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Nautica Numero 495 luglio 2003

Sommario

  • Nell’editoriale di Nautica di luglio, Lucio Petrone ci parla della proroga della tassa di stazionamento al 31 ottobre. Nei giorni di incertezza e nell’attesa del decreto interministeriale che ha prorogato il termine della tassa di stazionamento al 31 ottobre, si è registrato un atteggiamento dei Corpi di Polizia a marea ma anche di numerosi mezzi della Guardia Costiera, volto a dare la caccia alle imbarcazioni che non avessero pagato la tassa entro il 31 maggio. L’editorialista di Nautica ci spiega quali ragioni possono aver spinto gli organi di controllo verso tale atteggiamento, inoltre, ci suggerisce delle riflessioni sui costi delle attività di controllo a mare quando, come in questo caso, si rivelano del tutto inappropriate. Nelle pagine riservate all’editoriale è pubblicato anche il Decreto del 6 giugno 2003 avente come oggetto il differimento del termine per il pagamento della tassa annuale di stazionamento.
  • L’Utenza. Franco Bechini prende spunto da una lettera ricevuta dal presidente della Società Nautica di Pesca Sportiva Sacchetta, il quale solleva un problema molto importante, legato alla distanza di sicurezza tra una banchina e l’altra, tra un ormeggio e l’altro. Per dare una risposta esauriente al nostro lettore, Bechini ci propone parte del testo della nuova normativa sulla portualità, dove sono codificate le larghezze dei canali di manovra.
  • Diventare diportisti. Pazza idea. O no?
  • Corradino Corbò ci propone questa riflessione: l’estate è appena comiciata e, per chi ancora non possiede una barca, inizia il periodo delle tentazioni. Se le esigenze sono contenute, non è troppo tardi per cedere, Magari facendo un ottimo affare.
  • Senza novità parchi e riserve. Cambia poco. Gli affidamenti delle aree marine protette agli enti di gestione sono la principale novità della stagione, anche perché l’attività del Ministero dell’Ambiente è di fatto paralizzata, in attesa della maxi delega legislativa di riforma ambientale. Criticatissima. Roberto Neglia ci svela i segreti delle ultime novità riguardanti la sitazione dei parchi marini.
  • Pagine Azzurre: la guida del navigante. Il portolano 2003. Nautica presenta ai suoi lettori l’ultima edizione di Pagine Azzurre, il portolano dei mari d’Italia, ricco di preziose informazioni per tutti i naviganti.
  • La propulsione dei motoryacht. Errori e problemi. Non sempre sono sufficienti una linea filante e una motorizzazione elevata per garantire ai nostri motoryacht ottime performance in navigazione. Vediamo quali sono i problemi inerenti la propulsione che si incontrano e gli errori nei quali è possibile incorrere e come sia possibile evitarli.
  • Plotter cartografico. La coperta di Linus del diportista. Un pò di storia e un’analisi del mercato per questo che è diventato, senza ombra di dubbio, lo strumento più diffuso e ricercato nella nautica, con un’evoluzione costante e una scelta all’altezza sicuramente delle richieste di un pubblico sempre più esigente. Tanti modelli, molto ben leggibili, versatili e di ogni dimensione, suscettibili di ulteriori sviluppi positivi anche oltre la dimensione dell’impiego in campo automobilistico.
  • Gli incidenti del 2002. Radiografia dell’Italia che naviga. Attraverso la complessa analisi di migliaia di resoconti di missione, compilati dai soccorritori, scopriamo gli errori e gli orrori dei diportisti italiani. Uno specchio scomodo – ma sincero – nel quale riflettersi, per migliorare.
  • 50 cose da fare prima di partire. Una check list fotografica per mettere a punto scafo e coperta, motore, elettronica, attrezzature, vele, mobilio e interni. 50 scatti per approntare altrettanti punti della barca e delle sue attrezzature e trascorrere un’estate in tutta tranquillità.
  • Nautica carrellabile. Tra mare e maremma. Prosegue con Talamone la nuova serie di itinerari che hanno inizio da uno scivolo e che trovano nello scivolo la ragione per potersi effettuare. Nonché gli annessi servizi alla barca e alla persona che attorno a quello scivolo esistono e vengono offerti ai diportisti itineranti della nautica carrellabile.
  • Il clipper “Stad Amsterdam”. Vele nel vento. Un popolo di navigatori quale quello olandese non poteva non avere una propria grande “Tall ship”. Per questo motivo nel 1997 è iniziata la costruzione di un clipper che ha visto impegnati il Comune di Amsterdam e la Randstad, una società di lavoro interinale tra i leader a livello mondiale. Scopo dell’impresa, che si è conclusa nel 2002 con il varo dello “Stad Amsterdam”, è stato quello di assicurare un grande numero di posti di lavoro a disoccupati e giovani diplomati per un certo numero di anni e diffondere l’immagine della capitale olandese nel mondo. Oggi questa splendida imbarcazione viene utilizzata come nave scuola della Marina olandese, per crociere di lusso e come scuola di formazione per giovani che vogliono diventare marinai, aiuto cuochi o camerieri.
  • Da Porto Ercole a Marina di Pietrasanta in moto d’acqua. Easy Rider. Fabio Petrone e Angelo Colombo hanno voluto dimostrare che si può utilizzare una moto d’acqua alla stregua di una moto stradale e, quindi, non solo come “giocattolo” per compiere evoluzioni ma come vero e proprio mezzo di trasporto per crociere a corto e medio raggio. Noi lo abbiamo fatto, cavalcando quattro Sea Doo in un raid di tre giorni, lungo le coste toscane, nel quale abbiamo percorso più di 250 miglia. Un’esperienza inedita, divertente, un pò faticosa ma certamente appagante.
  • Messina e il suo stretto. Da Scilla a Cariddi. Acque che nel corso dei secoli hanno visto alternarsi le vele greche a quelle fenicie, le triremi romane alle veloci navi arabe, offrono ancor oggi fondali di incomparabile bellezza. Non sembra di trovarsi in uno dei tratti di mare più trafficati del mondo, per la ricchezza di vita marina che vi si incontra sembra di immergersi in uno dei più rinomati ambienti tropicali.
  • Rolex IMS World Championship. Perla Mondiale. Decimo titolo iridato per Vasco Vascotto che, al timone di “Italtel”, ha entusiasmato per la velocità dimostrata, anche in situazioni critiche.
  • Nella rubrica Vela Libera, Paolo Venanzangeli ci parla di “Mascalzone Latino”, l’equipaggio italiano che ha confermato la sua presenza alla prossima edizione della Coppa America. Inoltre, visto l’elenco delle città rimaste in lizza per ospitare la prossima edizione del grande evento velico, tra le quali rammentiamo esserci ancora Napoli, si profila l’ipotesi di poter assistere a un derby durante le selezioni dello sfidante, che rischia di dividere in due una città, in un tifo da calcio.
  • Nella rubrica dedicata allo sport Paolo Venanzangeli ci illustra i resoconti delle seguenti regate: Campionati Italiani classi olimpiche, i 300 migliori velisti d’Italia si sono affrontati a Trieste in vista delle Olimpiadi di Atene del 2004. Sempre dal mondo dello sport, il Campionato Mediterraneo Audi IMS, le tradizionali regate organizzate dallo Yachting Club Punta Ala, sono diventate quest’anno il campionato del più bel mare del mondo. Gran premio d’Italia, a Cagliari nove trimarani 60 piedi open hanno dato iin acqua grande spettacolo e la vittoria è andata a una barca italiana. Inoltre, come ogni mese, sulle pagine dedicate allo sport potrete trovare numerose notizie del mondo delle regate e delle competizioni di motonautica.
  • Su questo numero troverete la borsa dell’usato, un riferimento per i nostri lettori che intendono acquistare un’imbarcazione di seconda mano.
  • La rubrica “Una barca per tutti”, che comprende i piccoli annunci, affronta i seguenti argomenti: il charter: agenzie e proposte di noleggio e itinerario in barca scuole e patenti: indirizzi; Il Consulente l’usato: consigli e suggerimenti sulla manutenzione delle barche, le schede delle barche di una volta e intervista ad un broker; pagine blu.

Editoriale

In vigore la proroga della tassa di stazionamento al 31 ottobre

QUANTE ENERGIE E SOLDI BUTTATI AL VENTO

Ci ha fatto molta impressione – in questi giorni di vacatio legislativa, in attesa prima della firma e poi della pubblicazione sulla G.U., avvenuta il 16 giugno, del decreto interministeriale che ha prorogato il termine della tassa di stazionamento al 31 ottobre p.v. – l’ardore e la solerzia con cui molti Corpi di Polizia a mare, ma anche numerosi mezzi della Guardia Costiera, hanno cinto d’assedio le darsene e i porti turistici per la caccia alle imbarcazioni che non avessero pagato la stazionamento entro il 31 maggio u.s. Sicuramente nella Guardia Costiera e nelle Capitanerie, ma anche negli altri Corpi a mare, esistono due anime, una amica e l’altra nemica del diporto nautico. La prima ha compreso l’importanza della nautica per l’economia delle nostre coste, è aperta e disponibile, in parte ama pure navigare per diporto nel tempo libero e considera quest’attività come importante componente anche del proprio futuro sul mare.
L’altra la vede come il fumo negli occhi, un fastidio, un lavoro in più di cui farebbe volentieri a meno, oppure un mezzo per dimostrare, attraverso l’elevato numero dei verbali di multa comminati, la propria importanza, una specie di proficua pesca al “tonno”.

Nel caso dello stazionamento, trattandosi di un reato fiscale, le uniche eventualmente obbligate a intervenire sarebbero state le unità della Guardia di Finanza, che con molta intelligenza ha invece deciso da tempo – recependo le annose proteste di “Nautica” – di svolgere le sue ispezioni sul diporto quasi esclusivamente a terra, tenendo conto, con ciò, delle disposizioni impartite in questi ultimi anni dai dicasteri competenti: i controlli sulle dotazioni di sicurezza sono di pertinenza della Guardia Costiera; quelli fiscali e gli altri sui traffici illeciti, di ogni genere, sono della Finanza, quelli a fini di polizia giudiziaria di Carabinieri e Polizia di Stato.

Tale distinzione, del resto, è stata pienamente ribadita nella nuova legge che entrerà in vigore entro luglio – quando scriviamo queste note, è già a calendario per l’esame finale dell’Aula di Montecitorio per il 23 giugno p.v. ed entrerà sicuramente in vigore nel mese successivo – dove si dispone che i controlli di sicurezza in mare sono compito esclusivo della Guardia Costiera. Per dirla in chiaro, le unità della Guardia Costiera avrebbero potuto tranquillamente omettere il controllo fiscale, come molti avevano auspicato.

La situazione, molto particolare, è stata invece gestita nel peggiore dei modi un pò da tutti. A cominciare dalla maggioranza di Governo, che per le sue divisioni interne, non è stata capace di far entrare in vigore la legge prima della scadenza del 31 maggio. E ciò con evidente autolesionismo, considerato che si tratta di un provvedimento inizialmente da essa proposto e poi sostenuto anche dai DS. Ha saputo scontentarne i beneficiari e proprio in un periodo elettorale, sempre importante anche se amministrativo e parziale.

Naturalmente anche l’opposizione – pur avendo votato unanimemente a favore del disegno di legge e impegnato il Governo a un immediato intervento di prorogatio dei termini di pagamento – ha contribuito alla confusione e allo slittamento che ha creato tanti problemi all’utenza, addirittura facendo circolare la voce che la legge non sarebbe entrata in vigore prima del Salone di Genova.

Si può immaginare la pioggia di contatti che ci è pervenuta, sotto ogni forma, per avere maggiori informazioni e istruzioni sul da farsi. Prima abbiamo consigliato di pagare comunque, per evitare arrabbiature, poi, nell’imminenza del decreto di prorogatio al 31 ottobre, abbiamo suggerito di aspettare, di non uscire in mare per evitare controlli e se multati di presentare memoria difensiva entro i 30 giorni successivi. Le notizie che provenivano dai ministeri interessati e la precisa volontà politica di provvedere anche al rimborso, quindi a favore dei diportisti, ci hanno fatto diventare ottimisti e tali rimaniamo, perché un buon avvocato sulla scia di quanto è successo e della Risoluzione approvata all’unanimità in Commissione Trasporti alla Camera, avrà tutte le possibilità di vincere una eventuale causa. Ma dovrebbe essere lo stesso Capo del Circondario Marittimo, competente all’esame, ad accogliere i ricorsi. Il tutto si risolverà come sempre all’italiana. Da una parte con danno per lo Stato per l’inutile attività svolta a mare in queste prime settimane di giugno e per il lavoro amministrativo che deriverà da ricorsi, cause e rimborsi, che giocoforza bisognerà dare ai diportisti. Dall’altra con danno anche per i diportisti, per le arrabbiature evitabili e per quel senso di frustrazione che prende quando si lotta sempre e inutilmente con gli stessi problemi. I nostri mari non sono sereni e ciò spiega l’esodo di moltissime unità verso lidi più accoglienti. Occorreva un pò di buonsenso, invece, si è sfruttata ogni piega di questa situazione, diventata anomala non certo per colpa dell’utenza, per navigare contro. E la caccia non si è fermata neanche quando è stato reso noto, attraverso lo stesso sito web della Guardia Costiera, che il decreto di proroga era stato firmato. “Già – hanno pensato in troppi – ma non è stato ancora pubblicato sulla G.U., quindi per il momento non esiste, perciò frattanto tiriamo mazzate a questi rompiglioni, colpevoli di possedere una barca che invece io non ho”.

Sul piano formale chi ha fatto le multe è inattaccabile. Ne aveva tutto il diritto e nessun Comando generale, anche se ci ha provato, poteva impedirglielo, ma ci si lasci il diritto di dubitare quanto meno dell’opportunità di un simile atteggiamento. Non abbiamo parole…

Quanti quattrini del contribuente sono stati spesi per andare a fare queste multe inutili? E poi ci si lamenta che i fondi stanziati per questi corpi non sono sufficienti…

Questa spada di Damocle dell’omissione di atti d’ufficio se non si controllano le dotazioni di sicurezza ecc., ha consentito un assurdo proliferare di flotte e più alto è il numero delle multe comminate maggiore è la dimostrazione di quanto sia opportuna la presenza a mare di un Corpo.

E il fenomeno ci sembra inarrestabile. Da decenni, però, è causa di folli spese per le casse dello Stato, oltre che l’occasione di una vera e propria persecuzione per i diportisti, che ne sono vittime inermi. E ciò non è assolutamente accettabile. È una spesa che vale certamente per il controllo di traffici illeciti – anzi andrebbe maggiorata – ma è assurdo spendere tanti soldi per le dotazioni di sicurezza. Oltre tutto, costano tanto e servono a poco, perché, essendo solo un obbligo di legge e non una scelta culturale, spesso sono soltanto le più economiche, da relegare dove diano meno fastidio.

Non varrebbe la pena, come nei paesi anglosassoni, di suggerirne una presenza qualitativa, ma abolendone l’obbligo? La responsabilità civile e penale, l’obbligo della copertura assicurativa, nei riguardi dei terzi e dei trasportati, e il pagamento dei soccorsi, sono più che sufficienti a costituire il miglior deterrente, anche per pazzi e incoscienti.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
In vigore la proroga della tassa di stazionamento al 31 ottobre: Quante energie e soldi buttati al vento
rubrica: Attualità | annata: 2003 | numero: 495 | pagina: 86

2
Senza novità parchi e riserve: Cambia poco
rubrica: Attualità | annata: 2003 | numero: 495 | pagina: 92
3
Cadillac CTS: La sfida americana
rubrica: Autonautica | annata: 2003 | numero: 495 | pagina: 206
4
La borsa dell’usato: I prezzi dell’usato
rubrica: Borsa nautica | annata: 2003 | numero: 495 | pagina: 317
5
Bavaria in Sardegna
rubrica: Broker & Charter | annata: 2003 | numero: 495 | pagina: 302
6
Catamarani in Sicilia
rubrica: Broker & Charter | annata: 2003 | numero: 495 | pagina: 302
7
Charter alle isole Pontine: Dolce Tirreno
rubrica: Broker & Charter | annata: 2003 | numero: 495 | pagina: 300
8
Day charter a Cala Galera
rubrica: Broker & Charter | annata: 2003 | numero: 495 | pagina: 299
9
Sea & Sea
rubrica: Broker & Charter | annata: 2003 | numero: 495 | pagina: 299
10
…prima di partire: 50 cose da fare
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2003 | numero: 495 | pagina: 112
11
Diventare diportisti: Pazza idea. O no?
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2003 | numero: 495 | pagina: 88
12
Gli incidenti del 2002: Radiografia dell’Italia che naviga
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2003 | numero: 495 | pagina: 108

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