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Nautica Numero 422 giugno 1997

Sommario

  • In regalo una carta nautica
  • Thalas, seconda edizione della mostra della nautica carrellabile a Venturina
  • Il Salone Galleggiante dell’Adriatico a Jesolo
  • Nuovi orizzonti della telecomunicazione: illustriamo il nuovo sistema di sicurezza in mare GMDSS.
  • Trawler, una barca da riscoprire.
  • Verricelli salpancore: cosa offre il mercato.
  • Motori marini a due tempi: il punto della situazione, le tendenze e l’evoluzione del mercato.
  • Test comparativo tra due motori della OMC che rappresentano il passato e il futuro del fuoribordo a due tempi: il classico 150 HP Ocean Runner a carburatori e l’innovativo 150 Ficht a iniezione. Per la prova abbiamo scelto l’Oasi 22 della Fiart Mare.
  • Vi aiutiamo a scegliere la deriva più adatta alle vostre esigenze.
  • Una coperta da difendere: vi proponiamo alcuni accorgimenti per evitare danni che possono derivare dal normale uso delle manovre correnti e dei cavi d’ormeggio.
  • Pannelli solari a bordo: 13 anni di esperienze e prove pratiche di Franco Bechini.
  • A Mauritius gli italiani vincono il Grand Slam di pesca d’altura.
  • Moitessier: tre anni fa scompariva il grande navigatore solitario. per ricordarlo siamo andati al Museo Marittimo di La Rochelle a trovare il suo vecchio amico “Joshua”.
  • Nautica ha provato in mare per voi, scoprendone pregi e difetti, le seguenti barche: Schöchl Yachten Sunbeam 39, Ferretti 80 RPH, Bertram 39 Convertible, Four Winns 238 Vista, Gobbi 225 S.
  • Conosciuta da sempre, l’isola del Giglio può riservare ancora piacevoli sorprese a chi la visita in barca e ne ammira anche i fondali.
  • Navigare in Croazia: un itinerario di grande bellezza.
  • Sport: la Roma per due, il Trofeo Zegna a Portofino, il Trofeo Accademia a Livorno e le regate Mumm a Riva di Traiano.
  • Nella rubrica del charter tutto sul noleggio di una barca in Croazia.

Editoriale

È nato il Centro parlamentare amici del mare e della nautica

LA NAUTICA: UN FINE, NON UN MEZZO

Grande fermento in Parlamento attorno al mare e alla nautica. Si è infatti costituita, in questi giorni, un’associazione di parlamentari amici del mare, che già esisteva in precedenti legislature. Ma questa volta c’è stato l’incontro di due iniziative parallele, una, quella del mare, portata avanti dal Sen. Francesco d’Onofrio e un’altra, a favore della nautica, dell’On. Mauro Cutrufo, che molti diportisti già conoscono come Presidente del Porto di Nettuno. Ne è nato il «Centro Parlamentare Amici del Mare e della Nautica», che ha immediatamente trovato spazio su quotidiani, radio e televisione. D’Onofrio, che ne è il presidente, è partito alla grande per valorizzare la nuova associazione, alla quale hanno già aderito circa duecento parlamentari di tutti i partiti. Mauro Cutrufo è invece il vice-presidente vicario, con delega per la nautica. Portavoce è il nostro ottimo Carlo Bazzani, noto giornalista parlamentare.

È evidente che «Nautica» è vicina a questa iniziativa, da noi auspicata e sollecitata agli stessi promotori. Avere in Parlamento un riferimento di così vasta portata per il mare e la nautica è sicuramente un vantaggio per il settore, sempre che vi siano adeguatamente rappresentati tutti i partiti politici, per non perdere quell’unanimità che ha contraddistinto l’approvazione di tutte le ultime leggi sulla nautica da diporto.

L’unico timore è che vi si inseriscano persone completamente estranee alle nostre problematiche, in cerca di grancassa.

Purtroppo i nostri uomini politici hanno imparato in fretta cheinteressandosi di nautica da diporto si ottiene molto più spazio sui giornali e sui network che non parlando di incontri con i sindacati, con associazioni di operatori, di commissioni ecc. La barca, tanto demonizzata dalla demagogia politica, paga in maniera eccellente in quanto a notorietà.

Noi abbiamo già attirato l’attenzione dei promotori dell’associazione, prima ancora della sua nascita ufficiale, su alcuni problemi importanti, come, ad esempio, l’opportunità di estendere ai motori marini la rottamazione dei ciclomotori sia in considerazione del crollo delle vendite in questo settore, e particolarmente in quello dei motori fuoribordo, sia per un ricambio del parco motori a fini ecologici.

Ma il problema più urgente da risolvere è quello dei posti barca, della portualità turistica. Anche se la situazione economica del paese uscisse dalla precarietà, la nautica non potrebbe ripartire per la mancata riconversione di molti bacini esistenti (abbandonati dai traffici mercantili) per la mancanza di porti nuovi. Ma il vero e più importante problema è politico e riguarda da vicino il centro parlamentare «Amici del Mare e della Nautica», perché manca in Italia una politica per il mare e conseguentemente per la nautica. Proprio per questo il settore riceve solo provvedimenti tampone, necessari per sanare problemi urgenti e imprevisti.

Se ci fosse una politica per l’economia marittima, ci sarebbe anche una politica per la nautica. Invece, e purtroppo, in questi anni abbiamo avuto soltanto una politica per l’industria e per tutto ciò che ruota intorno a essa. Con violenza sulla realtà, si è volutamente dimenticato che per l’estensione delle sue coste, per il numero delle sue isole, per i suoi traffici, il nostro paese è così immerso nel mare da esserne condizionato.

Ora è giunto il momento di riparare, di ridare fiducia a quelle che sono le aree più depresse del nostro territorio. Ciò è possibile soltanto con un progetto politico e in tale progetto c’è ampio spazio per la nautica. Basta stimolare l’iniziativa privata con le certezze che possono scaturire quando sia chiara la volontà politica di fare. Abbiamo un patrimonio prezioso, il mare. Certo va difeso dal degrado ma nemmeno dobbiamo farne un bene museale. Abbiamo l’esempio della Francia, nostra vicina, che il mare lo difende sul serio ma attua una politica di richiamo per la nautica che le mantiene alta l’economia di tutte le sue coste mediterranee.

Noi finora abbiamo attuato la politica opposta e siamo riusciti ad allontanare tutta l’Europa dai nostri porti, con l’eccezione di alcune località dell’alto Adriatico dove quasi non si parla più italiano ma tedesco.

E il leasing francese? Abbiamo regalato alla Francia tanti miliardi per un’ottusa politica finanziaria che non ci consente di adeguarci ed è invece tesa, pur nella sua impotenza di fronte alle normative europee, a una volontà repressiva e punitiva.

Perciò c’è da cambiare una mentalità. C’è da dar vita a una politica per il mare, nella quale anche la nautica da diporto abbia considerazione e rispetto. Il nostro settore può dare un discreto contributo all’economia complessiva della nazione e non vuole neanche denaro pubblico, ma solo la possibilità di operare a livello imprenditoriale. Il che significa con punti di riferimento e programmi di spesa precisi, con contratti con l’ente pubblico che non possano più cambiare una volta sottoscritti e non, come si sta facendo con i canoni demaniali, unilateralmente accresciuti. Solo un adeguamento Istat, se indispensabile, potrebbe anche essere assorbito dal mercato.

E con questo abbiamo toccato il problema più urgente del momento, potenzialmente micidiale per il futuro della nautica. Da parte nostra, per i diportisti chiediamo solo due cose, rispetto e responsabilizzazione. Rispetto perché andar per mare è un modo sano di impiegare il tempo libero, è una scuola che stimola la crescita di doti individuali di responsabilità e coraggio. Responsabilizzazione perché chi ha la responsabilità del comando a bordo, di un natante o imbarcazione, possa scegliere liberamente i suoi comportamenti, semplicemente dichiarando di conoscere le norme sulla navigazione da diporto (in America, è noto, danno addirittura la patente auto in questo modo). In caso di sinistro e sulle conseguenze dello stesso, per sua colpa, il diportista sarà punito esemplarmente. In pratica, si tratta di applicare gli stessi concetti dell’autocertificazione, dando fiducia all’individuo. Inoltre, ci sembra assurdo che uno stato impegnato nella riduzione di pensioni e assistenza sociale spenda poi miliardi per mandare in giro flotte che devono verificare se si ha o meno la sassola a bordo.

Non sarebbe meglio non accanirsi sulle pensioni?

Concludendo, auguriamo buon lavoro al Centro Parlamentare Amici del Mare e della Nautica e, svolgendo il ruolo di informazione e di stimolo che ci compete, non mancheremo di offrire la nostra collaborazione.

PRINCIPI PER LA TUTELA DEL DIPORTISTA

  • La navigazione da diporto è un sano e formativo impiego del tempo libero; deve essere diritto del cittadino il praticarla e dovere dello Stato diffonderne la cultura, consentirne la pratica, agevolarne la diffusione, anche con la costruzione di idonee infrastrutture.
  • Il diportista deve essere libero di navigare nei tempi, nei modi e nei luoghi di sua libera scelta, purché non arrechi danno o fastidio ad altri, alla proprietà o all’ambiente.
  • Il diportista deve essere considerato responsabile unico della sue scelte, della condotta dell’imbarcazione e delle dotazioni di sicurezza imbarcate; non può essere fatto carico ad altri delle conseguenze derivanti dal suo comportamento.
  • Il diportista risponde in prima persona, civilmente e penalmente, dei danni provocati.
  • Il diportista deve essere tenuto a risarcire le spese a qualsiasi titolo derivanti a organismi pubblici o a privati da azioni in suo soccorso, se in conseguenza di sue inadempienze.
  • Il diportista è responsabile della sicurezza propria e delle altre persone imbarcate e deve navigare nel rispetto della sicurezza degli altri utenti delle acque.
  • Al diporto nautico va riconosciuto lo status di attività prevalentemente turistica.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
A Fezzano di La Spezia: Il porto che galleggia
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1997 | numero: 422 | pagina: 180

2
Immobili turistici: Isola Piana: tra sogno e realtà
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1997 | numero: 422 | pagina: 182

3
Portisco rinasce e raddoppia
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1997 | numero: 422 | pagina: 181

4
Porto turistico di Savona Seno di Levante
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1997 | numero: 422 | pagina: 182

5
La nautica: un fine, non un mezzo
rubrica: Attualità | annata: 1997 | numero: 422 | pagina: 80

6
L’ABC del traino/2
rubrica: Autonautica | annata: 1997 | numero: 422 | pagina: 188

7
MBK Ovetto: Due ruote per tutti
rubrica: Autonautica | annata: 1997 | numero: 422 | pagina: 190

8
Barche per il charter: Messico in Tirreno
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 422 | pagina: 258

9
Charter a vela: Parto da solo
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 422 | pagina: 259

10
Charter in Croazia: La Croazia di Maria Bonaria
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 422 | pagina: 258

11
Charter in Croazia: Mille sogni nel mare
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 422 | pagina: 256

12
Commodo Charter: Charter in Alto Adriatico
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 422 | pagina: 259

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