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Nautica Numero 524 dicembre 2005

Sommario

  • L’editoriale di dicembre redatto da Lucio Petrone, offre una panoramica dell’orientamento del mercato nautico italiano, non solo quello dei grandi numeri, ma anche quello della cantieristica più popolare che, finalmente, riscuote sempre più consensi da parte del mercato nazionale, oltre che da quello internazionale. L’analisi di Lucio Petrone nasce a seguito anche dell’esperienza maturata al secondo convegno sul “Marketing della nautica: Yachting Satisfaction”, tenutosi all’Università di Tor Vergata e organizzato dalla Facoltà di Economia, Cattedra di Marketing, in partnership con “Nautica”. L’editoriale prosegue spiegando le cause della crescita del settore e i possibili inconvenienti derivanti dalla creazione di una Commissione per mettere a punto ed emanare i regolamenti d’attuazione previsti dal Codice della Navigazione.
  • Su questo numero di “Nautica” svelati pregi e difetti delle seguenti imbarcazioni: Oy Nautor AB – Swan 46; Mochi Craft – Maxi DOlphin 74′; Zenit Yachts – 45 Hard Top; Chris Craft – Corsair 36; Larson – Cruiser 330; Manò Marine – Manò 28.50; Wellcraft – 32 CCF; Robalo Boats – R260 CC.
  • Fort Lauderdale Boat Show 2005. “Nautica” quest’anno ha partecipato attivamente al Fort Lauderdale Boat Show, presentandosi per la prima volta con un proprio stand, dove ha presentato la versione in lingua inglese di “Superyacht”. A causa del passaggio dell’uragano Wilma, che ha creato non pochi problemi alla cittadina statunitense, questa edizione del boat show si è caratterizzata per l’assenza di numerosi brand europei e italiani e, soprattutto, per la mancanza della serie dei superyacht previsti all’interno della tensostruttura appositamente allestita. Il resoconto, come sempre, offre una panoramica delle novità presenti al salone e l’analisi del mercato statunitense.
  • La tutela della proprietà navale, un diritto sconosciuto. Toh, mi hanno rubato la barca. Siamo arrivati al furto della barca. Se prima a sparire era “solo” il tender, ora, disavventure, preoccupazioni e precauzioni riguardano proprio l’amato bene, talora minacciato da vere e proprie bande capaci di camuffarlo e immetterlo sul mercato dell’usato. Ma basterebbero pochi accorgimenti per contrastare un fenomeno che sembra in crescita, a cominciare dall’organizzazione delle forze dell’ordine.
  • Sistemi di avviamento. Non rimaniamo in panne. Un motore diesel in buone condizioni meccaniche, che funzionava perfettamente ieri, dovrebbe ripartire oggi. In caso contrario, ci sono problemi con ili carburante o con il sistema di avviamento. Anche se alcuni motori diesel di piccole dimensioni sono provvisti di dispositivi per l’avviamento manuale, la grande maggioranza di essi dispone esclusivamente di motorini elettrici di avviamento. Questo articolo descrive i mali che affliggono questi sistemi e i provvedimenti da prendere per riuscire a far ripartire il motore.
  • XXVI Rolex Middle Sea Race. Vela templare. A causa della quasi assoluta assenza di vento, solo nove imbarcazioni, fra le 58 partite, sono riuscite a completare il percorso.
  • Il veliero dei delfini. Alla ricerca dei cetacei. Per il terzo anno consecutivo, CTS Ambiente prosegue la campagna denominata “il veliero dei delfini”, avente come scopo la ricerca dei cetacei nel Mare Nostrum, intesi non solo come mammiferi dei nostri mari, ma anche come cartine al tornasole dello stato dell’ecosistema marino.
  • Rapporto sull’industria nautica di Taiwan. L’isola che c’è. Già presente un pò ovunque, magari sotto marchi che sanno di europeo o di americano, la nautica taiwanese si appresta a condizionare il mercato mondiale. Siamo andati a visitare le aziende leader, dove manager ben preparati e molto motivati giocano la loro partita con due assi nella manica: la qualità e la personalizzazione.
  • Lungo le coste del Belize. Le cayes dei Maya. Il termine Belize deriva da una parola maya che vuol dire acqua torbida, ma tutto si può dire di questa costa escluso che le sue acque siano meno che incontaminate. Un luogo unico, caratterizzato dalla barriera corallina più lunga di tutto l’emisfero boreale, dove oltre 400 specie diverse hanno trovato il loro habitat ideale, circondato da oltre 200 isolotti (cayes), per la maggior parte disabitati, tre magnifici atolli e splendide grotte sottomarine.
  • Questo mese “Nautica” offre ai lettori “Superyacht”, l’allegato trimestrale dedicato alle imbarcazioni oltre i 24 metri. 191 pagine di novità e vetrine delle imbarcazioni più belle al mondo, articoli di tecnica e interviste ai maggiori esponenti del settore.
  • Vela libera. Boom d’inverno. Il nostro collaboratore Paolo Venanzangeli fa una panoramica sulle attività invernali dello sport velico, un tempo considerato esclusivamente estivo. Numerose sono infatti le regate zonali organizzate nella stagione fredda, a cui partecipano sempre più imbarcazioni e fuoriclasse, che “sfruttano” queste manifestazioni come campi di allenamento per testare l’affiatamento con l’equipaggio e la validità delle attrezzature di bordo.
  • 7° Transat Jacques Vabre. Atlantico lungo. C’erano multiscafi e monoscafi da 50 a 60 piedi, alla partenza da Le Havre, per la traversata longitudinale dell’Atlantico.
  • Panerai Classic Yachts Challenge 2005. Veterane di Francia. Si è concluso il circuito riservato agli scafi d’epoca e classici, il Panerai Classic Yachts Challenge, con gli ultimi due appuntamenti: le Regates Royales a Cannes e le Les Voiles di Saint-Tropez.
  • Volvo Ocean Race. Sui mari del mondo. Molte avarie alla partenza, per le sette imbarcazioni impegnate nel giro del mondo in nove tappe, che le porterà fino a Goteborg, dopo otto mesi di navigazione.
  • All’interno della rubrica “Vela Libera”, Paolo Venanzangeli tratta anche del trimarano “Geronimo”, che ha stabilito il nuovo record della Transpacifica, la traversata dell’Oceano Pacifico tra Los Angeles e Honolulu. L’equipaggio di “Geronimo”, alla velocità media di 19,17 nodi, ha percorso le 2.215 miglia in 4 giorni, 19 ore, 31 minuti e 37 secondi, migliorando il precedente record di 14 ore. Per quanto riguarda la Motonautica, Paolo Venanzangeli propone il resoconto del quinto appuntamento del Campionato Mondiale Classe 1.
  • 44° Salonnautico de Barcellona. Cultura, estilo & opulencia marinera. Sarà per il grande interesse che la famiglia reale spagnola nutre nei confronti della nautica o perché qui si svolgeranno le fasi finali della prossima Coppa America, sta di fatto che, di anno in anno, il salone di Barcellona si mostra sempre più all’altezza dei maggiori appuntamenti internazionali del settore.
  • 45° Salone Nautico Internazionale di Genova. Prosegue il resoconto degli inviati di “Nautica”, riguardante, questa volta, le attrezzature veliche, le energie alternative, i carrelli, i mezzi per la movimentazione di scafi, i pontili galleggianti, le attrezzature per porti turistici e tutto quello che serve per gli amanti del “fai da te”.
  • Rumore e vibrazioni. Migliorare il comfort. Studi accurati e alcuni accorgimenti particolari sono in grado di ridurre drasticamente i fastidi derivanti dall’elevata rumorosità e dalle vibrazioni che si generano nel corso di una navigazione, tuttavia, per ottenere ottimi risultati in questo campo, prima di tutto, è indispensabile un lavoro accurato da parte del cantiere costruttore.
  • Ristrutturazione e messa a punto della “Free Life”. Per fare un albero… Nel precedente articolo sulle modifiche della “Free Life” ho raccontato del restauro di un vecchio e storto timone automatico a vento, fatto da un anziano e abile vagabondo e regalatomi da un giovane e generoso marinaio girovago israeliano. Ora dirò come mi sono procurato e ho installato l’albero di mezzana.
  • Anche questo mese “Nautica” propone tutte le sue rubriche dedicate alla nautica e ai diportisti. All’interno, troverete la rubrica “Una barca per tutti” che, oltre ai piccoli annunci, contiene: Il Charter Scuole e patenti Il Consulente L’Usato Pagine Blu Il Broker

Editoriale

IL BILANCIO DI FINE ANNO

NAUTICA ITALIANA MARKET ORIENTED

Le notizie dell’ultimo periodo ci confermano il momento abbastanza buono della nautica italiana, che ha evidenziato un certo risveglio anche nella vendita di barche più popolari, non solo in esportazione verso l’estero ma finalmente anche sul mercato nazionale.
Da che dipende ciò? In buona parte dall’appeal del prodotto, dal fatto che finalmente, oggi, i costruttori non impongono più, come una volta, la loro barca all’acquirente, ma, viceversa, cercano di offrirgli la barca che egli desidera, quella dei suoi sogni. Ciò avviene principalmente per le grandi unità, totalmente custom, ma, ora, anche un piccolo scafo si produce con indagini di mercato e con i suggerimenti che pervengono attraverso la rete dei dealer per far colpo sul potenziale compratore. Addirittura, la globalizzazione, in atto, com’è noto, nella nautica da qualche decennio, ha portato alla produzione di imbarcazioni che siano valide su più mercati, tanto che anche i grossi cantieri americani ed europei non perdono occasione per studiarci o servirsi direttamente di designer italiani.

Ma la ripartenza del mercato indica anche che sono più numerosi coloro che economicamente possono avvicinarsi al prodotto barca. Questo accade sia in Italia sia nel resto d’Europa, Paesi dell’Est compresi. L’unica che manca ancora all’appello è la Germania, ma molti Mitteleuropei preferiscono comprare e tenere la barca direttamente all’estero, preferibilmente in Adriatico o nelle isole italiane o spagnole del Mediterraneo occidentale. Per questo molti cantieri disertano i saloni nautici tedeschi.

Se la moneta Usa continuerà ad apprezzarsi, potremmo essere competitivi anche nell’area del dollaro e dei vari Paesi cosiddetti emergenti. Il prezzo è fondamentale nella scelta di un prodotto, ma fino a un certo punto, come predicano alcuni tra i nostri maggiori cantieri. Quando si spendono milioni di euro per una barca – che magari sarà utilizzata anche nel charter, com’è sempre più tendenza – si guarda al pieno soddisfacimento dei propri desideri od obiettivi, perciò l’importanza del prezzo non è fondamentale ma relativa.

L’importante è che l’acquirente sia soddisfatto. In proposito, è stato molto interessante, il secondo convegno sul “Marketing della nautica: Yachting Satisfaction” – vedi il resonto a pag. 216, nella rubrica “Nautimondo”, di questo stesso fascicolo – organizzato dall’Università di Roma Tor Vergata, Facoltà di Economia, Cattedra di Marketing, in partnership con “Nautica”. E proprio il prof. Sergio Cherubini, titolare della suddetta cattedra, ha rilevato, dalle varie relazioni tenutesi, come nella nautica “il punto di partenza di un approccio manageriale di tipo market oriented sia rappresentato dall’analisi dei bisogni/desideri del cliente finale. La barca non è il fine ma il mezzo per soddisfare una serie di bisogni/desideri del diportista nautico. Analisi dei bisogni/desideri che sono input per lo sviluppo dei fattori d’offerta, per gli operatori e infine per le funzioni aziendali”.

La felice collaborazione tra la nostra rivista e l’Università di Tor Vergata ha aperto un filone culturale su un settore finora carente di letteratura, che di tappa in tappa diventa sempre più importante e formativo. Già sono allo studio gli appuntamenti del prossimo anno.

Il discreto andamento del mercato è anche un segnale molto importante per sperare in una prossima ripresa economica del nostro Paese, confermata peraltro dalle statistiche dell’Unione Europea. Ma per crescere, abbiamo bisogno di liquidità e, quindi, di un costo del denaro più basso possibile. Gli Usa per rilanciare la loro economia e sostenere le spese militari della lotta al terrorismo hanno operato in tal senso e sono riusciti nel loro intento con una serie di ribassi del tasso di sconto, che ha consentito agli imprenditori di avere prestiti dalle banche praticamente a costo zero (in Giappone, ad esempio, il tasso è fermo allo 0,10%).

Se l’economia americana con questa operazione si è risollevata, quella europea ne ha risentito effetti devastanti – li abbiamo sentiti sulla nostra pelle – col crollo delle nostre esportazioni verso gli Usa e tutta l’area economica del dollaro.

Alan Greenspan, finora il grande sorvegliante dell’economia Usa con la Federal Reserve, dal 2002 ha però invertito la manovra e a botte di un quarto di punto, con dodici aumenti ha riportato, il 1° novembre u.s., il costo del denaro al 4%. La manovra è risultata gradita agli investitori e il dollaro si è rafforzato rispetto all’euro scendendo nel rapporto di cambio sotto 1,18, anche se in maniera altalenante. L’auspicio, ora, è che questa tendenza possa rafforzarsi e che ci si avvicini – qualche opinionista economico dice raggiunga – alla parità con l’euro. E la BCE, la Banca Centrale europea? Sembra stia per imitare la Fed ed era prevedibile, ancorati come sono al concetto della moneta forte. La ripresa tedesca e francese è divenuta più sensibile e, in funzione di ciò, anch’essa alzerà il tasso di sconto, pur se il rappresentante della Comunità nella BCE è contrario. Ne soffriranno in particolare le economie europee più deboli, tra cui, appunto, l’Italia, che ha bisogno ancora di liquidità per crescere. Previsioni? Nessuno ha la palla di vetro per leggere il futuro, possiamo solo aspettare, essendo troppe le variabili politiche, militari ed economiche che possono influire.

Tornando strettamente alla nautica, vogliamo ricordare, invece, un altro elemento di fiducia nel futuro: i progressi del settore, che nonostante le incertezze recenti del mercato ha continuato a investire sulle strutture e sul prodotto. Sono stati costruiti o acquisiti nuovi cantieri e stabilimenti, si sono cercato altri spazi sul mare, anche per l’assistenza, si è ulteriormente qualificata la managerialità, la formazione del personale, la ricerca della qualità (in proposito vogliamo ricordare la disponibilità espressa, nel saluto al convegno sul marketing di cui sopra, dal Commissario del CNR, prof. Paganetto, a svolgere ricerca per il settore nautico), si è lavorato, insomma, per accrescere la qualificazione e perciò la credibilità dei cantieri e dei servizi italiani nell’opinione dell’utenza internazionale. Contemporaneamente si è data, ove ve ne fosse stato bisogno, dimostrazione pratica del valore economico della nautica per il Paese, subentrando, in molti casi, a importanti attività marittime dimesse e salvando molte economie locali.

La crescita del settore, pertanto, è indubbia, come la sua qualità e affidabilità, mentre una volta quest’ultima era il tallone d’Achille di costruttori pure importanti.

Risultato di questa crescita sempre più evidente è l’attenzione degli investitori italiani ed esteri nei riguardi dei cantieri e dei loro prodotti di lusso. Gli ultimi episodi sono quelli del gruppo Camuzzi, che ha acquisito due nomi storici come Baglietto e Cantieri di Pisa, mentre il Gruppo Ferretti ha acquisito Itama, il Gruppo Rizzardi i Cantieri Italcraft, la Fipa ha preso CBI Navi, e tutti sono in gara per reperire nuovi posti barca in acqua nei porticcioli in costruzione o che dovrebbero vedere la luce ove avesse successo la richiesta di moratoria di Italia Navigando per le concessioni demaniali bloccate dalla Corte dei Conti in dirittura d’arrivo. Del problema mancata registrazione delle concessioni da parte del massimo ente di controllo amministrativo ne abbiamo ampiamente riferito nel precedente editoriale e nella rubrica “Nautimondo” di questo numero. Come ricordiamo da anni, la mancanza di approdi strozza la nautica italiana – anche quei grossi gruppi che peraltro si sono e stanno dotando di grosse darsene e porti – e ne mette a rischio un positivo futuro. Ma, nonostante tutto, c’è euforia, tanto che alcuni costruttori, pensano seriamente ad entrare in borsa nel 2006-2007, come l’Aicon e Ferretti (un rientro già deciso, anche se non ne sono stati ancora decisi i tempi effettivi), per trovare quella liquidità necessaria a ulteriori passi in avanti.

L’unica notizia che ci guasta l’atmosfera è quella della creazione di una Commissione per mettere a punto ed emanare al più presto i regolamenti d’attuazione previsti dal Codice della Navigazione. È vero che senza i regolamenti il nuovo codice è estremamente carente ed è un bene che si affrettino i tempi. Il gioco è stato preso in mano dal Sen. Grillo, che ne ha assunto la guida inserendovi l’Ucina, ma senza alcuna rappresentanza effettiva dell’utenza libera, il 90% di chi naviga per diporto. Siamo alle solite e non possiamo che protestare, rivolgendoci al Ministro Lunardi.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Elan 340
rubrica: Vela progetto | annata: 2006 | numero: 524 | pagina: 114

2
Sweden Yachts 54′
rubrica: Vela progetto | annata: 2006 | numero: 524 | pagina: 116
3
Il bilancio di fine anno: Nautica Italiana Market Oriented
rubrica: Attualità | annata: 2005 | numero: 524 | pagina: 74
4
Il veliero dei delfini: Alla ricerca dei cetacei
rubrica: Attualità | annata: 2005 | numero: 524 | pagina: 140
5
Toh, mi hanno rubato la barca
rubrica: Attualità | annata: 2005 | numero: 524 | pagina: 88
6
Charter in Malaysia: Isole incantate
rubrica: Broker & Charter | annata: 2005 | numero: 524 | pagina: 236
7
Nautilia 2005
rubrica: Broker & Charter | annata: 2005 | numero: 524 | pagina: 248
8
Ristrutturazione e messa a punto della “Free Life” (II)
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2005 | numero: 524 | pagina: 100
9
Rumore e vibrazioni: Migliorare il comfort
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2005 | numero: 524 | pagina: 104
10
Sistemi di avviamento: Non rimaniamo in panne
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2005 | numero: 524 | pagina: 94
11
4^ DP Happening
rubrica: Giri di bussola | annata: 2005 | numero: 524 | pagina: 187
12
Adria Ship allarga la propria rete italiana
rubrica: Giri di bussola | annata: 2005 | numero: 524 | pagina: 187

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