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Nautica Numero 464 dicembre 2000

Sommario

  • Il resoconto del 40° Salone Nautico di Genova nel quale prendiamo in esame le novità su: Derive veliche; Cabinati a vela non immatricolati a deriva mobile e yachting camping; Cabinati a vela non immatricolati; Cabinati a vela immatricolati; Maxi yacht a vela; Battelli pneumatici; Barche aperte; Imbarcazioni tradizionali; Semicabinati a motore; Fisherman cabinati e semicabinati; Cabinati a motore; Offshore; Maxi yacht a motore; Canoe, kayak, pattini; Motori; Moto d’acqua; Dotazioni di sicurezza; Accessori di coperta; Avvolgivele; Fai da te; Carrelli; Mezzi di movimentazione scafi; Pontili; Vernici
  • Gli articoli del millennio: La nautica matura. L’evoluzione della nautica e le prospettive di sviluppo dal punto di vista tecnico e formale.
  • La quinta puntata del Corso di vela.
  • La sesta puntata dei Mostri meteorologici: Venti catabatici…
  • Un articolo per comprendere la funzione dei Riflettori radar
  • Le piroghe della Nuova Zelanda: Nga Waka Maori
  • Viaggio alla scoperta delle Maldive: Ritorno al paradiso
  • Indonesia: Il paradiso dei sub
  • Nautica ha provato in mare per voi, scoprendone pregi e difetti, le seguenti barche: Fairline – Targa 40, Pershing – Pershing 37, Jeanneau – Prestige 36, Linssen – Dutch Sturdy 320, Chaparral – Signature 300, Co.Me.Na. – Super Corallo 25, Tagliapietra – Venezia, Capelli – Tempest 600, Quicksilver – Rhino II
  • Nautica Sport, foto e resoconto delle seguenti regate: Barcolana, Camionato italiano Dinghy, Campionato Italiano Mimm30, Cinquecentoperdue, Les Voiles de Saint Tropez. Notizie di motonautica e un articolo sull’introduzione della classe Yngling e l’addio al Match Race alle prossime olimpiadi.
  • La rubrica “Una barca per tutti”, che comprende i piccoli annunci, affronta i seguenti argomenti: il charter: agenzie e proposte di noleggio e itinerario in barca scuole e patenti: indirizzi; l’usato: consigli e suggerimenti sulla manutenzione delle barche, le schede delle barche di una volta e intervista ad un broker; pagine blu.

Editoriale

CONFERMATO L’OTTIMO MOMENTO DEL SETTORE

Finalmente, il periodo delle vacche grasse. La cantieristica italiana ha seminato e lavorato bene, il superdollaro le ha dato una mano, il Governo italiano ha tralasciato gli atteggiamenti vessatori del passato e per il momento tutto va abbastanza bene (non diciamo molto bene per scaramanzia). Non solo il Salone di Genova ha confermato il buon momento del comparto, specie nelle esportazioni, ma a rendere il giudizio ancora più positivo, in prospettiva, è la posizione che le nostre aziende si stanno conquistando sul mercato mondiale. Abbiamo sentito molti operatori esprimere la convinzione che lo sviluppo dovrebbe durare addirittura alcuni anni. E ciò non per intuizione, ma in base alle risultanze e alle richieste del mercato. Ce lo auguriamo tutti, anche perché i nostri costruttori meritano ampiamente il successo che stanno ottenendo. Essi sono riusciti a superare anni nerissimi, specie dal punto di vista finanziario, ma hanno saputo ristrutturarsi in funzione dei cambiamenti del mercato. Hanno individuato i modelli da produrre (ben interpretando le richieste del pubblico), si propongono in maniera concorrenziale (con un ottimo rapporto qualità/prezzo) e, in molti, da piccoli artigiani sono divenuti operatori europei o addirittura globali. Inoltre, le tristi esperienze degli anni cupi, non possiamo affermare gli impediscono, ma sicuramente limitano il ripetersi di errori compiuti in passato. Ciò ha consentito loro di vendere già tutta la produzione possibile per l’anno 2001 e, a molti, addirittura parte o tutta quella dell’anno successivo.
La nuova situazione gioca anche a favore dei meno fortunati, dei costruttori che ancora lottano duro per andare avanti… e ce ne sono parecchi, specialmente tra coloro che sono incerti se investire e rilanciare o cercare di tirare avanti al risparmio, accontentandosi di ciò che la provvidenza manda. A quelli che hanno ancora entusiasmo si apre lo spazio commerciale non coperto dai più grandi o più noti.

I potenziali acquirenti che vogliono la barca subito dovranno forzatamente orientarsi su cantieri di minore importanza e nome, sempre che questi siano in grado di offrire i modelli richiesti dal mercato, con adeguata qualità e prezzo.

La nuova situazione di lavoro, che si apre a quei costruttori che sono in grado di proporsi, può rappresentare, però, anche un pericolo per un settore che deve difendere la sua immagine, il prestigio sul mercato globale. Se il ricambio non fosse all’altezza, se ci fosse una caduta di qualità e affidabilità nelle unità proposte, la corsa in avanti sarebbe più dannosa che proficua, perché se ne potrebbero pagare le conseguenze in futuro. Questo è un problema che solo l’Ucina, l’associazione dei costruttori e operatori della nautica, può risolvere, avviando quelle iniziative di supporto e d’incentivazione che consentano la crescita dei piccoli, almeno limitando i rischi suddetti.

Ma i piccoli che sono sicuri delle proprie capacità possono sempre orientarsi su produzioni di nicchia, che, Apreamare docet, sono in grado di consentire egualmente crescita e ottimi affari, oppure possono dedicarsi alle attività di servizi, anch’esse in grande sviluppo, come il rimessaggio, il refitting, le semplici pitturazioni e riparazioni ecc. Questa è una realtà che alcuni hanno già recepito, specializzandosi. Infatti, il parco barche e l’usato crescono, anno dopo anno, e il passaggio di unità da un armatore all’altro crea esigenze di prestazioni di servizi altrettanto redditive che le costruzioni. Anzi, se si è bravi e non esosi, si può contare su un lavoro molto sicuro nel tempo, considerato che le barche in vetroresina hanno vita lunghissima ma necessitano di manutenzione annuale e periodica, mentre quelle di legno rimaste sono ormai divenute preziose barche d’epoca, sulle quali si svolgono lavori spesso miliardari.

In tale ottica, sarebbe pertanto auspicabile un adeguato sviluppo dei servizi, per soddisfare una richiesta che crescerà con l’aumentare, già in atto, delle infrastrutture della portualità turistica e anche per sviluppare le occasioni di concorrenza a vantaggio degli utenti. Quando c’è una lista d’attesa, com’è ora in gran parte degli approdi italiani, parlare di concorrenza non ha senso. L’operatore può scegliersi i clienti e saranno tutte persone che non guardano tanto per il sottile quando devono pagare. Tuttavia è proprio questa situazione di monopolio e quindi gli alti prezzi per tutto ciò che può occorrere a un diportista, a impedire un ulteriore, grande sviluppo della nautica nel nostro paese. Ormai occorre un altro approccio, la mentalità, la serietà degli operatori dell’alto Adriatico, deve essere d’esempio anche per gli imprenditori delle altre nostre coste. Altrimenti assistiamo al fallimento delle società che gestiscono i porticcioli turistici, creati senza la necessaria qualità, tra cui c’è anche il costo dei servizi. Come possiamo illuderci di attrarre i diportisti europei, senza tariffe chiare, dettagliate, giuste, ma, quel che conta, uguali per tutti? È possibile che gli operatori della nostra portualità turistica, delle nostre darsene non abbiano ancora capito che i veri introiti sono quelli del diporto di transito? Lo stanziale è quello che meno spende in un’infrastruttura, perché, conoscendo l’offerta del territorio, trova spesso modo di risparmiare rispetto al porto. Invece il diportista di transito non ha tempo da perdere e compra dove sosta, ma non per questo deve essere spennato. Anzi, il suo passa parola agli altri utenti sulla convenienza o, quanto meno, sull’onestà del costo dei servizi è il magico interruttore che determina le preferenze.

Del resto, è noto che i più abbienti sono quelli più restii a spendere. Una rosticceria in banchina dove si spende più che in un ristorante di lusso ottiene solo un risultato: respingere la gente fuori dal porto. E ciò vale sia per le attività in ambito portuale che vicine alla struttura. Se non si elimina questa situazione di monopolio, se non si lancia decisamente la nautica carrellabile, cioè quella della portualità alternativa, lo sviluppo del settore rimane un’utopia. Bisogna stare più vicini alla gente, pensare positivamente, nel senso del benessere nella pratica della nautica, dove benessere non sta per ricchezza ma per serena fruibilità di questa meravigliosa attività del tempo libero.

Ma chi può accollarsi un compito così gravoso? Forse, ancora e solo l’Ucina. Come? Attraverso un controllo svolto a livello periferico dai suoi associati, attraverso una tabella dei prezzi quanto meno consigliati per ogni necessità, col coraggio di denunciare comportamenti censurabili, facendo sviluppare la nautica in maniera che la libera concorrenza faccia da calmiere, denunciando le infiltrazioni malavitose. L’Ucina potrebbe avere la forza di farlo, guardando all’interesse generale. In questo sviluppo siamo indietro di qualche decina d’anni rispetto agli altri paesi mediterranei. Buon per noi che chi vuole andare piacevolmente in barca deve venire in Mediterraneo.

Noi siamo nel centro di questo mare, ne siamo il cuore e, ci sia perdonato il nazionalismo, possiamo offrire uno scrigno di tesori storici, culturali, ambientali, enogastronomici e una capacità di comunicazione, una simpatia che nessun altro popolo può offrire.

Anche l’Euro ci aiuta. Al di là del fluttuare dei cambi col dollaro e altre monete forti, già la stabilità del grande mercato interno sta dando i suoi frutti, come a suo tempo la pax romana, che fece fiorire l’Impero. Creiamo però una situazione felice anche per la nautica. Quando, tra pochi mesi, l’Euro entrerà nelle nostre tasche, toccheremo con mano l’importanza dell’Europa finalmente unita. Anche noi avremo un mercato così grande da non aver nulla da invidiare a quello americano e altrettanto libero ed egualitario.

Perciò anche gli operatori della nautica devono pensare europeo, ma non basta dirlo. Occorre conoscere le leggi nazionali dei vari stati, le normative comunitarie. Ci si deve adeguare ad esse con competenza, sfruttandone tutte le opportunità, anticipandole. E anche qui per gli operatori sarà fondamentale il ruolo dell’Ucina, che oggi dispone di un tecnico internazionale del calibro dell’ing. Lorenzo Pollicardo, col quale ci congratuliamo per la recente nomina a segretario generale dell’associazione.

La nautica, è evidente, in questo nuovo scenario è solo destinata a veder crescere la sua importanza economica e sociale. Sarebbe già stato così se non avessimo avuto governi ciechi e demagogici, votati a creare cattedrali nel deserto invece che a sostenere le attività imprenditoriali vive del paese, appunto come il turismo e la nautica. Ma non è mai troppo tardi. Però bisogna credere nel futuro del settore e adoperarsi perché sussistano le basi per un grande sviluppo. E ci preoccupa, in proposito, la staticità del Ministero dei Trasporti e della Navigazione, dove la politica sta prevalendo sulla professionalità, in un assurdo gioco di poltrone. Avevamo chiesto che tutte le competenze per la nautica fossero concentrate in un solo ufficio, come in Francia, invece ogni unità di gestione, ogni ufficio se ne sta accaparrando qualcuna. Se, per disgrazia, l’attuale direttore del Dipartimento della Navigazione, Vincenzo Mucci, dovesse andar via, magari destinato a più alto incarico, al Consiglio di Stato, torneremmo a una burocratizzazione che sicuramente guarderà alla nautica con occhio diverso o quanto meno troppo settoriale. Infatti, solo lui in questi anni è riuscito a fare da trait d’union sulle molte problematiche, riuscendo a pilotarle verso quei risultati che Paolo Vitelli, presidente Ucina, apprezza molto e noi, per noti motivi, anche di più. Quindi, è vero che l’ottenuta semplificazione della normativa è stata una cosa positiva e che ha avuto i suoi effetti, però mi sembra che il Governo ora consideri tutto fatto. Invece ci sono ancora molte cose da fare, come riparare i danni che ci vengono da altre leggi che purtroppo hanno deplorevoli conseguenze sulla navigazione da diporto. E neanche devono essere dimenticate le difficoltà di quei cantieri, di quelle aziende del nostro settore danneggiate da alluvioni, frane e piene che si moltiplicano da qualche anno sul nostro territorio. Perché nessuno ne parla?

Perché i ministeri competenti non se ne preoccupano?

Quindi, tutte le forze del settore devono impegnarsi per ottenere un risveglio della volontà politica e ci sembra che la proposta del sen. Basilio Germanà ne sia un contenitore prezioso, cui ancora, con buonsenso, si può aggiungere. Riguardo alle difficoltà dell’estate, eliminiamoli questi stupidi ostacoli, questi rigurgiti di statalismo ottuso, dove la mano destra non sa ciò che fa la sinistra. Per un settore produttivo e turistico che può crescere a beneficio di tutti, è necessaria una politica decisa, a 360°.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Inaugurato il nuovo porto turistico cittadino ad Ancona
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2000 | numero: 464 | pagina: 242

2
Inaugurazione a Viareggio della nuova Madonnina
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2000 | numero: 464 | pagina: 243
3
Confermato l’ottimo momento del settore
rubrica: Attualità | annata: 2000 | numero: 464 | pagina: 62
4
Opel Vectra 2.2 DTI 16V: Aumentano cavalli e comfort
rubrica: Autonautica | annata: 2000 | numero: 464 | pagina: 274
5
Andrea Sella: Tra Corsica e Sardegna
rubrica: Broker & Charter | annata: 2000 | numero: 464 | pagina: 320
6
Charter economico: Saldi di stagione
rubrica: Broker & Charter | annata: 2000 | numero: 464 | pagina: 318
7
Exuinoxe: Vacanze di Natale in barca a vela
rubrica: Broker & Charter | annata: 2000 | numero: 464 | pagina: 317
8
Feram Yachting: 10 giorni alle Grenadine
rubrica: Broker & Charter | annata: 2000 | numero: 464 | pagina: 321
9
Forzatre: “La Cardinala”
rubrica: Broker & Charter | annata: 2000 | numero: 464 | pagina: 320
10
Nautica d’autore alla XIII edizione del Nautilia
rubrica: Broker & Charter | annata: 2000 | numero: 464 | pagina: 332
11
Corso di vela 15: La sicurezza
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2000 | numero: 464 | pagina: 160
12
Gli articoli del millennio/2: La nautica matura
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2000 | numero: 464 | pagina: 154

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