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Nautica Numero 465 gennaioe 2001

Sommario

  • ECCEZIONALE REGALO! Gratis in questo numero, in collaborazione con EuroMETEO, il primo fascicolo di 32 pagine della guida pratica di meteorologia “L’arte della meteorologia nell’arte della navigazione” di Silvio Dell’Accio. Finalmente un manuale illustrato facile e comprensibile da tutti.
  • L’utenza: Regalo di Natale posdatato
  • Il resoconto dei seguenti saloni internazionali: Barcellona, un grande appuntamento; Fort Lauderdale, un gran bazar del fisherman. Speciale accessori: Genova e Mets
  • Nautica sport, a un anno di distanza dall’avventura della Coppa America il circo della Coppa ha ripreso a girare vorticosamente. The Race: pronti i maxi cat che prenderanno il via il 31 dicembre da Barcellona per il giro del mondo in equipaggio senza scalo. Resoconto e foto dei campionati invernali che hanno impegnato più di diecimila velisti.
  • Vendée Globe: Vendée Globe, il giro del mondo in solitario, la regata leggendaria che dura oltre tre mesi.
  • Gli articoli del millennio/3: Le barche a vela che hanno lasciato un segno indelebile nella progettazione navale dell’utlimo secolo.
  • Gli articoli del millennio/4: La storia del motoryacht, un affascinante viaggio nella storia della motonautica, disegni di carena, nuovi materiali ed evoluzione del gusto in un secolo ricco di avvenimenti per il mondo della motonautica.
  • La manutenzione invernale: Il rimessaggio invernale, un programma di lavori da eseguire da sé.
  • Nautica ha effettuato il test del Sunseeker – Manhattan 64, una super prova dalla quale abbiamo ottenuto dati tecnici particolarmente accurati. Inoltre, Nautica ha provato in mare per voi, scoprendone pregi e difetti, le seguenti barche: Rizzardi – 50 Top Line, Erredesign & Colvic Craft – 50′ Admiral’s Yacht Erredesign 153, Astilleros Astondoa – AS 40 Open, Tiara – 3500 Express, Aprea Mare – Apreamare 11 cabinato, Sea Ray – 290 Humberjack, Sessa – Key Largo 22, Capelli – Cap 20 Wa
  • I viaggi di nautica: alla scoperta della Terra di Nord Est 2000: Il mondo di ghiaccio
  • Yap, l’Isola delle mante: un viaggio alla volta dell’incantevole isoletta dell’arcipelago micronesiano.
  • La rubrica “Una barca per tutti”, che comprende i piccoli annunci, affronta i seguenti argomenti: il charter: agenzie e proposte di noleggio e itinerario in barca scuole e patenti: indirizzi; l’usato: consigli e suggerimenti sulla manutenzione delle barche, le schede delle barche di una volta e intervista ad un broker; pagine blu.
  • In questo numero di Nautica è riportato l’indice dell’annata, dove è possibile trovare tutti gli articoli pubblicati nel corso del 2000.

Editoriale

Due importanti novità di fine d’anno

BABBO NATALE ANCHE PER IL DIPORTO

La fine del 2000 è stata generosa con la nautica italiana. Infatti, come si può leggere a parte, due provvedimenti rendono ulteriormente positive le prospettive degli anni a venire per gli utenti e, di conseguenza, per gli operatori. Una terza iniziativa, che riguardava l’abolizione definitiva della tassa di stazionamento con la Finanziaria 2000, non è invece andata in porto.
Il Parlamento ha finalmente varato, con l’approvazione del Collegato alla Finanziaria 2000, la modifica della normativa sull’Iva che consentirà anche in Italia la pratica del leasing tipo francese. E’ bastato eliminare alcune parole dalla normativa vigente per accontentare le richieste del settore, sostenute con impegno dall’On. Claudio Burlando, nell’ambito della maggioranza di Governo, e dal presidente dell’Ucina, Paolo Vitelli, che ne aveva fatto quasi un punto d’onore, nel senso che voleva un segno tangibile e immediato, dell’attenzione del mondo politico e delle amministrazioni delle Finanze e dei Trasporti.

“Nautica” era stata promotrice del provvedimento, a suo tempo, col Ministro Tremonti e col sottosegretario Trevisanato, ma la caduta di quel governo impedì di portare a termine l’operazione. Ora, caduti gli ostacoli a monte, sarà necessario ottenere dal Ministero delle Finanze un provvedimento formale sul leasing che consenta l’inizio di tale attività da parte degli operatori finanziari nazionali. L’auspicio è che la normativa da varare recepisca le attese di operatori e utenti, se si vuole evitare che continui il ricorso al leasing francese. Frattanto, proprio in questi giorni, una Circolare del ministero finanziario, la n. 207, del 16.11.00, commentando i contenuti del Collegato, ha spiegato, tra l’altro, la portata dell’art. 46.

Pensiamo opportuno pubblicarne il testo in box a parte, come anche il commento dell’amm. Mario Biancucci, massimo esperto del settore, che i nostri lettori ben conoscono.

Ma anche un altro provvedimento, la Circolare n. 36487 della Divisione Navigazione 3, dell’Unità di Gestione della Navigazione Marittima e Interna del Ministero dei Trasporti, scaturita da una richiesta del nuovo segretario generale dell’Ucina, Lorenzo Pollicardo, apre nuovi orizzonti alle unità da diporto. Infatti, chiarisce che i limiti di navigazione per le quattro categorie di progettazione delle unità da diporto CE (A, B, C, D) sono esclusivamente meteomarini.

Perciò, non più distanze dalla costa, ma limiti di vento e di onda. Per tutti, viene lasciato al buonsenso e alla responsabilità del proprietario la scelta di dove e fin dove navigare, purché nel rispetto delle condizioni meteomarine di cui alla Direttiva Europea e ai conseguenti D.L.vo n.436/96 e L. 413/98. Ciò avvantaggia specialmente le unità di categoria di progettazione C, in quanto viene abolito il limite di navigazione “litoranea” finora esistente, imponendo però ai loro conduttori di rispettare i limiti di vento (fino a forza 6), e di onde (altezza significativa) fino a 2 metri (mare molto mosso), imposti ai cantieri, dalla normativa suddetta come parametri di robustezza e affidabilità per la costruzione di quelle unità. Cioè, fino a quelle condizioni meteomarine, le barche di categoria C devono garantire la massima sicurezza di navigazione. Superare quei parametri è un rischio che, in caso di incidente, può comportare anche il rifiuto delle società di assicurazione a pagare. E’ evidente che quanto detto per la categoria C, vale anche per tutte le altre.

Il testo della Circolare, troppo lungo per riportarlo nello spazio di quest’editoriale, si può leggere nella rubrica “Nautimondo”.

Infine, la terza iniziativa, purtroppo non andata a buon fine, ma che mantiene alta l’attenzione sul provvedimento che chiediamo. Autore ne è stato il sen. Basilio Germanà, di cui è fermo, appunto al Senato, un articolato disegno di legge sulla nautica, che voleva eliminare sul nascere molti dei problemi della stagione appena trascorsa, tra cui le multe milionarie e la definitiva abolizione della tassa di stazionamento. Proprio Germanà, ha dimostrato, cifre alla mano, l’opportunità di eliminare completamente tale tassa, e ha cercato di far inserire il relativo emendamento nella Finanziaria 2001. Infatti, l’importo del gettito dello stazionamento è inferiore a 20 miliardi e non copre le spese d’incasso, di gestione e di controllo da parte dello Stato. Basta pensare al costo dei controlli a mare a caccia di evasori. Il senatore chiedeva inoltre di sanare le sperequazioni nei confronti dei diportisti delle acque interne e delle acque marine createsi al momento dell’abolizione della tassa stessa per i natanti, con la legge 488/99. Purtroppo, l’emendamento è passato, perciò, come si dice dobbiamo ancora aspettare momenti migliori.

IL COMMENTO DELLE FINANZE
Art. 46 – Disposizioni in materia di territorialità ai fini IVA

La disposizione contenuta nell’art. 46 del provvedimento in esame sopprime le parole “a soggetti domiciliati o residenti fuori dalla Comunità economica europea”, contenute nell’ultimo periodo dell’art. 7. quarto comma, lett. f), del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, introducendo un’importante novità ai fini della territorialità dell’imposta sul valore aggiunto.

In particolare, la modifica introdotta estende il trattamento fiscale vigente per le locazioni (comprese quelle finanziarie), noleggi e simili di mezzi di trasporto effettuate nei confronti di soggetti extracomunitari, anche a quelle rese a clienti residenti o domiciliati in Italia o, comunque, in altro Stato membro dell’U.E., per cui dette prestazioni non sono territorialmente rilevanti e, come tali, non soggette al tributo, se utilizzati al di fuori della Comunità europea, a prescindere dal domicilio o residenza del committente.

Pertanto, le operazioni in esame, rese da operatore nazionale, rientrano nell’ambito applicativo dell’IVA solo se utilizzate in ambito comunitario; conseguentemente, in caso di utilizzo del mezzo di trasporto in parte in territorio comunitario e in parte al di fuori dell’U.E., dovrà considerarsi imponibile la percentuale del canone di locazione corrispondente all’utilizzo che ne è stato fatto in ambito comunitario.

Il legislatore ha inteso in questo modo allineare la normativa nazionale con quella degli altri Paesi comunitari, evitando possibili discriminazioni concorrenziali a sfavore degli operatori nazionali del settore.

L’OPINIONE DELL’ESPERTO

La legge 21 novembre 2000 n. 342, con l’art. 46 (collegato alla finanziaria 2000) in materia fiscale prevede modifiche alla disposizioni in materia di territorialità ai fini dell’IVA. Con le modifiche intervenute, finalmente è stato introdotto anche in Italia il regime giuridico della locazione finanziaria per le imbarcazioni da diporto (leasing).

Il problema dell’IVA da pagare al momento dell’acquisto dell’unità da diporto ha da lungo tempo formato oggetto di discussioni e dibattiti a livello politico e ministeriale, dal momento che la Francia, successivamente al recepimento della direttiva comunitaria in materia di IVA, aveva emanato un apposito provvedimento interno che consentiva ai diportisti di acquistare la barca in forma di locazione finanziaria. Ciò vuol dire che la barca all’origine viene intestata alla Società di finanziamento e l’utente corrisponde il relativo canone periodico pattuito, con Iva ridotta. Al termine del periodo di leasing al diportista è consentito il riscatto dell’unità con pagamento dell’IVA sempre in misura ridotta.

L’agevolazione fiscale in esame con il tempo aveva formato una distorsione del mercato nell’ambito della nautica a tutto vantaggio della Francia. Infatti, numerosi sono stati i diportisti italiani che hanno preferito acquistare la barca in Francia anziché in Italia.

L’agevolazione francese è legata ad una valutazione forfettaria dell’IVA secondo le categoria di abilitazione alla navigazione dell’imbarcazione. Ad una maggiore idoneità alla navigazione corrisponde un’aliquota IVA in misura inferiore, secondo i seguenti criteri:

a) unità abilitate alla navigazione senza limiti l’IVA è del 50%;
b) unità abilitate alla navigazione entro 200 miglia l’IVA è del 60%;
c) unità abilitate alla navigazione entro 60 miglia l’IVA è dell’85%;
d) unità abilitate alla navigazione entro 20 miglia l’IVA è del 90%
Per le unità abilitate alla navigazione a distanze inferiori alle 20 miglia non viene riconosciuta dalla legislazione francese alcuna agevolazione.

Con la riforma della legislazione in materia di territorialità ai fini dell’IVA, l’Italia si allinea agli altri Paesi europei e le prestazioni saranno sempre considerate fuori dal campo di applicazione dell’IVA a condizione che le unità vengano permanentemente utilizzate fuori dall’Unione Europea. Ma la prova della completa utilizzazione delle unità da diporto fuori dall’U.E. non è cosa facile da dimostrare in quanto le unità da diporto sono prive di documenti probatori. Da qui l’agevolazione forfettaria dell’IVA che secondo i criteri della normativa francese si considera che le unità abilitate alla navigazione senza limiti abbiano trascorso il 50% del tempo fuori delle acque comunitarie e quelle con abilitazione inferiore un minor tempo, fino ad arrivare alle unità abilitate alla navigazione entro 20 miglia dalla costa per le quali viene riconosciuto uno sconto soltanto del 10% (la barca in tal caso è uscita solo per breve tempo fuori delle acque comunitarie).

Tale forma di agevolazione dovrebbe essere ora introdotta anche nel nostro ordinamento fiscale, allo scopo di recuperare gli svantaggi economici con la Francia. Si è avuto notizia che il Ministero delle Finanze, competente in materia, stia lavorando in tal senso. Per la nautica nazionale le cose dovrebbero essere più semplici in quanto le imbarcazioni interessate sono quelle abilitate alla navigazione senza alcun limite, se costruite secondo i criteri della legge 50/1971 (ormai solo costruzioni residuali) ovvero quelle appartenenti alle categorie di progettazione A e B, se costruite secondo i criteri stabiliti dalla Direttiva 94/25/CE.

Mario Biancucci

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
I porti turistici al 40° Salone Nautico di Genova
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2001 | numero: 465 | pagina: 182

2
Babbo Natale anche per il diporto
rubrica: Attualità | annata: 2001 | numero: 465 | pagina: 62
3
Citroen: Nuova Citroen Xsara
rubrica: Autonautica | annata: 2001 | numero: 465 | pagina: 226
4
Cronotachigrafo? No, grazie
rubrica: Autonautica | annata: 2001 | numero: 465 | pagina: 226
5
Toyota MR2 Roadster: Divertimento puro
rubrica: Autonautica | annata: 2001 | numero: 465 | pagina: 224
6
Catamaran Center: Tuttocat
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 465 | pagina: 278
7
Charter estremo: Natura selvaggia
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 465 | pagina: 264
8
Crociere scuola
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 465 | pagina: 267
9
Il Mare: Il mare per tutti
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 465 | pagina: 266
10
Kousto Sailing: Tradizioni greche
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 465 | pagina: 266
11
Progetto Mare: Ketch svedese
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 465 | pagina: 263
12
Gli articoli del millennio/3 – Vela: le pietre miliari
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2001 | numero: 465 | pagina: 66

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