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Nautica Numero 462 ottobre 2000

Sommario

  • Fai da te: Come ti ricreo la guarnizione, i consigli dell’esperto.
  • Analisi di una barca giramondo, consigli di un navigatore solitario.
  • Orientarsi fra le parole, l’etimologia dei termini marinareschi.
  • I perché di una vittoria, analisi dei segreti che hanno portati i neozelandesi alla vittoria nell’ultima Coppa America
  • Corso di vela/14: Le altre vele da poppa
  • Pesca: Quando il “vivo” è meglio
  • Nautica ha provato in mare per voi, scoprendone pregi e difetti, le seguenti barche: Comar Yacht – Comet 38, C.N. Azzurro – Navetta 20 M, Marine Projects – Princess V42, C.N. Carnevali – Carnevali 43, Hampton Yacht Building – 42 Europa, Polyform – Triakis C32, C.N. Patrone – 25 Open, Mako Marine International – Mako 233, Novurania – MX530 De Luxe, Lomac – Lomac 6000
  • Viaggio alla scoperta di Baia S. Julian
  • Nautica sport, foto e resoconto delle seguenti regate: Campionato italiano di vela d’altura, 19^ Copa del Rey
  • La rubrica “Una barca per tutti”, che comprende i piccoli annunci, affronta i seguenti argomenti: il charter: agenzie e proposte di noleggio e itinerario in barca scuole e patenti: indirizzi; l’usato: consigli e suggerimenti sulla manutenzione delle barche, le schede delle barche di una volta e intervista ad un broker; pagine blu.

Editoriale

Ci sono da risolvere molti problemi antichi e nuovi che hanno angustiato l’estate dei diportisti

CHIEDIAMO UNA NUOVA LEGGE

La stagione che si sta concludendo ha lasciato sul tappeto molti importanti problemi da risolvere, con urgenza, per la nautica italiana. Ne abbiamo già parlato ampiamente nei mesi scorsi: prima di tutto, come problema di fondo, il moltiplicarsi di parchi e riserve marine con regolamenti assurdi e perimetri non segnalati, che causano multe milionarie e la confisca delle unità, anche se entrano nelle zone vietate per caso e senza dolo.
Non si possono comminare pene ai diportisti senza che vi sia la certezza dell’infrazione e della volontà di eludere il divieto da parte dell’utente né, tanto meno, si possono confiscare per tale motivo unità che valgono decine di milioni o addirittura di miliardi. La norma vigente determina un iniquo rapporto tra l’infrazione commessa e la pena comminata. Confisca è molto più di un sequestro, comporta la perdita totale dell’unità, che diventa di proprietà dello Stato. Si tratta di una pena giustamente inflitta ai contrabbandieri di sigarette, ai mercanti di droga e di uomini e in altre situazioni di particolare gravità. Non ci sembra comminabile al diportista che per mancanza di segnaletica o per sbadataggine entra in un’area vietata.

Lo stesso dicasi per l’inosservanza delle ordinanze degli uffici marittimi, il cui contenuto varia da circoscrizione a circoscrizione. In questo caso non c’è la confisca, ma gli importi delle multe sono comunque anche qui iniqui, perché non si possono applicare ai diportisti e ai turisti balneari le tesse multe che si comminano agli operatori marittimi e portuali. Fortunatamente, in entrambi i casi c’è l’orientamento del Comando Generale delle Capitanerie di Porto di esaminarne con particolare attenzione gli scritti difensivi degli utenti multati, come già abbiamo informato, a suo tempo, attraverso “Nautica”.

Non disponiamo ancora di statistiche su quanti verbali siano stati complessivamente elevati, quest’estate, per le suddette infrazioni. Fortunatamente in alcune zone è prevalso il buonsenso, chi ha sbagliato è stato semplicemente diffidato. In altre non è stato così e i verbali sono fioccati. In altre ancora non c’è stato alcun controllo. In pratica, si è creata una situazione tipicamente italiana, in cui il povero malcapitato paga per tutti.

I parchi così concepiti possono però spingere il turismo nautico verso lidi più accoglienti. Anche all’estero esistono i parchi, ma nel rispetto dell’utente nautico che, con le spese di ormeggio e le altre di tipo turistico effettuate, costituisce la prima fonte di reddito per la gestione e lo sviluppo dei parchi stessi. Là si pagano le multe solo se non si vogliono tenere assolutamente in considerazione i cortesi avvertimenti del personale di sorveglianza e, soltanto allora, chi sbaglia paga. Se si deve andare in barca col timore di sbagliare ed essere perseguiti in maniera così punitiva, le barche fuggiranno lontano. Non si può convivere con tale paura. Ma di parchi, in particolare de La Maddalena, parliamo diffusamente nella rubrica “Nautimondo”.

Vediamo invece come si può uscire da questi e da altri problemi contingenti in tempi non molto lunghi. Per ottenere ciò occorre solo un intervento dall’alto, la volontà politica del Parlamento, con un apposito disegno di legge. Per nostra fortuna una proposta è già in esame presso la Commissione competente del Senato. Primo firmatario ne è il sen. Germanà, relatore il sen. Terracini.

Il testo di un primo articolato è stato già pubblicato su “Nautica”, sul fascicolo del settembre 1998. Quel disegno di legge, con opportuni emendamenti, è la strada più rapida per ottenere i provvedimenti invocati da tutti. Però la proposta, nata da un’iniziativa di Forza Italia, in questo momento non può contare su quella unanimità nei confronti della nautica esistente durante il Governo D’Alema, ma frattanto qualcuno pensa di approfittarne per introdurre norme non proprio rispondenti agli interessi dell’utenza. Così stando le cose, sarebbe forse preferibile aspettare la nuova legislatura, quando vi sarà un Governo non condizionato da mille compromessi per rimanere in sella. Questo vive alla giornata e, nell’evitare le tegole, non può certo preoccuparsi della nautica.

In questi mesi abbiamo anche sentito la mancanza di un diretto interessamento del ministro dei Trasporti, Bersani, verso il settore. Basta dire. che, dalla sua nomina in poi, non abbiamo più ricevuto neanche un comunicato stampa e lo stesso si deve pensare sia accaduto alle altre riviste di settore. Rispetto ai suoi predecessori, ci si consenta, possiamo solo considerarlo un illustre assente e lo stesso possiamo dire del presidente del Consiglio, unicamente affannato a proporre la sua candidatura a premier per la prossima legislatura.

Beati i tempi di Costa-De Luca, di Berlusconi-Fiori-Radice- Trevisanato e di D’Alema-Burlando-Treu. Ora probabilmente Bersani verrà al Salone di Genova per raccogliere la sua parte di applausi, ma, a meno di novità dell’ultim’ora, non li merita. Anche se si dovesse riuscire a introdurre il leasing alla francese nella nostra legislazione non sarà certo per merito suo, ma di Claudio Burlando e dell’ l’Ucina, che hanno già ottenuto una norma fiscale preliminare nel collegato alla legge Finanziaria 2000, attraverso la quale sarà più facile raggiungere l’auspicato risultato finale.

Ora, quando l’Ucina si batte veramente per l’interesse dei suoi associati, che in questo caso coincide con quello degli utenti, riesce ad essere molto efficace e di ciò va dato merito al presidente Paolo Vitelli e al Consiglio Direttivo. L’importante è che non pensi di sostituirsi agli utenti e alla stampa specializzata che li rappresenta, anche se in senso lato. Chi vende non può mai rappresentare chi compra, al massimo cercherà di farlo agevolare per vendere di più. Invece tra noi e i diportisti c’è coincidenza di interessi, pur se non esiste un mandato.

LE PROPOSTE DI GERMANÀ
Il sen. Basilio Germanà ha elaborato un nuovo testo più razionale, nel quale prevede, tra l’altro:

la delega al Governo per il riordino della normativa sulla portualità turistica, con la completa definizione delle competenze governo-regioni;
la competenza delle Direzioni marittime in materia di turismo nautico, così da ottenere una sola ordinanza per regione;
la definizione normativa delle strutture per la nautica da diporto, in cui si dà spazio anche alle strutture alternative;
la qualità gestionale delle infrastrutture;
una modifica al regime giuridico delle infrastrutture, in modo da far conservare la proprietà degli approdi e delle darsene realizzati su aree private,a secco, cioè non demaniali o non patrimoniali dello Stato, recependo oltre tutto le sentenze definitive emanate da alcuni tribunali in proposito;
agevolazioni fiscali per i porti, ma anche per scivoli e punti d’ormeggio;
la possibilità di poter disporre, con le procedure previste dal D.L. 19.12.91, di fondi statali e comunitari per la realizzazione e/o il completamento delle strutture ricettive per la nautica da diporto;
la classificazione come imprese turistiche della nautica delle imprese di esercizio e gestione delle infrastrutture turistiche, dei servizi, dell’assistenza, dell’ormeggio, delle imprese esercenti attività di noleggio e locazione, di intermediazione, di consulenza, dei centri di immersione subacquea e di tutte le attività nautiche che operano a favore dei turisti in genere o di gruppi turistici organizzati da tour operator;
la promozione all’estero del turismo nautico;
la riorganizzazione in un unico apparato, con delega al Governo, di tutti gli uffici che nell’ambito del Ministero dei trasporti e della Navigazione si occupano di nautica da diporto;
un ulteriore delega al Governo per regolamentare il lavoro a bordo delle unità da diporto;
la definitiva abolizione della tassa di stazionamento per tutte le unità da diporto;
la disciplina del contratto di leasing per navi, imbarcazioni e natanti da diporto;
la rottamazione delle imbarcazioni da diporto;
l’istituzione di campi di regata e allenamento per attività motonautiche nell’ambito delle Direzioni marittime;
la precisazione normativa degli adempimenti in materia di comunicazioni marittime, Epirb compresi, e la definitiva legittimazione dei telefoni cellulari a bordo, che comunque non sostituiscono il VHF previsto dalle norme vigenti;
l’abolizione della confisca, trasformata in ragionevole periodo di sequestro, per le unità da diporto che, senza dolo, entrano in acque protette;
l’applicazione dell’art. 39, comma 2, della legge 50/71 per le unità che navigando in acque vietate contravvengono alle ordinanze degli Uffici marittimi, riportando le multe entro limiti più ragionevoli.
Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
I marina croati: onore al merito
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2000 | numero: 462 | pagina: 162

2
Marina di Porto Levante (RO), il nuovo “porto nella natura”.
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2000 | numero: 462 | pagina: 166
3
Quando il pontile equivale alla terraferma
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2000 | numero: 462 | pagina: 164
4
Rassegna di Ustica: quarant’anni e non sentirli
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2000 | numero: 462 | pagina: 160
5
Chiediamo una nuova legge
rubrica: Attualità | annata: 2000 | numero: 462 | pagina: 68
6
Nissan Almera Tino: “Super Utility”
rubrica: Autonautica | annata: 2000 | numero: 462 | pagina: 210
7
Albatross Yachting
rubrica: Broker & Charter | annata: 2000 | numero: 462 | pagina: 257
8
Boot Charter Holland: Navigare in Olanda
rubrica: Broker & Charter | annata: 2000 | numero: 462 | pagina: 256
9
Charter di barche d’epoca – Il fascino della storia
rubrica: Broker & Charter | annata: 2000 | numero: 462 | pagina: 254
10
La Flotta Nautica Charter
rubrica: Broker & Charter | annata: 2000 | numero: 462 | pagina: 253
11
La flotta Sturdust
rubrica: Broker & Charter | annata: 2000 | numero: 462 | pagina: 256
12
Maratticus compie 20 anni
rubrica: Broker & Charter | annata: 2000 | numero: 462 | pagina: 256

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