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Nautica Numero 419 marzo 1997

Sommario

  • In regalo una carta nautica
  • Resoconto dal Salone di Dusseldorf e dal Salone del Mare, per la prima volta a Riva di Traiano.
  • Norme 97: il punto sulla normativa. Quali sono le disposizioni di legge che i diportisti dovranno osservare quest’estate?
  • Consigli di navigazione: come prepararsi ad affrontare una tempesta-seconda puntata.
  • La progettazione delle vele nella nuova era informatica: sia quelle da regata che quelle da crociera hanno subito in questi anni una notevole evoluzione dovuta allo sviluppo di nuovi programmi informatici e al moltiplicarsi di una serie di nuovi materiali laminati.
  • Motorizzare la barca e conoscere i rapporti esatti fra peso, potenza e volume di un motore.
  • Prendiamo in esame le malattie della vetroresina: le delaminazioni sono meno conosciute ma possono essere più pericolose dell’osmosi.
  • Un interessante articolo sulle problematiche delle radiocomunicazioni, in cui si auspica che venga consentito ai radioamatori di collegarsi con le barche sulle rotte oceaniche.
  • Prova in mare dei nuovi stabilizzatori Taikakooni, smontabili e semplici da installare. Una delle proposte per difendersi dal rollio.
  • Pesca al bolentino di alto fondale, oltre i 100 metri.
  • Nautica ha provato in mare per voi, scoprendone pregi e difetti, le seguenti barche: Hallberg Rassy 36, Cantieri Navali dell’Adriatico Pershing 46, Colombo Romance 32, Carver 310 Mid-Cabin Express, Blackfin 29 Flybridge, Gobbi 255 FC, Fiart 25 Fishing, Onda Blu Proteo 20 Open, Catarsi Calafuria Calambrone
  • Una piccola barca da pesca, il dory, divenne leggenda sui Grandi Banchi di Terranova. Ripercorriamone insieme la storia.
  • La Polinesia rimane la destinazione del mito, l'”ultimo paradiso”. Noleggiare una barca ed esplorare le isole della Polinesia francese sè un buon modo per verificare se il mito è ancora vivo.
  • Sport: finisce la Vendee Globe: resoconto e classifica; presentato il prossimo giro del mondo no limit “The Race”.
  • Nella rubrica del charter tutto sul noleggio di una barca in Kenya e Tanzania.

Editoriale

Si parla di nuove leggi per la nautica

RISPETTO PER IL DIPORTISTA

Sentiamo in questi giorni parlare molto di nuove norme per la nautica da diporto. Sembra ci sia una volontà politica generalizzata e trasversale ai partiti che vuole finalmente riconoscere alla nautica quel ruolo economico, ma anche culturale e di svago, che fino a qualche anno fa le era negato.

Il messaggio del Ministro dei Trasporti e della Navigazione, Claudio Burlando, che illustra tutte le iniziative che lo stesso intende prendere a favore della nautica, che pubblichiamo nelle pagine successive, è di per sé emblematico dell’evoluzione dei tempi. Un rappresentante di spicco del partito che costituisce l’asse portante della maggioranza politica in questo momento al governo del Paese, crede nelle potenzialità economiche della nautica e del ruolo che essa può svolgere a favore della comunità nazionale. E prima di lui anche la precedente maggioranza politica di centro- destra aveva avviato una nuova politica per il settore.

Ma questa volta c’è un segnale ancora più positivo, visto l’atteggiamento negativo del passato, l’appoggio dello stesso D’Alema, Segretario del PDS, all’azione di Burlando. Esso dimostra che ormai anche la sinistra italiana guarda alla nautica in maniera diversa, come ragionevolmente deve essere in una società moderna, nella quale le differenze tra maggioranza e opposizione sono prevalentemente formali, di principio, più che sostanziali. E, anzi, arriviamo a dire che alcune iniziative di Burlando, come a esempio quella sul VHF stanno dando una spallata a un sistema che vedeva il diportista vittima di abusi e ricatti.

Ci sembra che ci sia una volontà di apertura verso i diritti di chi sceglie la barca per impiegare il suo tempo libero o svolgere attività sportive, di contro ci si aspetta dalla nautica un contributo ai problemi economici del Paese e in particolare a quelli occupazionali delle località dove la gente può andare in barca.

Pur con il boom degli scorsi decenni, le possibilità di sviluppo della nautica in Italia sono state appena scalfite. L’attuale parco barche di 800.000 unità potrebbe rapidamente accrescersi, non appena riusciremo a uscire dai problemi legati al nostro accesso all’Euro. E una volta superato il problema dei posti barca, che Burlando ha compreso prioritario, esso potrebbe raddoppiarsi, triplicarsi in pochi anni. Inoltre potremmo ospitare a prezzi ragionevoli altre migliaia di barche comunitarie, che oggi evitano l’Italia perché il costo dei servizi e degli ormeggi è troppo alto. Tutto dipenderà da come noi riusciremo a proporre questo turismo del 2000, in grado di sostituire in gran parte quello di balneazione ormai emigrato verso luoghi esotici venduti a prezzi stracciati.

Quindi ben vengano nuove leggi, ma esse non devono riguardare la navigazione da diporto, ma la nautica come fenomeno prevalentemente turistico e comunque non in un contesto settoriale.

Si deve parlare di nautica nell’ambito di una politica delle coste, delle isole, del territorio, dei trasporti, della viabilità, di una diversa sorveglianza delle coste, di una migliore divulgazione delle informazioni meteorologiche, ecc., e oltre tutto al di fuori da un’anacronistica dipendenza dal Codice della navigazione e pienamente sotto la Legge quadro del turismo. Sarebbe opportuno lasciare nell’ambito del codice della navigazione soltanto le attività strettamente marittime, quelle della navigazione commerciale e al massimo del diporto d’altura. Tutto il resto è attività turistica di tempo libero, che ben poco ha a che fare con le navi, le linee di navigazione, i problemi di difesa del territorio dello Stato.

Quindi, una politica per la nautica in senso lato, d’accordo con le Regioni, cui spetta appunto l’amministrazione del turismo.

Saremmo anche dell’idea che nell’ambito del ventilato grande ministero dei trasporti della navigazione e dei lavori pubblici fosse creato un sottosegretariato per il mare, nel quale far confluire tutte le competenze sparse ora in almeno quattro ministeri.

Ma nessuno sviluppo della nautica sarà possibile se non si investirà sulla figura del diportista. Va adottato un sistema nel quale devono essere recepiti alcuni principi fondamentali che sono quelli di tutti i paesi all’avanguardia nella nautica.

  • La navigazione da diporto è un sano e formativo impiego del tempo libero; deve essere diritto del cittadino il praticarla e dovere dello Stato diffonderne la cultura, consentirne la pratica, agevolarne la diffusione anche con la costruzione di idonee infrastrutture.
  • Il diportista deve essere libero di navigare nei tempi, nei modi e nei luoghi di sua libera scelta, purché non arrechi danno o fastidio alla proprietà o all’ambiente.
  • Il diportista deve essere responsabile unico delle sue scelte e della condotta dell’imbarcazione, non può essere fatto carico a qualcun altro delle conseguenze derivanti dal suo comportamento.
  • Il diportista deve rispondere in prima persona civilmente e penalmente dei danni provocati.
  • Il diportista deve essere tenuto a risarcire le spese a qualsiasi titolo derivanti a organismi pubblici o a privati da azioni in suo soccorso se in conseguenza di sue inadempienze.
  • Il diportista deve essere responsabile della sicurezza propria e delle altre persone imbarcate e deve navigare nel rispetto della sicurezza degli altri utenti delle acque.
  • Al diporto nautico va riconosciuto lo status di attività prevalentemente turistica.

Questi principi – che avevamo buttato giù insieme all’amico Alfredo Gennaro con l’intenzione di preparare anche noi una proposta di legge che partendo dal basso tenesse conto di tutte le problematiche del diporto – vanno anche accomunati a un altro concetto: una nuova normativa deve stimolare la risposta del turista nautico e portargli dei vantaggi se egli si comporterà correttamente, secondo i suggerimenti del legislatore. Quindi, un’ottica di responsabilizzazione del diportista, che deve crescere con la normativa.

Siamo convinti che se si accogliessero questi principi informatori finalmente si avrebbe una vera legge sulla nautica.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Le inchieste di Nautica: Marina di Andora
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1997 | numero: 419 | pagina: 178

2
Vieste: Un buco nell’acqua, anzi nella sabbia
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1997 | numero: 419 | pagina: 180

3
Rispetto per il diportista
rubrica: Attualità | annata: 1997 | numero: 419 | pagina: 88

4
Lancia K SW: Spazio per tutti
rubrica: Autonautica | annata: 1997 | numero: 419 | pagina: 196

5
A proposito di broker
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 419 | pagina: 243

6
Ambiente Mare: Crociere cetacei
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 419 | pagina: 247

7
Locaboat Plaisance: Lungo il fiume
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 419 | pagina: 247

8
Med: Cenerentola di mare
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 419 | pagina: 246

9
Mille e una vela
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 419 | pagina: 244

10
Porto Lotti: Esposizione – Mercato dell’usato a Porto Lotti
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 419 | pagina: 248

11
A soluzione il problema del VHF
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 1997 | numero: 419 | pagina: 102

12
Aggiornarsi prima di uscire in mare
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 1997 | numero: 419 | pagina: 104

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