Cerca un numero arretrato o una prova

esempio: numero 55 oppure scrivi il nome della barca per la quale stai cercando la prova

Nautica Numero 430 febbraio 1998

Sommario

  • In regalo una carta nautica
  • I nostri inviati riportano le novità dal salone di Parigi
  • Siamo lieti di poter pubblicare un articolo sulla regolazione delle vele che è frutto della collaborazione di due grandi uomini di mare. È tratto da “Guida pratica di manovra”, scritto da Eric Tabarly, con disegni di Titouan Lamazou, edito da Mursia.
  • Abitabilità in barca: proponiamo un’idea valida per chi, senza spendere impossibili cifre, voglia costruire una barca-abitazione, ospitale non solo per vacanza ma per viverci con continuità durante tutto l’anno.
  • Il punto della situazione sul mercato dei fuoribordo
  • Fai da te: costruirsi un kayak con la tecnica della “piegatura” del compensato
  • Confronto-test tra tre barche con flying bridge, tra i 55 e 58 piedi.
  • Abbiamo seguito le fasi più delicate del restauro del “Desiré”: un lavoro minuzioso che ha prodotto un risultato notevole.
  • Nautica ha provato in mare per voi, scoprendone pregi e difetti, le seguenti barche: Amel Super Maramu, Bavaria 32 Holiday, Fipa Maiora 29 DP, Fazioli Alfamarine 60, Fairline Targa 43, Raffaelli Levante, Nautica Po Sea World, Lema Gold 97, Falcon 1800, Riviera 17 Open Hi-Tech.
  • Il terzo «capo» del giro del mondo: Capo Horn, il più famoso e temuto dai navigatori.
  • Circumnavigare l’Antartide e scoprirne le ricchezze naturali e paesaggistiche: oggi è possibile. Ecco come fare.
  • Sport: Sidney-Hobart, i risultati dei Campionati invernali, le ultime notizie dalla Whitbread.
  • Nella rubrica del charter tutto sul noleggio di una barca in Polinesia francese.

Editoriale

Una proposta di Nautica e della Consulta per la tutela dell’Utenza nautica

SEI MIGLIA PER LA C, UN MIGLIO PER LA D

Nella pagina accanto pubblichiamo il testo della proposta elaborata da «Nautica» e fatta propria dalla Consulta per la Tutela dell’Utenza Nautica, presentata sia al Ministero dei Trasporti e della Navigazione sia alla Direzione Generale Industria della Comunità europea. Essa vuole modificare il Decreto Legislativo n. 436/96, per cambiare le distanze di navigazione previste per le classi di costruzione C e D e vuole impedire che siano emanate norme troppo restrittive sulla rumorosità e le emissioni gassose dei motori marini del diporto, chiaramente vantaggiose per alcuni paesi della Comunità ma non certo per l’Italia. Tutto è iniziato col Convegno sulle direttive europee tenutosi a Genova, organizzato dall’Ucina, con rappresentanti dell’Icomia e dell’European Boating Association e tenendo presenti le molte proteste di costruttori italiani e importatori che si sentivano penalizzati per le distanze di navigazione dalla costa indicate nel suddetto decreto legislativo.

Abbiamo incontrato da parte di tutti una concordanza di idee che ci fa auspicare l’accoglimento della nostra iniziativa in tempi brevi e col parere favorevole della Comunità europea. Pubblicheremo sul prossimo numero di «Nautica» lo studio da noi elaborato per giungere alle conclusioni della proposta, frattanto non possiamo non manifestare le nostre crescenti preoccupazioni per le scelte europee. Non vorremmo che dopo essere riusciti ad ottenere, dall’attuale governo italiano, stabilità e certezze che stanno consentendo una ripresa, la nautica da diporto abbia a subire attentati peggiori proprio dall’assetto comunitario.

Se, in altre parole, le Direttive Europee devono, come è giusto che sia, consentire la eliminazione delle barriere tecniche e favorire la libertà dei mercati, non deve essere possibile il loro uso per ottenere effetti contrari; meno che mai quando si nascondono sotto motivi tecnici di origine discutibile e di comprensione tanto difficile da essere accessibile solo a pochi addetti. A questo punto si finisce per dubitare che coprano interessi particolari, prerogative di nicchia, istanze non confessabili o non compatibili con i fini comunitari e con la marcatura CE.

Alcune discordanze tra i paesi membri sulla Direttiva possono essere risolte localmente attraverso modifiche al recepimento: è infatti segno di buon senso superare il rigore dell’impostazione scientifica e mettere da parte per il momento problemi legittimi di normazione, per evitare scompensi di continuità e concorrenze improprie.

Ci sono però altre misure, da prendersi in sede di decisione comunitaria, per evitare conseguenze più importanti. Sembra quasi che si voglia uccidere il fuoribordo, da sempre caratteristico della nautica di iniziazione, dove il basso costo e la semplicità delle piccole potenze a due tempi favoriscono e orientano economie povere come quella mediterranea. Né è pensabile che una trasformazione del due tempi con tecnologie complicate (possibili ed efficaci solo per potenze elevate) o l’evoluzione verso il quattro tempi (più pesante e più costoso) possa risolvere il problema. Di conseguenza porteremo avanti un’azione tesa all’affermazione di tre principi:

  1. la sopravvivenza del fuoribordo tradizionale;
  2. la esclusione delle potenze minime dalla regolamentazione;
  3. la salvaguardia delle economie mediterranee di forte sviluppo marino ma di limitata forza economica.

LA NOSTRA PROPOSTA

Tenuto conto delle risultanze del Convegno di Genova sulla Direttiva; delle osservazioni raccolte dall’utenza e dagli operatori; della valutazione pratica degli scompensi e delle disparità che possono instaurarsi con il pregresso, tenuto anche conto delle note allegate e delle considerazioni tecniche che ne scaturiscono, si formula la seguente proposta, divisa in due parti (1 e 2) per tenere conto dei cambiamenti da apportare al recepimento della Direttiva 94/25 da parte del legiferante italiano (1), nonché delle proposte da discutere sull’addendum che si pensa di aggiungere alla direttiva sulla costruzione delle unità da diporto e riguardante le emissioni dei motori marini (2)

1 – Limiti di navigazione per le unità CE di fascia C e D

Superando il rigore scientifico della determinazione dell’altezza delle onde a favore di un maggiore equilibrio nelle omologazioni e nell’uso e di una sostanziale equivalenza al regime esistente in precedenza, si propone di elevare a 6 miglia il limite di navigazione della fascia C e a 1 miglio il limite di navigazione della fascia D. Si ritiene che questo scarichi la fascia C da tutti i piccoli natanti e le consenta di coprire le esigenze anche di quelle unità che attualmente si trovano in fascia B solo per non essere da meno a simili modelli sinora prodotti e ammessi alla navigazione fino a 6 miglia.

Scompare inoltre, per tutti i natanti, l’obbligo di tenere a bordo il manuale del proprietario.

2 – Regolamentazione dei motori marini

Premesso che la direttiva dovrebbe occuparsi della regolamentazione di tutti i motori marini,non si vede perché, in analogia con quanto fatto per le auto e le moto, una regolamentazione ambientale non debba riguardare anche la nautica professionale e commerciale.

Pertanto:

a) Tenuto conto delle considerazioni tecniche espresse nelle valutazioni generali, ed in analogia a quanto la Direttiva 94/25 fa con le unità inferiori a m 2, i motori marini inferiori a 10 kW non saranno sottoposti ad alcuna limitazione concernente emissioni di gas e rumore, sempreché omologati secondo le norme sinora vigenti.

b) Tenuto conto della dispersione e della distanza della navigazione le emissioni di rumore non potranno essere superiori in valore a quelle automobilistiche, rapportate però a una distanza di 100 metri anziché ai 7,5 metri previsti per la misura auto e moto. Misurati a 25 metri, i valori dovrebbero essere contenuti in 85 dB(A). Zone protette con tolleranze più strette potranno essere stabilite limitando il regime di utilizzo entro fasce costiere determinate.

c) Tenuto conto di quanto dalle direttive europee stabilito per le auto e per le moto; del rapporto numerico e del tempo di utilizzo e della diversità di concentrazione esistente in utilizzo fra i mezzi nautici e quelli terrestri; della estrema dispersione dei prodotti della combustione possibile in acque aperte; le emissioni gassose dei motori marini non potranno essere superiori a 100 volte quelle ammesse per le auto, se a motore diesel o a benzina 4 tempi, e per le moto, se a benzina 2 tempi, opportunamente rapportati alle stesse unità di misura e misurate sommando HN ed NOx. Eventuali zone protette potranno essere stabilite con divieto di navigazione in acque interne o con limitazioni più strette in aree delimitate.

LA PROPOSTA IN SINTESI

1 – Limiti di navigazione per le unità CE:

  • unità di classe C fino a 6 miglia;
  • unità di classe D fino ad 1 miglio;
  • eliminazione obbligo per natanti di avere a bordo il manuale del proprietario.

2 – Regolamentazione emissioni gas e rumore destinata a tutti i motori marini:

  • esenzione dei motori marini < 10 kW;
  • limiti di rumore come per le auto o le moto, ma riferiti a una distanza di m100, cioè fissati a 85 dB(A) misurati a 25 metri; zone protette;
  • emissioni gassose non superiori a 100 volte quelle per motori dello stesso ciclo per auto e moto, misurate in analogia; somma di NOx e HN; zone protette.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Portualità estera: Una concorrenza agguerrita
rubrica: Approdi e residenze | annata: 1998 | numero: 430 | pagina: 168

2
Porti turistici: Sei miglia per la C un miglio per la D
rubrica: Attualità | annata: 1998 | numero: 430 | pagina: 68

3
Plotter cartografici: Dal mare alla strada
rubrica: Autonautica | annata: 1998 | numero: 430 | pagina: 178

4
Volvo V70 AWD: A trazione totale
rubrica: Autonautica | annata: 1998 | numero: 430 | pagina: 178

5
Charter in Polinesia: Nel mare di Gauguin
rubrica: Broker & Charter | annata: 1998 | numero: 430 | pagina: 226

6
Charter: Horca ai Caraibi
rubrica: Broker & Charter | annata: 1998 | numero: 430 | pagina: 230

7
Charter: Il sud del Pacifico
rubrica: Broker & Charter | annata: 1998 | numero: 430 | pagina: 229

8
Charter: Nessuno in Polinesia
rubrica: Broker & Charter | annata: 1998 | numero: 430 | pagina: 228

9
Charter: Obiettivo Maldive
rubrica: Broker & Charter | annata: 1998 | numero: 430 | pagina: 230

10
Charter: Polinesia da soli
rubrica: Broker & Charter | annata: 1998 | numero: 430 | pagina: 229

11
Mercato: Vela universale
rubrica: Broker & Charter | annata: 1998 | numero: 430 | pagina: 225

12
La barca per abitare bene: Superlarga per tutto l’anno
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 1998 | numero: 430 | pagina: 80

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.