con questa Finanziaria, c’è da temere una forte contrazione dei consumi e, quindi, degli acquisti, anche di barche. E per un settore già in crisi è comunque un duro colpo.

Anche se auspichiamo il contrario, gli avvenimenti non inducono all’ottimismo. E proprio gli effetti della Finanziaria sull’opinione pubblica ci facevano ricordare, in questi giorni, che questa legge è la nemesi del Salone. All’inasprirsi, anno dopo anno, del provvedimento, si aggiunge per somma sfortuna la stessa cadenza annuale, in ottobre, coincidenza che ha certamente pesato sulle fortune recenti del Salone. Non è certo facile pensare alle barche quando ci si vede piovere addosso una serie di adempimenti fiscali che sottraggono liquidità alle spese e costringono a scelte di priorità. E non parliamo di quando i provvedimenti fiscali hanno preso direttamente di mira la nautica, allora è stato ancora peggio.

Ma, ci chiediamo, non si può ovviare a tale concomitanza, che vanifica gli sforzi degli operatori per portare all’attenzione del grande pubblico le loro novità? Il Salone costa e, visti i risultati commerciali, gli operatori da qualche anno in pratica quasi gettano dalla finestra decine o centinaia di milioni, a seconda del loro impegno. Si può parlare a nuovi acquirenti in un momento in cui non sono interessati a sentire?

Questo è certamente un grosso problema, che si ripropone comunque ad ogni scadenza fiscale, ma a Genova, che è la manifestazione leader, seguono in Italia, fortunatamente dobbiamo dire, altre mostre di barche, da febbraio a maggio. Esse svolgono certamente una vitale funzione sussidiaria sia perché gli acquirenti incerti di Genova possono decidersi in primavera sia perché non tutti gli italiani, specie ai nostri giorni, possono permettersi il lusso di andare al Salone di Genova soltanto per visionare una barca. È troppo costoso. Così essi si affidano a noi, alla stampa specializzata, per farsi un quadro delle offerte proposte, poi, ridotto il campo, vanno ai saloni di primavera per vedere l’oggetto dei loro sogni.

Ma, come abbiamo detto, tutti speriamo che quest’anno il mercato si rimuova da Genova, anche sotto l’effetto dei provvedimenti varati dal Ministro Burlando a favore dei diportisti.

In proposito, c’è da dire che molti di questi ci hanno faxato, telefonato o inviato messaggi attraverso Internet per dichiararsi delusi dai provvedimenti. Se il Ministro riuscirà a mantenere ciò che ha promesso noi non saremo delusi affatto, anzi pensiamo che ci sia stata un’apertura sostanziale (pensate solo al vantaggio di accessori e patenti in funzione della zona di navigazione) e possa iniziare, Finanziarie permettendo, una ripresa della nautica, specie se, come preannunciato, il Ministro porterà a Genova un buon disegno di legge per la portualità turistica.

Per le norme del decreto Burlando di adeguamento alla Direttiva 94/25, la disillusione è derivata unicamente dal fatto che la stampa quotidiana e altri mezzi di informazione hanno diffuso in merito notizie errate, equivocando su molti contenuti del decreto. Ad esempio, era stato scritto da molti che i natanti, sic et sempliciter, potessero navigare fino a 12 miglia, quindi senza patente, senza accessori, senza adeguate motorizzazioni. Era sbagliato.

I colleghi dell’altra stampa, quella non specializzata, svolgono un’importante funzione informativa, ma consigliamo ai lettori di verificare sulla stampa di settore se tali informazioni siano completamente corrette. Chi ci ha seguito è stato costantemente informato dell’evolversi degli eventi e di ciò che la nuova normativa avrebbe comportato, avendo essa recepito molti dei suggerimenti dati ai precedenti ministri dei Trasporti da “Nautica”.

Piuttosto dobbiamo segnalare un colpo di coda. Abbiamo appreso che il Ministero delle poste, cui compete il regolamento sulle installazioni radioelettriche di bordo, vuole istituire un’ispezione annuale obbligatoria ai VHF delle imbarcazioni di coloro che decidessero di disdire l’abbonamento alle concessionarie e utilizzare il loro apparato ai soli fini della sicurezza.

Abbiamo immediatamente protestato con Burlando, segnalandogli che correva il rischio di fare una figuraccia. Speriamo che il Ministro riesca a convincere il suo collega delle Poste e telecomunicazioni della inopportunità di far seguire alla normativa illegittima finora applicata (a proposito, non sarebbe opportuno verificare come e perché ciò sia potuto accadere e come mai il Consiglio di Stato si sia accordo dell’illegitimità con circa 15 anni di ritardo?) un altro sopruso in nome della sicurezza. Si richiede una visita ispettiva che oltre tutto sui natanti, nella realtà dei fatti, già si è dimostrata non necessaria. Come mai ora viene richiesta come indispensabile per le imbarcazioni? È un estremo tentativo per difendere il canone e scoraggiare chi vuol dare disdetta al suo abbonamento? Non si potrebbe configurare una specie di ricatto nei confronti dei diportisti? Anche perché il termine per disdire l’abbonamento cade in ottobre (sessanta giorni prima della scadenza del contratto) e la gente in questo momento non sa ancora se gli conviene o meno disdire.

Oltretutto se questa norma, iniqua da un punto di vista di diritto, dovesse passare, il Ministero delle poste si troverebbe con strutture completamente inadeguate sia per rifare tutte le certificazioni iniziali (per quale ragione occorre rifare certificazioni che hanno valore pubblico e sono state profumatamente pagate dai diportisti?) e ancor più per effettuare le ispezioni annuali.

L’iniziativa delle Poste, dopo l’atteggiamento di grande adesione alle tesi di Burlando in Commissione a Palazzo Chigi, ci sembra una presa per i fondelli sia nei confronti del Ministro sia nei confronti dei diportisti. Il Ministro, che pur è armato di tanta buona volontà, dopo tanti proclami, rischia la sua immagine. Nei diportisti si rafforza invece sempre di più la consapevolezza che tutta la normativa e i poteri del Ministero PT debbano essere rivisti alla luce del progresso tecnico e delle esigenze sociali dei nostri tempi. Prendiamo atto, invece, della buona volontà manifestataci dalle concessionarie di rivedere comunque le tariffe e offrire migliori servizi a quanti rimarranno abbonati. Ma di ciò riparleremo successivamente, con gli sviluppi della situazione.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Brest ’96: All’insegna dei giganti
rubrica: Barche d’epoca | annata: 1997 | numero: 415 | pagina: 284

2
Cutty Sark Tall Ship’s Race: Beauty Parade
rubrica: Barche d’epoca | annata: 1997 | numero: 415 | pagina: 280

3
IX Raduno Vele d’epoca di Imperia: Essenze al vento
rubrica: Barche d’epoca | annata: 1997 | numero: 415 | pagina: 226

4
L’esempio della Corsica: Bagnanti e natanti?
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1996 | numero: 415 | pagina: 314

5
Sardegna: Ecco Puntaldia
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1996 | numero: 415 | pagina: 313

6
Si amplia Portoverde
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1996 | numero: 415 | pagina: 312

7
Una darsena fluviale: Il porto di Marina Stella
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1996 | numero: 415 | pagina: 312

8
Investire sul futuro
rubrica: Attualità | annata: 1996 | numero: 415 | pagina: 154

9
Tanta voglia di barca
rubrica: Attualità | annata: 1996 | numero: 415 | pagina: 60

10
BMW Serie 5: Candidata al successo
rubrica: Autonautica | annata: 1996 | numero: 415 | pagina: 328

11
Citroen Evasion: Spirito libero
rubrica: Autonautica | annata: 1996 | numero: 415 | pagina: 324

12
Brest ’96: All’insegna dei giganti
rubrica: Barche d’epoca | annata: 1996 | numero: 415 | pagina: 284

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