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Nautica Numero 425 settembre 1997

Sommario

  • In regalo una carta nautica
  • Ogni cantiere sceglie l’albero pensato per il singolo scafo, ma bisogna capire le motivazioni tecniche relative e, se necessario, cambiarlo.
  • Consigli di navigazione: Come navigare in gommone con il mare mosso.
  • Sicurezza: distanza tra la normativa e il buon senso. L’estate sta finendo, per molti le vacanze stanno per concludersi. È sempre utile, muovendosi fra le norme, fare una riflessione sulle dotazioni d’obbligo e sulla realtà per affrontare in sicurezza situazioni di emergenza.
  • Meteorologia pratica: impariamo a riconoscere dai sintomi del cielo quando e dove si formerà un temporale, e dove andrà nel suo percorso.
  • Misurare il tempo: ciò che veramente significa leggere l’ora sul nostro orologio.
  • Storie di restauro: il “cornigiotto” della riviera ligure di ponente.
  • Consigli per la pesca: è indubbio che una delle prede più ambite, perché difficilmente catturabile, è certamente l’orata.
  • L’insoluto mistero di Atlantide è un grande stimolo per la mente dell’uomo. Ecco l’affascinante progetto: tra avventurieri del mare e dell’intelletto, barche a vela che viaggiano per gli oceani alla ricerca dei continenti perduti, fuori e dentro di noi.
  • La vigilia della Whitbread Cup 97/98, è l’occasione per sentire l’opinione di alcune veliste sulla loro professione di regatanti al femminile. Ecco un’intervista all’equipaggio di Marika Hjelm e a Lucia Pozzo.
  • Nautica ha provato in mare per voi, scoprendone pregi e difetti, le seguenti barche: Sweden Yacht 370, Posillipo Technema 80, Hatteras 43 Sport Express, Bénéteau Ombrine 700, Naval Tirrena Fisher 23, Manò 22,50
  • Il museo marittimo di Exeter, in Inghilterra, ha una straordinaria raccolta di barche tradizionali di tutto il mondo e la maggior collezione di barche da lavoro. Visitiamolo prima della chiusura per problemi economici.
  • In navigazione tra Baia e Capo Miseno, alla scoperta di fantastici fenomeni vulcanici e di ancor più interessanti reperti archeologici.
  • Grecia o Turchia? Un articolo di un esperto conoscitore di entrambe racconta quale delle due mete sia più bella.
  • Sport: Campionato Mondiale ILC 40 e Campionato Mondiale Finn in Polonia, Settimana delle Bocche, Giochi del Mediterraneo a Bari, Minialtura all’isola d’Elba.
  • Nella rubrica del charter tutto sul noleggio di una barca alle Baleari.

Editoriale

Bene le aperture politiche, ma chi le recepisce?

ATTENTI A NON MORIRE DI BUROCRAZIA

L’estate nautica si avvia ormai alla conclusione. Il caldo afoso, l’incertezza economica, lo stress e la stanchezza da smaltire e altre componenti l’hanno resa però convulsa, nervosa. Purtroppo anche la buona stagione non è più buona come una volta. Ce la sofistichiamo da soli, con tutta una serie di mordi e fuggi turistici che non solo non consentono il recupero ma aggiungono nuovo stress allo stress. Meno male che c’è la barca, ma anche qui sembra quasi di tornare indietro piuttosto che fare progressi. Andiamo tutti avanti col sacro fuoco della passione, ma fanno di tutto per farcela passare. Le aperture politiche registrate in questi ultimi anni sono numerose, ma poi il contatto con la realtà è ben diverso e deludente. Rischiamo di morire di burocrazia e dei suoi tempi lunghi. La testimonianza ci viene dalle telefonate di molti lettori che, ancora mentre scriviamo, nonostante i quattrini spesi, non riescono a mollare gli ormeggi e iniziare la loro estate in barca. Anche chi vorrebbe muoversi nel pieno rispetto di tutte le regole, alla fine deve arrendersi e optare per soluzioni all’italiana. in mare, uscendo di straforo, sperando di evitare controlli troppo minuziosi. Altrimenti rispettare le regole spesso vuol dire non lasciare l’ormeggio per mesi, in attesa di un timbro o di un visto, come ad esempio accade con le annotazioni di sicurezza. Quante proteste, quante richieste di suggerimenti per superare l’ostacolo abbiamo ricevuto da tanta gente che si è rivolta a noi come ultima speranza. “Sa, vogliono i giri di bussola, ma voi avete scritto che non sono obbligatori. Che devo fare?” E noi a spiegare che non “Nautica” ma la Direzione Generale del Naviglio aveva comunicato a suo tempo che l’attuale regolamento di Sicurezza non li prevede. “E le dotazioni di sicurezza? C’è una grande confusione”. E noi a illustrare il nuovo concetto della distanza di navigazione dalla costa introdotto per dotazioni e patenti. “Ma sono tre settimane che aspetto, ma non sono ancora venuti per la visita”. E noi a scusare che esse hanno problemi di organico, che sono impegnate in mare come mai in passato.

Non ce ne vogliano le Capitanerie, ma molte critiche riguardano i tempi. E non da adesso. Forse è arrivato il tempo di far entrare anche negli uffici marittimi lo spirito della legge Bassanini sulle semplificazioni burocratiche. Diamo spazio alle autocertificazioni, responsabilizziamo il diportista come avviene in altri settori. Il futuro marcia in questa direzione. Se ne prenda atto, specialmente quando non si hanno forze di lavoro adeguate. Diportisti e operatori hanno bisogno di rapidità e certezze.

Un’altra lamentela riguarda la disinformazione dei centralini cui la gente si rivolge per chiedere chiarimenti. L’abbiamo già scritto e l’amm. Renato Ferraro, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, ci ha chiesto di ricordarlo ancora, che negli uffici marittimi c’è il personale di leva che non è in grado di dare risposte certe. Perciò è necessario chiedere dell’ufficiale o del sottufficiale addetto al Naviglio, alla Sicurezza, al Demanio al rilascio delle patenti e così via.

Ma l’esperienza ci ha insegnato che, come in tutti gli uffici pubblici, ogni funzionario ha un suo archivio personale che porta con sé nei trasferimenti. Così chi gli succede nelle mansioni è costretto a ricominciare da capo, a ricostruirsi una documentazione di leggi e circolari. Perché il Comando Generale non diffonde un prontuario annuale per argomenti, che faccia da testo ufficiale e sia facilmente consultabile per tutti? È un risultato che abbiamo in un certo senso ottenuto con il “Vademecum del Diportista”, redatto dal Com.te CP Mario Biancucci per la Direzione Generale del Naviglio e da noi diffuso negli scorsi anni, col suo permesso, in decine di migliaia di copie, e poi con la nostra rubrica “Navigando tra le norme”. Così, non abbiamo divulgato le norme solo tra i diportisti, ma anche tra le forze di polizia a mare.

Questo compito di informazione è nei nostri scopi primari. Così ultimamente siamo riusciti a comunicare a tutto il settore il contenuto della circolare emanata dal Ministero delle Poste sul VHF (validità della licenza di esercizio dell’apparato VHF, a suo tempo rilasciata dalle concessionarie, e non necessità del collaudo in presenza di una dichiarazione di assunzione di responsabilità da parte del diportista, nel caso di coloro che hanno scelto di limitare l’uso del VHF ai soli fini della sicurezza) prima che ciò avvenisse attraverso i canali ufficiali.

Sulla base di altre segnalazioni, ci siamo già mossi su un altro problema, sempre inerente l’uso del VHF ai soli fini di sicurezza. Infatti, ci sono stati segnalati ritardi inaccettabili nel rilascio delle nuove licenze di esercizio VHF per le barche di nuova costruzione. Così, in data 24 luglio u.s., abbiamo chiesto al competente ufficio del Ministero PPTT di emanare un’ulteriore circolare, che consenta agli uffici marittimi di rilasciare dei certificati provvisori, non appena l’apparato sia stato ispezionato dal personale del Circostel e senza aspettare che sia concluso tutto l’iter burocratico per il rilascio della licenza stessa.

Ciò in analogia a quanto avviene per le pratiche svolte attraverso le società concessionarie Telecom e Telemar. Non è possibile avere due trattamenti diversi, quando la parte tecnica della pratica è stata positivamente risolta.

E stiamo lavorando ancora per ottenere la rottamazione dei motori marini, con buone speranze che la nostra richiesta sia recepita al momento della discussione del disegno di legge in Commissione Trasporti alla Camera.

Invece, vediamo ombre scure sui giubetti di salvataggio CE. Segnaliamo al Ministro Burlando e al Comando generale delle Capitanerie di porto, ora responsabile in toto della sicurezza, che vi sono nuovamente sul mercato prodotti di infima qualità, in parte provenienti dall’estero, e tutti certificati CE. La loro consistenza lascia molto a desiderare e sarebbe necessaria una nuova indagine a tappeto su tutta Italia prima che molti diportisti prendano “fregature”. Addirittura alcuni commercianti, per non correre rischi, hanno deciso di vendere solo cinture Solas.

Infine, anche per quanto concerne la navigazione, c’è molta confusione. Come si fa a sapere dove si può e dove non si può andare? Ogni capitaneria emana le sue norme attraverso le ordinanze e spesso le ordinanze di uffici diversi sono difformi tra loro. Il mare è di tutti, dei bagnanti come dei diportisti. I bagnanti hanno i loro diritti ma anche doveri e lo stesso vale per i diportisti. Ognuno deve muoversi nel rispetto delle leggi e dei diritti degli altri. Il Ministro Vizzini aveva emanato una circolare che sanciva il diritto dei diportisti ad avvicinarsi alla costa per prendere il bagno a mare. Una serie di interventi cervellotici, sotto la spinta di pretori ed ecologisti, sembra aver ridotto di molto gli spazi alle barche. Non sarebbe il caso di rivedere tutto con buonsenso e dare un pò di spazio anche alle barche, indicando con esattezza dove è possibile o meno atterrare? La logica vorrebbe che dove non ci sono concessioni balneari o indicazioni di spiagge libere l’accesso sia possibile, sempre con le dovute cautele, a tutti.

Ma dove sono le spiagge libere? Quali sono le spiagge libere? Sono spiagge libere anche le scogliere? A sentire tutte le proibizioni che ci segnalano, sembra quasi che le barche possano solo navigare ben al largo dalla costa e chi vi è imbarcato possa fare solo il bagno in alto mare. E per gli ormeggi si tenga conto della profondità dei fondali. Non si può chiedere come succede a Capri, di ormeggiare a cento metri dalla costa, dove le profondità sono già abissali. I vertici delle CP sono ricchi di buonsenso, perché non lo sono tutti gli uffici marittimi?

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Marina Porto Antico: la tecnica
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1997 | numero: 425 | pagina: 150

2
Promomar: Nuovo porto turistico al Puntone di Scarlino (GR)
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1997 | numero: 425 | pagina: 152

3
Attenti a non morire di burocrazia
rubrica: Attualità | annata: 1997 | numero: 425 | pagina: 52

4
Fiat Brava 100 TD: Il ritorno del diesel
rubrica: Autonautica | annata: 1997 | numero: 425 | pagina: 158

5
American Yachts: Oasi di Mare
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 425 | pagina: 212

6
Berthon International: Aquila Blu
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 425 | pagina: 213

7
Charter alle Baleari: Mare e Flamenco
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 425 | pagina: 212

8
Connoisseur: Canali francesi
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 425 | pagina: 211

9
Flama Tours Caferpasa: Caicchi turchi
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 425 | pagina: 214

10
Forzatre: Cigno mediterraneo
rubrica: Broker & Charter | annata: 1997 | numero: 425 | pagina: 213

11
Consigli di navigazione: Sul mosso col gommone
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 1997 | numero: 425 | pagina: 60

12
Il restauro come scuola: Il cornigiotto “Biancamaro”
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 1997 | numero: 425 | pagina: 82

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