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Nautica Numero 472 agosto 2001

Sommario

    • Da non perdere con Nautica di agosto la cartina dei porti della Sardegna. Uno strumento utile per conoscere l’esatta ubicazione degli approdi lungo la costa sarda e le loro caratteristiche principali.
    • Il 14 ottobre al Salone Nautico Internazionale di Genova – Sit-in di protesta. L’editoriale di Nautica di agosto propone un sit-in di protesta per rivendicare i diritti dei diportisti e dei professionisti del mare, in un clima governato dall’incompetenza e dalla volontà di perseguirli con tasse e multe a volte ingiustificate e inopportune. Per il progresso della nautica e del turismo lungo le nostre coste bisogna adoperarsi per rendere note le reali necessità del diportismo, che nulla hanno a che fare con divieti immotivati e multe impossibili.
    • L’utenza: Franco Bechini ci propone una riflessione personale su cosa è la nautica oggi e quale direzione sta prendendo. In occasione dell’ultimo Satec, durante il quale Bechini è stato nominato “Pioniere della nautica”, egli con due vecchi amici ha riflettuto sull’aspetto del salone nautico di Genova dove più che esporre si ostenta, giungendo alla conclusione che la nautica non è così. Ecco allora, che Franco Bechini ci offre il suo punto di vista, come di consueto fa sulle nostre pagine, dal quale possiamo trarre spunto per una personale riflessione su cosa sia oggi la nautica.
    • Photoboat, con questo articolo Paolo Venanzangeli ci illustra quali siano le reali difficoltà dei fotografi impegnati nelle riprese di regate ed eventi sportivi in mare.
    • Quaderni di tecnica/7: Una radio migliore è il titolo dell’articolo di tecnica presente sul numero di Nautica di agosto, grazie al quale risulta facilmente comprensibile lo schema elettrico dell’installazione di una radio VHF o HF a bordo di un’imbarcazione da diporto. L’articolo redatto da Aussie Bray spiega perché le comunicazioni su alcuni yacht risultano molto chiare mentre su altri difficoltose, offrendoci la possibilità di poter ottimizzare il nostro impianto.
    • Andare per mare – Angoraggi. In questo articolo Roberto Neglia ci illustra le manovre corrette da eseguire per portarsi all’ancoraggio in sicurezza. Dare fondo nel luogo sbagliato potrebbe tradursi in un danno irreparabile, l’autore dell’articolo ci spiega perché e cosa tenere presente quando si arriva in una baia o in rada per evitare spiacevoli inconvenienti.
    • Esercizi di manovra/1: Monomotore in linea d’asse. Con questo articolo Corradino Corbò dà il via a una serie di lezioni utili per comprendere quali siano le corrette procedure da seguire per arrivare all’ormeggio. In questa prima puntata l’analisi riguarda l’ormeggio con una imbarcazione monomotore con trasmissione in linea d’asse.
    • Abbordi in mare – Come prevenirli: In questo articolo l’autore, Humbert du Charbon, ci illustra le poche ma preziose regole da seguire per prevenire gli abbordi in mare. Un vademecum che tutti i diportisti devono sempre tenere presente per una navigazione sicura.
    • Pesca sportiva in barca a vela – Nel sole, nel vento, nel mare. Stefano Navarrini ci spiega come la barca a vela, che può anche sembrare la negazione di un fisherman, sia in realtà un mezzo in grado di offrire possibilità di pesca impensate.
    • Giraglia Rolex Cup: le foto e l’analisi di una delle regate più affascinanti del Mediterraneo, ideata cinquant’anni fa da Beppe Croce e Rene Levainville e organizzata dallo Yacht Club Italiano.
    • Nautica ha provato per voi, scoprendone pregi e difetti, le seguenti imbarcazioni: Uniesse Marine Uniesse 70 – Monterey Monterey 282 – Tur Marine Faeton 910 Moraga – Barcos y Disenos Powerboats Lemacherta del Nuovo Mondo. alla scGen – Costa d’Argento Costa d’Argento 707 – Sessa Marine Key Largo 17
    • La tradizione marinara del Sol Levante/2. In questa seconda puntata vediamo come i giapponesi, un popolo fortemente legato alle tradizioni, siano riusciti a ricostruire imbarcazioni delle quali, in alcuni casi, si era addirittura persa la memoria: veloci battelli di pirati, colossali navi da guerra e soprattutto antiche imbarcazioni da pesca.
    • I viaggi di Nautica – Nautica è andata alla scoperta di Castellammare del Golfo, in Sicilia, in una delle zone più belle dell’isola caratterizzata dalla natura selvaggia e incontaminata, dai fondali ricchi di vita e dall’aspra bellezza delle coste.
    • Isole Vergini: La terra dei Pirati. Nautica è andata per voi alla scoperta delle Isole Vergini, nella zona Nord occidentale dei Caraibi, che furono scoperte da Cristoforo Colombo nel 1493, durante il suo secondo viaggio alla scoperta del Nuovo Mondo.
    • La rubrica “Una barca per tutti”, che comprende i piccoli annunci, affronta i seguenti argomenti: il charter: agenzie e proposte di noleggio e itinerario in barca scuole e patenti: indirizzi; Il Consulente l’usato: consigli e suggerimenti sulla manutenzione delle barche, le schede delle barche di una volta e intervista ad un broker; pagine blu.

 

Editoriale

Il 14 ottobre, al Salone Nautico Internazionale di Genova
SIT-IN DI PROTESTA
Siamo stanchi di subire norme, spesso cervellotiche, frequentemente redatte per proteggere interessi nascosti o per scaricare di responsabilità i pubblici ufficiali o, ancora peggio, per disinformazione o stupidità. Alla fine, per precauzione, è tutto preventivamente vietato, ma nella pratica si verifica il contrario, la più completa anarchia. Nel gioco delle parti, si dà vita a una specie di nascondino per colpire o trasgredire, secondo il ruolo interpretato.

E’ ciò che avviene quotidianamente tra utenti del mare, compresi i professionali, e i vari corpi di controllo, che su quei famosi, dispersivi 8.000 chilometri di coste possono solo colpire, a campione, i più iellati.
C’è un fiscalismo degno di un potere assoluto e si predica, per i gonzi, di libertà. Quale libertà? Di pagare tasse e multe, di dover subire la prepotenza di chiunque indossi una divisa o sieda dietro la scrivania di un centro di potere, di non poter più andare in barca da nessuna parte se non verso il largo e le più accoglienti coste estere?
E’ vero che la stessa situazione di fiscalità e di paralisi che costringe all’infrazione si verifica in tutti i settori della nostra collettività, ma in particolare nella nautica, continuamente danneggiata dalle conseguenze di norme che ci passano sulla testa, senza che i loro estensori si preoccupino minimamente degli effetti che potranno avere sul mondo nautico. Così per infrazioni che una volta conciliate comportavano una multa di 100.000 lire, prima si è passati al raddoppio e poi, come conseguenza della deregulation delle leggi Bassanini che le ha finalmente depenalizzate (quella della rilevanza penale delle infrazioni marittime riguardanti la nautica era un’assurdità normativa che andava corretta almeno 50 anni fa), a una possibilità di conciliazione al modico costo, si fa per dire, di quattro milioni. Addirittura, nei primi tempi, qualcuno pretendeva quattro milioni a testa, cioè una multa di quattro milioni elevata singolarmente a ogni persona presente a bordo (sic!).
Non parliamo poi dei divieti.
Ci hanno scippato le zone più belle dei nostri mari, per farne altri centri di potere, di clientelismo, di guadagno.
Verboten! Ma anche lì siamo nel colmo dell’assurdo. Le aree non sono segnalate né a mare né a terra e con unità che al 95% pescano pochi centimetri è vietato inoltrasi, anche a vela, su fondali di decine, centinaia di metri, mentre la pesca professionale ci cala anche le reti.
E l’inquinamento?
In un Mediterraneo che è una fogna a cielo aperto, che raccoglie gli scarichi agricoli e industriali anche del Mar Nero, si fanno delle battaglie contro la nautica che, per la sua periodicità e l’aggiornamento dei motori, può essere presa in considerazione solo per il positivo contributo che può dare all’ossigenazione delle acque. E tutto ciò che scaricano le navi?
E il continuo terribile assalto ai fondali della pesca a strascico? E le derivanti killer che fanno strage di grandi pesci pelagici?
Contro ciò che veramente fa danno, non si fa nulla, assolutamente nulla.
Ci fa rabbrividire il concetto froidiano che sembra emergerne, in parte classista e per il resto lobbistico. Il primo è un problema di cultura che può essere debellato solo con il ricambio generazionale, il secondo chiarisce che chi non ha una lobby a proteggerlo è fregato.
Ora, agli effetti di questo immane castello di bugie, si è aggiunta la regionalizzazione e a breve arriverà il federalismo.
Per carità, non si può fermare il progresso, ma in virtù del passaggio del Demanio marittimo alle Regioni, ora anche queste emettono ordinanze e normative relative all’uso dei porti, delle foci, delle spiagge.
Qui si può, dieci metri più in là non si può, come, ad esempio, il ridicolo valzer delle acque balneabili.
Le stesse acque che scorrono con le correnti lungo la costa, secondo la potenza e il colore politico del sindaco, con un colpo di bacchetta magica si mutano da buone a cattive o viceversa, e, signori, si tratta sempre delle stesse acque, per le quali nessuno compie alcun tipo d’azione disinquinante.
Quando il magistrato Gianfranco Amendola ha cercato di risalire alle cause di molti inquinamenti, è rimasto solo a combattere contro i mulini a vento. Pretore d’assalto, lo definivano, mentre molti suoi colleghi hanno preferito prendersela con le barche, obiettivo molto più facile e popolare.
Così alle ordinanze da leggere solo in Capitaneria e negli stabilimenti balneari ora si sono aggiunte quelle dei Comuni, delle Province e delle Regioni, che risultano ancora più segrete e sono comunicate a tutti meno che agli interessati.
Bene, a questo punto siamo proprio stufi.
Siamo stanchi di spiegare alla gente che ci scrive per protestare, che bisogna aver pazienza, che le norme di sicurezza sono nell’interesse di chi va per mare, che ci sono persone disinformate e altre in grado di dare le giuste informazioni, che quel divieto è dovuto a quella ragione ecc. ecc.
Quelli che protestano hanno ragione.
E’ uno schifo il modo in cui la nautica viene trattata in Italia. Ma che ci facciamo della barca se non possiamo più andare da nessuna parte?
Se dobbiamo solo sottostare a taglieggiamenti e, nella sostanza, a rapine? Purtroppo il nostro Stato dialoga solo con chi lo piglia a calci, con chi minaccia morti e distruzioni, con chi può paralizzare servizi essenziali. Basta vedere quello che è successo per il G8 a Genova.
Anche noi potremmo fare qualcosa di simile con i porti, ma sono iniziative valide se mirate ad abolire una norma specifica.
Qui c’è invece da abbattere un sistema e la mancanza di una politica per la nautica da diporto, come abbiamo più volte denunciato.
E allora facciamo sentire che esistiamo anche noi. Incontriamoci per un sit-in di protesta al Salone Nautico di Genova, domenica 14 ottobre, alle ore 15, davanti al nostro stand della “Cambusa”, che vediamo nella foto, nell’area all’aperto sotto galleria.
Anche noi abbiamo il diritto di utilizzare le acque nazionali e chiediamo che ordinanze e divieti siano concertati con i rappresentanti dei diportisti e degli operatori del luogo, in maniera che siano effettivamente commisurati alle strette esigenze di sicurezza, senza ampliamenti che possano limitare l’attività del diporto o impedirla totalmente, come ci è stato segnalato in molti casi, e senza asservimenti a interessi di clientelismo locale.
Passate parola: sit-in di protesta, domenica 14 ottobre al Salone di Genova. Vi aspettiamo, per prendere insieme altre decisioni.
Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
42ª Edizione della Rassegna Internazionale di Ustica
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2001 | numero: 472 | pagina: 200

2
Boat Service Trapani: al centro del Mediterraneo
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2001 | numero: 472 | pagina: 198
3
Il 14 ottobre, al Salone di Genova: Sit-In di protesta
rubrica: Attualità | annata: 2001 | numero: 472 | pagina: 84
4
Mazda MX-5 Sport: Spider è bello
rubrica: Autonautica | annata: 2001 | numero: 472 | pagina: 228
5
Charter per ragazzi: Giovani velisti
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 472 | pagina: 258
6
Crociere subacquee nel mondo
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 472 | pagina: 260
7
Il catalogo Moorings
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 472 | pagina: 256
8
Mediterraneo e Caraibi
rubrica: Broker & Charter | annata: 2001 | numero: 472 | pagina: 260
9
Abbordi in mare: Come prevenirli
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2001 | numero: 472 | pagina: 98
10
Andare per mare: Ancoraggi
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2001 | numero: 472 | pagina: 86
11
Esercizi di manovra/1: Monomotore in linea d’asse
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2001 | numero: 472 | pagina: 92
12
Quaderni di tecnica/7: Una radio migliore
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2001 | numero: 472 | pagina: 106

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