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Nautica Numero 466 febbraio 2001

Sommario

  • ECCEZIONALE REGALO! Gratis in questo numero, in collaborazione con EuroMeteo, il secondo fascicolo di 32 pagine della guida pratica di meteorologia “L’arte della meteorologia nell’arte della navigazione” di Silvio Dell’Accio. Finalmente un manuale illustrato facile e comprensibile da tutti.
  • L’utenza: Appello al Ministro Bassanini
  • Nautica Sport, i giganti di The Race e la battaglia oceanica senza scalo dei maxi cat; Vendèe Globe, continua la regata intorno al mondo in solitario e senza scalo, aggiornamenti e curiosità; Mondiale Femminile di Match Race. Il passaggio di testimone da Straulino alle Olimpiadi del 2000.
  • Per le “Inchieste di Nautica”, i porti dell’Abruzzo e Molise, una guida per i diportisti che sceglieranno queste mete.
  • Gli articoli del millennio/5: I navigatori che con le loro imprese hanno lasciato un segno indelebile nella storia della navigazione.
  • Un test particolarmente accurato sulla precisione del GPS dopo l’esclusione dell’errore intenzionale da parte degli organi governativi statunitensi.
  • La manutenzione invernale/2: La coperta, consigli per la manutenzione.
  • I viaggi di Nautica: viaggio alla scoperta delle strardinarie isole Seychelles; una crociera sul Nilo alla scoperta dell’antico Egitto, la grandezza del suo popolo, i suoi misteri.
  • Nautica ha provato in mare per voi, scoprendone pregi e difetti, le seguenti barche: Yachtzentrum Greifswald – Hanse 401 , C.N. Giampaolo Aluigi – Sagittarius Dart 460 Sport, C.N. Sagemar – Sagene 40 , Boston Whaler – 34′ Defiance, Ilver – 34 Thesi Special Bayliner Marine Corporation – 3055 EL Ciera Sunbridge, 3B Craft – T 25 Hard Top,Chaparral – 205 SSE, Sermar – Giumma 650, Audis Marine – Speedster Sport Trophy
  • Come ricevere il tempo, un’analisi sulle apparecchiature e sullo schema a blocchi dei sistemi utili per la ricezione delle cartine meteo.
  • Restauro: dopo tre anni è terminato il restauro del Desirè. Le varie fasi che hanno riportato questa barca al suo antico splendore.
  • Storia nautica: Quando l’Inghilterra dominava i mari, un viaggio affascinante nella marineria inglese.
  • La rubrica “Una barca per tutti”, che comprende i piccoli annunci, affronta i seguenti argomenti: il charter: agenzie e proposte di noleggio e itinerario in barca scuole e patenti: indirizzi; l’usato: consigli e suggerimenti sulla manutenzione delle barche, le schede delle barche di una volta e intervista ad un broker; pagine blu.

Editoriale

I PROBLEMI DELLA OMC INVITANO A EVITARE L’AUTOLESIONISMO PRIMA DI NATALE

Quest’inizio d’anno, che doveva aprirsi con i migliori auspici per il futuro, a livello nazionale e internazionale, ci ha bruscamente richiamato alla realtà di un domani non più così entusiasmante come si prospettava. Il solo rallentamento della locomotiva americana – per carità, non parliamo di crisi – sta però già avendo le prime ripercussioni sulla nautica statunitense. Come si può leggere più avanti ne è vittima la OMC, che pure detiene il 30% del mercato di settore nel paese, senza parlare delle vendite all’estero. Un colosso, finché il mercato è andato avanti senza turbative. Poi, la necessità di adeguarsi alle nuove esigenze ambientali e tecnologiche, probabilmente unita a errori a livello finanziario, ha compromesso il proficuo lavoro di molti decenni. La storia ci insegna che, in genere, l’esperienza degli altri difficilmente viene recepita, ma la campagna che Alfredo Gennaro sta portando avanti, ormai da qualche anno, con la nostra piena adesione e supporto, lascia inspiegabilmente insensibili forze della nautica che non vanno oltre il tiepido appoggio di qualche dichiarazione, nella sostanza solo formale. Eppure tutti i costruttori italiani ed europei di motori marini verranno danneggiati dalla normativa sulle emissioni gassose e sulla rumorosità che la Commissione CE sta per emanare. Il nostro auspicio è che l’appello proposto da Gennaro e da “Nautica” sia fatto proprio dal maggior numero di utenti e operatori. Non opporsi a normative che possono danneggiare il settore significa autolesionismo, quando poi queste sono anche inutili e cervellotiche, perché non tengono conto delle realtà della nautica, allora ci pervade un senso di ribellione, come per tutte le imposizioni e prepotenze.
Alle due di notte dell’antivigilia dello scorso Natale ci è pervenuto un fax, diffuso, pensiamo di proposito, alle 17 in USA dell’ultimo venerdì lavorativo dell’anno, con il quale la OMC comunica ufficialmente di aver richiesto alla Corte Fallimentare di Chicago una procedura di protezione: la OMC si propone di abbattere pesantemente la sua forza lavoro e di vendere le aziende possedute per fa fronte ai debiti contratti. Questo significa che più di 4000 persone perderanno il lavoro, e che marchi come Evinrude e Johnson, che hanno fatto la storia della nautica e rappresentano tuttora la leadership nel campo dei fuoribordo, potrebbero disperdersi in qualche alchimia finanziaria e trovarsi in serie difficoltà. Dobbiamo confessare di non aver passato un buon Natale, perché se da una parte siamo sicuri che, nello smembramento di OMC, almeno Evinrude e Johnson troveranno la capacità di recuperare, pure dobbiamo considerare che questo succede nell’economia americana, la cui evoluzione precede quella europea solo di qualche anno. La vendita di tutte le aziende di importanza, levatura ed estensione internazionale che fanno capo ad OMC, non deve far gioire la concorrenza, deve invece far seriamente pensare tutti a quale futuro la nautica da diporto sia destinata, a quali cose occorra fare oggi per evitare guai simili, o peggiori, domani. Un domani al quale siamo molto vicini, perché i segni del crepuscolo ci indicano che abbiamo solo una notte di tempo. E allora cominciamo con lo smetterla con la insensata follia ambientale: noi di “Nautica”, come uomini, come tecnici e come giornalisti, non siamo contro l’ambiente, ma contro le mistificazioni, contro le speculazioni, contro quelle iniziative che si vestono di scopi ambientali per coprire interessi trasparenti. In un mondo dove milioni di persone fumano miliardi di sigarette, dove prosperano aziende le cui petroliere si sono spezzate in mare, dove continuano a governare i Saddam Hussein che hanno incendiato centinaia di pozzi petroliferi, dove continuano a funzionare centrali nucleari di sicurezza inesistente o discutibile, dove centinaia di migliaia di automobili e motorini vengono prodotti e venduti ogni giorno, dove ogni anno scompare dalla foresta amazzonica un’area boschiva grande quanto l’Austria; in un mondo dove le regole le fanno i più forti per pretendere che le rispettino i più deboli, in un mondo come questo rischiano la sopravvivenza Evinrude e Johnson. E’ chiaramente l’effetto dell’assurda regolamentazione ambientale che ha colpito, ingiustamente, il motore fuoribordo. Le aziende sono state d’improvviso costrette a cambi di strategia, ad alternative compatibili, soprattutto a grossi investimenti che le hanno fortemente esposte. Il quattro tempi, o il due tempi ad iniezione, sono soluzioni doppiamente costose, per i produttori e per l’utenza, e il risultato è ora quello che gelidamente un comunicato stampa ha annunziato l’antivigilia di Natale. Abbiamo calcolato, e abbiamo detto più volte, che se tutta la nautica da diporto scomparisse d’un tratto, l’ambiente non se ne accorgerebbe nemmeno, tanto è insignificante il contributo negativo di tutta la nautica da diporto nel vastissimo e complesso problema ambientale; per contro, la scomparsa del diporto sarebbe un grave danno per la libertà dell’uomo e per la qualità della sua vita. Forse gli americani l’hanno capito, ed hanno tentato di rimediare al guaio creato nei fuoribordo, svincolando dalla norma i diesel marini per il diporto. In Europa, invece, non l’abbiamo ancora capito (o qualcuno in malafede non vuole capirlo), e portiamo avanti una normativa, destinata solo ai motori del diporto, che è una bomba a orologeria innescata per tutta la nautica. Dobbiamo pensarci a tempo, e presto, se non vogliamo leggere, in Natali non molto lontani e per aziende europee, comunicati stampa simili a quello della OMC. Abbiamo la possibilità di consentire la sopravvivenza del fuoribordo a due tempi, almeno nelle piccole potenze, abbiamo la possibilità di garantire ai produttori di motori, e quindi ai cantieri, la possibilità di pianificare, senza preoccupazioni e senza pericoli, il futuro che la ripresa attuale lascia intravedere; dobbiamo bloccare la Direttiva Europea sui motori da diporto! Da anni noi di “Nautica” ci battiamo per questo. Recentemente abbiamo concordato con colleghi francesi e inglesi un’azione diretta al Consiglio dei Ministri e al Parlamento Europeo per respingere la proposta che alcuni incoscienti stanno tentando di far approvare. Invitiamo l’UCINA ad attivarsi, invitiamo il Ministero dell’Industria a prendere coscienza e ad attivarsi; invitiamo il Ministero della Navigazione ad attivarsi; invitiamo persino il Ministero dell’Ambiente a valutare con noi quale possa essere l’impatto ambientale di una crisi del diporto nautico o della limitazione della libertà di navigare. Invitiamo soprattutto i lettori a considerare attentamente l’appello che intendiamo rivolgere al Parlamento Europeo e, se lo condividono, farne una copia e indirizzarla a Bruxelles, al Presidente del Consiglio dei Ministri del Parlamento Europeo. Per chi volesse, sono disponibili le traduzioni in francese ed in inglese. Ma dobbiamo fare presto, per impedire che nel futuro della nostra nautica ci sia un Natale come quello del 2000 della OMC.
Alfredo Gennaro

A TUTTI I MINISTRI DEL CONSIGLIO EUROPEO
A TUTTI I MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO

IMPORTANTE

Sta per essere sottoposta al Parlamento Europeo, per l’approvazione, da parte della DG III Industria, una modifica (Addendum) alla Direttiva 94/25 (scafi da diporto) contenente misure e limiti di emissione (gas e rumore) solo per i motori marini (entrobordo e fuoribordo) destinati o usati per il diporto nautico. Questa modifica è un abuso irresponsabile e

DEVE ASSOLUTAMENTE ESSERE RESPINTA

Perché non risolve problemi ambientali, come si vuol fare credere, in quanto limitata ai soli motori da diporto, il cui contributo all’inquinamento è tanto piccolo da non essere nemmeno misurabile. Perché contraria agli orientamenti internazionali; gli americani, in campo marino, non prendono infatti in nessun caso in considerazione il rumore, ed hanno esentato dalla regolamentazione delle emissioni gassose solo i motori da diporto. Perché fissa dei limiti ingiustamente penalizzanti, se rapportati a quelli delle auto, delle moto, dei ciclomotori, dei mezzi pesanti Perché non esclude i piccoli motori che in Europa, e in particolare nell’area mediterranea, consentono l’iniziazione; uccide pertanto una cultura povera nelle economie ma ricca nelle tradizioni marinare Perché coinvolge retroattivamente i singoli diportisti con adempimenti ingiusti ed inutilmente rigorosi Perché, con finalità non chiarite, danneggia le industrie motoristiche europee del settore, che sono state consultate e che si sono ribellate senza risultato Perché solo il rigetto del Parlamento Europeo può impedire che passi una regolamentazione preparata dittatorialmente da poche persone incapaci di valutarne le conseguenze, economiche, turistiche, culturali e sociali; il diporto nautico è una libertà fondamentale dell’uomo che non può essere intaccata da qualche irresponsabile burocrate.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Le inchieste di Nautica: I porti dell’Abbruzzo e del Molise
rubrica: Attualità | annata: 2001 | numero: 466 | pagina: 94

2
Parchi e riserve: Portofino, Ventotene e Punta Campanella
rubrica: Attualità | annata: 2001 | numero: 466 | pagina: 120
3
Prima di Natale
rubrica: Attualità | annata: 2001 | numero: 466 | pagina: 78
4
BVC Sport: A vela con Mauro
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 466 | pagina: 254
5
Charter subacqueo: andare fino in fondo
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 466 | pagina: 252
6
Forzatre: Comunque esotico
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 466 | pagina: 254
7
Friuliyacht: Euronautica
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 466 | pagina: 266
8
Nosytour: Turismo subacqueo
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 466 | pagina: 251
9
Top Yachts & Sail Italy: Multiservice
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 466 | pagina: 255
10
Dopo l’eliminazione dell’errore intenzionale: Gps Più preciso, ma quanto?
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2001 | numero: 466 | pagina: 88
11
Gli articoli del millennio/5: I grandi uomini di mare
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2001 | numero: 466 | pagina: 80
12
La manutenzione invernale/2: Il rimessaggio invernale
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2001 | numero: 466 | pagina: 90

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