Sommario

  • Sull’editoriale di Nautica di gennaio Lucio Petrone ci parla dell’avvento della moneta unica europea. Si parla dei vantaggi e ci si interroga sui possibili contraccolpi sulla domanda e sull’offerta del mercato nautico internazionale. L’autore invita i lettori a riflessioni che interessano per esempio, l’applicazione dell’IVA o di altre imposte non omogenee sul territorio europeo. Sarà una circostanza favorevole per la nautica da diporto?
  • L’utenza: Franco Bechini affronta l’ingiusto divieto di prendere terra arrivando dal largo, nonché di poter sostare all’ancora dentro la fascia costiera dei 300 metri. Regolamentare il comportamento delle imbarcazioni in prossimità della costa è indispensabile, ma le attuali disposizioni sono estremamente limitative per l’esercizio del diporto nautico e non trovano riscontro nemmeno nel testo del Codice della Navigazione o in una legge approvata da Parlamento e Senato.
  • Parchi: novità dalle aree marine protette. Un grande assente: la politica. In anteprima gli imminenti decreti istitutivi delle nuove aree marine protette di Asinara e Capo Caccia (Sardegna) e il regolamento di Portofino. Ancora: Pantelleria discute dell’istituzione della riserva, Comune e Provincia di Siracusa vogliono l’area protetta per la Penisola Maddalena, per Capo Rizzuto e Sinis-Mal di Ventre si riscrivono i decreti istitutivi, il Comune di Ventotene ha firmato l’accordo per l’affidamento della gestione. Intanto il Governo si prepara a fare a pezzi il polo del mare.
  • Il Mets di Amsterdam e il 41° Salone di Parigi visti per voi dai nostri esperti. Sul numero di Nautica di gennaio troverete le novità relative agli accessori, presentate in occasione dell’ultimo salone di Genova e durante il Mets di Amsterdam. Inoltre, il resoconto della quarantunesima edizione del salone parigino, descritto dai nostri esperti come un evento popolare nel quale, soprattutto per la vela, erano presenti molte interessanti novità.
  • Paolo Venanzangeli dedica la rubrica Vela Libera a Peter Blake, il grande navigatore neozelandese scomparso di recente.
  • Viaggiare a bordo di navi commerciali: nella rubrica Charter del mese di gennaio troverete alcune proposte per navigare sulle navi mercantili che seguono rotte esotiche. Una vacanza alternativa, da sperimentare se siete dotati di un po’ di spirito di avventura.
  • Transat Jacques Vabre: Atlantico espresso, in questo articolo Paolo Venanzangeli ci racconta il finale di questa transatlantica vissuto con il fiato sospeso, dove Alain Gautier e Ellen MacArthur su “Foncia” sembravano avviati alla vittoria, ma sono stati beffati all’ultimo da “Groupama”.
  • Le pompe di sentina: In questo articolo l’autore ci svela alcuni piccoli ma fondamentali segreti per mantenere le pompe di sentina sempre efficienti. Un accessorio indispensabile a bordo, che deve essere sempre in perfetta efficienza se non vogliamo trovarci in difficoltà nel momento in cui il loro funzionamento diviene determinante per la sicurezza a bordo.
  • Progettare e costruire un Micro Cup: il primo di una serie di articoli che permettono al lettore di seguire passo dopo passo e quasi “in diretta” la concezione, la progettazione e la costruzione di un piccolo cabinato da regata della classe Micro Cup.
  • Nella rubrica “Pesca in Barca” l’autore, Riccardo Fanelli, ci svela i segreti del bolentino di alta profondità.
  • La Patente Nautica/1: Eccoci alla prima puntata del corso per il conseguimento della patente, a vela e motore. Una sintesi delle conoscenze necessarie per conseguire l’abilitazione, incluso qualche trucco e un pò di mestiere, senza dimenticare ciò che veramente è utile sapere in mare.
  • “Ociciornie”: un gioiello in continua evoluzione. In questo avvincente articolo l’autore ci parla delle impressioni, le problematiche incontrate e le soluzioni adottate dal designer chiamato a fare di un’imbarcazione speciale un qualcosa di unico nel suo genere, realizzando un sapiente mix tra l’eleganza più tradizionale e le soluzioni più avveniristiche.
  • Il patrimonio marittimo della Gran Bretagna: i britannici, da sempre strenui difensori delle proprie tradizioni e dei propri beni artistici, anche nella nautica hanno dimostrato queste qualità, con il recupero di imbarcazioni di interesse storico. Una strada che anche il nostro paese dovrebbe intraprendere. Di questo ci parla l’autore, Giovanni Panella, nel suo appassionato articolo.
  • Su Nautica Sport di dicembre il resoconto delle seguenti regate: Transat Jacques Vabre, Volvo Ocean Race e i campionati invernali in corso di svolgimento in tutta la penisola. Queste e tante altre notizie dello sport nautico, seguito per voi da Paolo Venanzangeli sui campi di regata e sui circuiti di motonautica, vi aspettano sul numero di Nautica di gennaio.
  • Nautica ha provato per voi, scoprendone pregi e difetti, le seguenti imbarcazioni: Yachtzentrum Greswald Hanse 371, Gianetti Gianetti 23,50, Luhrs T290 Open, Sessa Marine Oyster 30, Cantieri Parente Delfino 750 Open, Lema Boats Gold II, Ocqueteau Ocqueteau 645, Nautica Serena Rio 550 Sol, Manò Marine 21,50 Sport Fish.
  • Nautica è andata a visitare per voi il Motor Show di Bologna, scoprendo le novità che interessano il mondo della nautica e naturalmente, quello dell’automobile e delle due ruote.
  • Nautica è andata alla scoperta dell’arcipelago Fernando de Noronha, sperduto nell’Atlantico, a 200 miglia al largo della costa brasiliana, è uno dei rari luoghi dove i delfini si avvicinano a terra e diventano stanziali. Ogni sera, al tramonto, le oltre 1000 stenelle che risiedono nella Baia dos Golfinhos, si spingono in mare aperto per la caccia notturna, per fare ritorno, all’alba, nella loro baia.
  • I viaggi di Nautica vi portano alla scoperta dell’affascinante città di Hong Kong, dove dopo quattro anni di quella che è stata definita una “sosta tecnica”, dovuta al passaggio di Hong Kong dalla Gran Bretagna alla Cina, ha ripreso vita la regata che compie il periplo dell’isola, a cui partecipano in massa i componenti del Royal Hong Kong Yacht Club, sodalizio nautico nato nel 1849 a cui la Regina d’Inghilterra concesse, nel 1894, di potersi fregiare del titolo di “Royal”.
  • La rubrica “Una barca per tutti”, che comprende i piccoli annunci, affronta i seguenti argomenti: il charter: agenzie e proposte di noleggio e itinerario in barca scuole e patenti: indirizzi; Il Consulente l’usato: consigli e suggerimenti sulla manutenzione delle barche, le schede delle barche di una volta e intervista ad un broker; pagine blu.

Editoriale

Dopo 2000 anni, una moneta unica per l’Europa

L’ANNO DELL’EURO APRE IL NUOVO MILLENNIO

Inizia, col primo gennaio, una nuova era per le genti d’Europa. Come tutti sanno, da quella data l’Euro diventa una moneta vera, nelle tasche di tutti i cittadini dell’Unione Europea che hanno aderito alla moneta unica. I vantaggi sono tanti e ne stanno parlando tutti gli organi di stampa e le radiotelevisioni, anche se giustamente danno voce alle lamentele della gente sui rincari che ne potranno conseguire al costo della vita. Ci saranno contraccolpi sulla domanda e sull’offerta? E’ possibile, ma per la concorrenza esistente sui mercati, il problema non dovrebbe porsi se non in maniera marginale. Se in particolare guardiamo al settore della nautica da diporto, quello che in questa sede c’interessa, la moneta unica offre, sia al compratore sia all’operatore, una maggiore capacità di confrontare e giudicare il costo di barche, accessori e servizi, prima molto difficile, e quindi di orientarsi meglio sul mercato. Perciò, a nostro parere, quei costruttori che hanno finora perseguito una politica commerciale chiara e pulita, non hanno nulla da temere. Il loro trend continuerà come e più di prima. E meglio sarà anche per gli utenti nautici italiani ed europei, che senza fare calcoli e conversioni, sapranno istantaneamente, con la moneta unica, il prezzo effettivo di ciò che loro interessa. E’ vero che la percentuale di IVA applicata nell’Unione è diversa da un paese
all’altro e che il prezzo per legge deve essere comprensivo dell’imposta, ma le aziende devono trovare il modo di indicare separatamente l’IVA applicata, quanto meno attraverso i loro listini. Finora, questa differenza delle aliquote dell’imposta sul valore aggiunto costituiva una turbativa della concorrenza che non era sfruttabile dai più, anche perché resa meno conveniente dai cambi.

Adesso il problema si pone in maniera più evidente e tutti i partner europei vorranno certo risolverlo rapidamente, perché genera squilibri nel mercato, avvantaggiando o svantaggiando alcuni operatori rispetto ad altri. E ciò vale particolarmente nella nautica, dove spesso è altissimo il valore del bene da acquistare. Ma non ci addentriamo, per il momento, su un argomento che investe la sovranità di ciascuno stato dell’Unione. Andremmo fuori tema. Restiamo al nuovo panorama che si apre, all’evento straordinario che resterà sui libri di storia. Ora il mercato comunitario, senza le barriere e il costo dei cambi, diventa veramente grande, addirittura paragonabile a quello degli Stati Uniti, visto che già, al momento, coinvolge oltre 320 milioni di persone. E grazie all’accertata stabilità dell’Euro in questi ultimi tre anni, nonostante momenti di grande depressione nelle Borse mondiali, l’Europa dovrebbe risentire meno di quanto non sia stato finora delle crisi recessive d’oltre oceano.

Dollaro forte o Euro forte? Chi vivrà vedrà, ma forse, tutto sommato, la situazione attuale ci avvantaggia, perché agevola le esportazioni europee negli Usa e ci protegge dalle esportazioni americane, che non sono competitive. Ma non è un regalo, è solo un ritorno per altre ben più importanti spese che paghiamo indirettamente al paese che guida l’economia mondiale. E tutti gli europei contano sulle esportazioni negli Usa, che sono vitali, anche se una delle regole conclamate dell’economia sentenzia che per un’azienda la base per esportare sia poter contare su un buon mercato interno. La genialità dei nostri costruttori di barche e accessori ha brillantemente dimostrato che se ne può anche fare a meno. Tuttavia, non dobbiamo nasconderci che, pure senza l’attentato alle Twins Towers di New York, erano già evidenti i sintomi di una stanca nel mercato nautico internazionale. Nessuna recessione, per carità, perché i nostri hanno lavoro ancora per un anno e più, ma c’erano le avvisaglie della recessione Usa. Ora, invece, l’avvento dell’Euro può far ripartire con minori problemi l’industria e lo sviluppo della nautica da diporto. Questa nuova realtà viene a sostituire ai mercati interni dei vari paesi comunitari l’unico grande mercato interno dell’Unione Europea e forse questa è la volta buona, anche per la nostra nautica, di avere una consistente base di lavoro su cui continuare a crescere per esportare. Infatti, la crisi attraversata all’inizio degli anni Novanta, ha consentito al settore, in Italia, di ristrutturarsi e crescere in qualità e produttività, grazie agli adeguati investimenti effettuati dal capitale privato, riuscendo a crearsi un importante spazio sul mercato internazionale. Nulla viene per caso. Lo dimostra il grande successo dei costruttori di grandi barche, divenuti leader a livello mondiale quando sono riusciti a offrire qualità a prezzi competitivi. Ma il progresso c’è stato anche perché è cambiata la mentalità, non più artigianale ma manageriale, di molte aziende che, tra l’altro, hanno puntato sulla grande professionalita di maestranze e dirigenti, come insegnano gli Usa. E ora fanno anche ricerca.

Quindi, con l’Euro partiamo bene. Però dovremo affrontare il problema dei numeri. Infatti, la capacità nazionale di far barche non si è mai espressa nella produzione di molti esemplari. I nostri cantieri, tutti partiti da una base artigianale, producono in genere poche decine o centinaia di barche l’anno, principalmente perché, com’è noto, per cause politiche e fiscali si è via via ridotta l’utenza nazionale. Solo un paio di costruttori si distaccano nettamente dagli altri, avvicinandosi o raggiungendo un migliaio di unità, mentre negli altri c’è una generale tendenza a salire nelle dimensioni, come richiede il mercato, riducendo i numeri; fino a quei cantieri che puntano proprio sull’alto valore del prodotto. Saremo capaci di creare per i milioni di potenziali acquirenti europei le grosse produzioni necessarie per soddisfarne la richiesta con migliaia o decine di migliaia di unità, battendo un’agguerrita concorrenza come avviene negli Stati Uniti, o punteremo sulle produzioni di nicchia? E’ una scelta che parecchi nostri operatori, i più preparati, hanno già fatto, come dimostra la loro presenza nei saloni nautici all’estero. Altri sono dubbiosi e aspettano di capire meglio cosa succederà con l’Euro.

Ma la nautica italiana, per fortuna, ha una sua vitalità, che le consentirà di progredire comunque, risultando sotto questo aspetto all’avanguardia nel paese. Tuttavia è importante che il settore sappia presentarsi con le carte in regola, con prezzi in Euro eguali su tutti i mercati, per dare la conferma dell’immagine di serietà che ci siamo faticosamente conquistati sul campo. In ogni caso, l’Euro, la prima moneta unica dell’Europa dal tempo dei Romani, apre una nuova era. I vantaggi saranno enormi per tutti e in particolare per chi è motivato e competente, com’è appunto la nautica italiana.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Ciao Peter
rubrica: Vela libera | annata: 2003 | numero: 477 | pagina: 201

2
I porti al 41° Salone Nautico
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2002 | numero: 477 | pagina: 178
3
Marina del Nettuno porto turistico di Milazzo
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2002 | numero: 477 | pagina: 176
4
Dopo 2000 anni una moneta unica per l’Europa: L’anno dell’Euro apre il nuovo millennio
rubrica: Attualità | annata: 2002 | numero: 477 | pagina: 60
5
Novità dalle aree marine protette: Un grande assente: la politica
rubrica: Attualità | annata: 2002 | numero: 477 | pagina: 86
6
26° Motorshow di Bologna: 26° Motorshow di Bologna
rubrica: Autonautica | annata: 2002 | numero: 477 | pagina: 212
7
Eolo: l’auto ad aria compressa
rubrica: Autonautica | annata: 2002 | numero: 477 | pagina: 213
8
Lovato: FB a GPL
rubrica: Autonautica | annata: 2002 | numero: 477 | pagina: 212
9
Saab 95 TiD: Tradizionalmente anticonvenzionale
rubrica: Autonautica | annata: 2002 | numero: 477 | pagina: 210
10
Aquatica Nautica & Turismo: Bed & Breakfast
rubrica: Broker & Charter | annata: 2002 | numero: 477 | pagina: 241
11
Crociere sui cargo: Orizzonte mare
rubrica: Broker & Charter | annata: 2002 | numero: 477 | pagina: 238
12
Genova charter: Noleggio e scuola
rubrica: Broker & Charter | annata: 2002 | numero: 477 | pagina: 240

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