Sommario

  • Nell’editoriale di gennaio Lucio Petrone ci offre un quadro lucido dell’industria nautica italiana che, nata inizialmente come una costellazione di piccole imprese familiari, si sta trasformando in un industria sempre più complessa. Complice di questa trasformazione è l’azione delle acquisizioni operate da grandi gruppi, i quali assorbono spesso aziende piccole per inserirle in contesti industriali decisamente più importanti.
  • Nautica offre ai suoi lettori in allegato al mensile, la Borsa del nuovo, inserto gratuito che riporta tutte le informazioni aggiornate direttamente dai cantieri sulla loro produzione.
  • L’Utenza.Franco Bechini ci parla della “Tripartizione dei poteri: legislativo, amministrativo e giurisdizionale”. Ancora una volta il nostro Bechini ci parla di portualità, partendo dai ricordi a volte lontani, nei quali affiora già la volontà di incrementare l’offerta di posti barca per il bene del settore. Nell’analisi che il nostro articolista fa della situazione, troviamo anche la situazione relativa ai famosi varchi di accesso al mare, spesso oggetto di violazioni delle leggi che ne regolamentano l’esistenza e l’uso.
  • Amsterdam Metz 2005. Nautica ha visitato per i suoi lettori il Metz, la rassegna annuale degli accessori che si svolge ad Amsterdam. La collettiva nazionale più numerosa, che raccoglie 113 espositori, il maggior numero di presenza, sommando i molti che, per vari motivi, hanno esposto fuori della collettiva, il sentire nei corridoi parlare (quasi) più italiano che olandese, ci ha portato a pensare, per un momento, di essere non in Olanda, bensì nel nostro Paese.
  • L’evoluzione del motoryacht 1. Il contributo dell’italian design. È fondamentale l’apporto che in Italia, negli ultimi 50 anni, il design ha dato allo sviluppo della nautica e segnatamente di quella a motore; la posizione raggiunta oggi dalla nostra cantieristica nel panorama mondiale ne è la chiara dimostrazione.
  • Eliche semisommerse. Timone semintubante. Nel 1974, l’autore rimase in panne sul lago di Bracciano, a bordo di un Minidrago Italcraft propulso con eliche semisommerse, avendo un motore in avaria e non riuscendo a manovrare con una sola elica. Per ovviare a questi inconvenienti, dopo studi e prove effettuati in collaborazione con il cantiere, arrivò, l’anno successivo al brevetto del timone semintubante per eliche sommerse, il sistema attualmente adottato dalle imbarcazioni più performanti.
  • La strana storia delle appendici. Meglio tardi che mai. La storia dell’ala immersa della barca, fra stabilità e scarroccio, intuizioni e ripensamenti.
  • Perché la barche scure “bollano” più delle chiare. Colore e colpi di sole. La presenza di bolle sulla superficie di un’imbarcazione che nel peggiore dei casi può sviluppare anche subito dopo l’acquisto, oltre ad essere antiestetica, può comportare diversi problemi strutturali e di tenuta. Vediamo quali analisi chimiche devono essere effettuate per determinare la causa dell’insorgere di queste bolle nel laminato.
  • Il Centro Internazionale Radiomedico: CIRM. 70 anni di assistenza ai naviganti. Per i naviganti di tutto il mondo, da ormai 70 anni, la sigla CIRM rappresenta un punto di riferimento per la sicurezza e la salvaguardia della vita umana in mare. Nato per volontà del prof. Guido Guida nel lontano 1935, da allora ha seguito i mutamenti tecnologici delle comunicazioni per offrire ai marittimi assistenza sanitaria. Ripercorriamo insieme la storia di questa Fondazione di Diritto Privato Onlus e scopriamo quali sono le frontiere della medicina a distanza offerte dalle nuove tecnologie.
  • Nautica ha provato per voi, scoprendone pregi e difetti, le seguenti imbarcazioni: Cantiere Se.Ri.Gi. – Solaris 53 FD, Egemar – Liberty 74, Azimut Yachts – Azimut 62S, AB Yachts – AB 58, Open Boat – Blue Game 47, Morgan Yacht – Morgan 44, Elan Marine – E 42 Power.
  • Antica cartografia. Arte per navigare. Sono italiane le più antiche carte nautiche, vere e proprie opere d’arte con rose dei venti dai colori smaglianti e le coste formate da minuscoli nomi di porti scritti in rosso, verde e giallo. Realizzate dal XIII al XVIII secolo, testimoniano il senso della fantasia artistica e del bello che animava i nostri maestri cartografi.
  • Isole Seychelles. A mille miglia dal resto del mondo. Nell’immaginario collettivo, le Seychelles rappresentano lo stereotipo dei paradisi tropicali. Isole sperdute nell’Oceano Indiano, che per la loro natura incontaminata, le loro spiagge bianchissime, le barriere coralline e gli splendidi fondali rappresentano una meta ambita: uno splendido esempio lo troviamo in Fregate Island. Ma questo paradiso ha una parte proibita ed è quella dell’atollo di Aldabra, dove possono soggiornare solo studiosi e ranger, e sono ammessi solamente pochissimi fortunati turisti.
  • Nella rubrica Per saperne di più, Nautica offre ai suoi lettori un’analisi dei nuovi sistemi telefonici via internet, utilizzabili anche dalla barca se si dispone di un collegamento al web.
  • Nella rubrica Vela Libera Paolo Venanzangeli ci parla della stagione dei record. Velocità sempre più sostenute e sempre più incredibili per chi solitamente a vela riesce a navigare al massimo a 10 nodi nel caso dei monoscafi. Per aiutarci a comprendere meglio i nuovi traguardi raggiunti da chi fa della velocità in mare una ragione di vita, Venanzangeli cita il record ottenuto da “ABN Amro one” condotta da Mike Sanderson alla Volvo Ocean Race, che ha percorso ben 546 miglia in 24 ore a una media di 22,75 miglia con velocità di punta di quasi 40 nodi.
  • Campionati invernali. Rega tanti d’inverno. Sempre più numerosi i campionati invernali organizzati con successo lungo la penisola.
  • Rolex Trophy di Sydney. Mascalzoni downunder. Parte dell’equipaggio di “Mascalzone Latino Capitalia Team”, ha accompagnato l’armatore a sfidare in casa l’iridato dei Farr 40.
  • Nona Volvo Ocean Race 2005-2006. Doppietta olandese. En plein del team olandese che, nella prima tappa del giro del mondo, ha centrato un primo e un secondo posto con le sue due imbarcazioni.
  • La rubrica dello sport è come sempre ricca di notizie dai campi di regata e dai circuiti di motonautica. Nelle pagine dedicate alle notizie sportive i nostri lettori troveranno informazioni relative alla vela e alla motonautica, in particolare degli impegni della Nanni Diesel nel 2006, del tentativo di record per Dee Caffari, Goran Petersson nuovo presidente ISAF, il nuovo formato olimpico che prevede una serie di 11 regate per ogni classe, Campionato del Mediterraneo IMS del 2006.
  • Su Nautica di gennaio i nostri lettori troveranno l’indice dell’annata 2005, grazie al quale eventuali argomenti di interesse che sono apparsi su un numero di Nautica del 2005 sono facilmente reperibili.
  • Come ogni mese, su Nautica di gennaio troverete tutte le rubriche dedicate al mondo della nautica e in allegato la “Borsa del nuovo”.
  • La rubrica “Una barca per tutti”, che comprende i piccoli annunci e affronta i seguenti argomenti: La borsa del nuovo il Charter scuole e patenti: indirizzi; Il Consulente l’usato: consigli e suggerimenti sulla manutenzione delle barche, le schede delle barche di una volta e intervista ad un broker; pagine blu.

Editoriale

CHI SARA’ IL SUCCESSORE DI VITELLI?

GIOCHI D’INVERNO

Come paventavamo, l’apprezzamento di un quarto di punto dell’Euro deciso il mese scorso dalla BCE, Banca Centrale Europea, nonostante l’inflazione in Europa e in Italia si mantenga ormai tendenzialmente attorno al 2%, ha immediatamente fermato la diminuzione della moneta unica europea rispetto al Dollaro. Poi c’è stato un ulteriore aumento di un quarto di Dollaro da parte della Federal Reserve statunitense – una stretta dettata dal deficit commerciale USA, che invece di diminuire, come ci si attendeva, è balzato a 68,9 miliardi di Dollari – e tutta una serie di eventi, in primis il prezzo del petrolio ha ripreso a salire, e siamo ritornati in un momento di studio e di valutazioni da parte del mondo finanziario, che premia l’oro e il mattone. Così il rapporto tra le due monete più forti del mondo è risalito e oscilla attorno a 1,20 Dollari per un Euro.
La situazione, peraltro, consente alle holding di approfittare della debolezza dei mercati azionari per acquisire a buon prezzo ottime aziende produttive e di servizi. Per chi può, è il momento degli affari – per comprare una barca o ancor più un’azienda – domani tutto costerà sempre di più.

Questo aspetto riguarda anche la nautica italiana, che in controtendenza rispetto agli altri settori produttivi nazionali, continua a trovare, tutto sommato, un buon mercato, dimostrandosi un ottimo settore per gli investimenti finanziari e non solo italiani.

La trasformazione di molte aziende da artigianali, con capitale saldamente in mano alla famiglia, in piccole o medie industrie con dirigenza manageriale, ha notevolmente cambiato le prospettive di sviluppo del settore. Anche a causa del continuo progresso delle produzioni in chiave di costumer satisfaction, i tempi degli investimenti sono cambiati: occorrono sempre maggiori disponibilità finanziarie e in tempi molto brevi, in genere impossibili per una famiglia pur importante, se si vogliono adeguare stabilimenti e impianti ai nuovi modelli, alla costante richiesta di innovazioni da parte del mercato, anzi dei mercati, considerato che col mercato globale si opera contemporaneamente su molti fronti.

È una situazione in cui l’azienda familiare solo raramente riesce a emergere con la genialità del suo conduttore e dei suoi cervelli. Il fenomeno, però, non esiste solo nella nautica, ma in tutti i settori produttivi, tant’è che negli ultimi tempi i giornali economici sono pieni di notizie circa aziende di nome e sicuramente attive, che vogliono entrare in Borsa. Cosa le spinge a rinunciare all’indipendenza operativa e gestionale e a sottoporsi alle regole borsistiche e al giudizio di un azionariato più o meno popolare? Appunto la mancanza di liquidità e i costi altissimi da dover affrontare per ricorrere al finanziamento bancario.

Il rischio? Di andare in mano a concorrenti, che vogliono assorbire o addirittura eliminare il nome, il marchio del competitor più preoccupante, com’è successo nell’acciaio, oppure, se i dividendi non sono importanti, orientati a tagliare rapidamente i rami secchi. Non siamo più la provincia dove tutto era controllato e passava attraverso Mediobanca e le grandi famiglie industriali italiane. Anche molte di esse ora sono fuorigioco. È la legge dell’economia di mercato, una realtà che si è manifestata negli USA con decenni d’anticipo e ora investe noi, che restiamo indecisi e stupefatti per la rapidità del fenomeno.

I valori sono cambiati. Si guarda esclusivamente al vantaggio finanziario e non al valore intrinseco dell’azienda né al capitale umano che vi lavora, ma alle plusvalenze che può portare o ad altri vantaggi in nome dei quali si può chiudere tranquillamente e in breve tempo una società che dà lavoro a migliaia di persone o svilupparla al massimo, in maniera assolutamente impensabile prima.

Questa è anche la ragione per cui si formano i Gruppi, dove una società eminentemente finanziaria acquisisce e controlla aziende più o meno dello stesso settore o in settori completamente diversi. La capogruppo mette a disposizione i capitali, le varie aziende devono farli fruttare con ottimi dividendi. Altrimenti si cambia investimento.

Ciò spiega l’interesse manifestato dai gestori di Fondi azionari per diversi cantieri italiani di nome, come Ferretti con Permira – operazione sapientemente gestita da Paolo Colonna, che ha rilanciato il Gruppo Ferretti e i suoi brand: sono entrati in borsa, poi ne sono usciti, ore pensano di rientrare – o come Camuzzi International, che ha acquisito Baglietto e Cantieri di Pisa. Ma non c’è nulla di miracoloso: servono le persone giuste al posto giusto al momento giusto.

Ci sono state, anche nella nautica, altre esperienze a dimostrare che non sempre il tentativo riesce. Accade, infatti – è successo anche in Fiat – che a volte le valutazioni finanziarie superino e pregiudichino quelle produttive, travolgendole. In campo nautico, appena qualche anno fa, il più grande gruppo USA, l’OMC, che aveva in mano il grosso del mercato mondiale delle barche e dei motori fuoribordo, con fatturati da capogiro, ha fatto bancarotta, sacrificato appunto sull’altare di giochi finanziari.

Altre volte, in altri casi anche in Italia, i nuovi manager, più esperti in campo finanziario che produttivo, hanno imposto una politica di prodotto errata.

Certo i recenti scandali finanziari che hanno portato denunce per associazione a delinquere e arresti – a iniziare da Cirio e Parmalat, fino alla recente scalata di alcune banche, Anton Veneta in testa – hanno sicuramente spaventato gli investitori, essendo risultato chiaro il mancato o inefficiente controllo da parte del sistema Italia. Quando però l’ “orso” ripartirà, quando l’euforia contagerà la grande massa di quanti giocano in Borsa, il che potrebbe accadere in tempi anche abbastanza vicini, sicuramente ne vedremo delle belle.

Frattanto si è aperta la corsa alla successione di Paolo Vitelli alla Presidenza dell’Ucina. Egli ha dimostrato le grandi potenzialità del suo incarico e ha ottenuto successi indiscutibili a favore degli associati. Diciamo che Vitelli è stato molto utile all’Ucina, ma anche il ruolo di rappresentanza ha consentito al Presidente di allargare i suoi orizzonti politici. Ci saremmo aspettati un plebiscitario coro di conferma per Vitelli, un’accorata richiesta di non lasciare il timone dell’Associazione, e tale possibilità, prima auspicata da molti, disposti a modificare lo Statuto sociale pur di rinnovargli ancora una volta il mandato, si è smorzata. Sicuramente egli ne sarà stato molto deluso. Saranno invece felici i suoi collaboratori del Gruppo Azimut e delle sue altre attività – che hanno sempre protestato per la passione e l’attenzione che il nostro poneva nel suo incarico associativo, trascurando i suoi affari – quando egli annuncerà la decisione di passare la mano, come del resto impone lo Statuto, al quale è stato sempre ligio.

Ma dopo la dimostrazione che egli ha dato del potere che ci può essere dietro una presidenza Ucina, sembra non ci sia neanche più disponibilità ad accettare il passaggio del testimone a uno dei due vicepresidenti, pur molto validi e in grado di continuare la sua politica. Nonostante le perplessità e i rifiuti manifestati in tante occasioni da Norberto Ferretti (e non crediamo che cambierà idea), c’è una chiara volontà di spostare la presidenza sulle rive dell’Adriatico. L’annuncio di Paolo Vitelli al Consiglio Direttivo Ucina di volersi dedicare totalmente al suo Gruppo ci dovrebbe essere prima delle feste natalizie. Le carte si scopriranno invece al Satec, a Santa Margherita, il prossimo maggio, con l’elezione del nuovo Consiglio direttivo e la scelta del Presidente e della sua Giunta.

Questo testo, se non si riferisce al numero di Nautica correntemente in edicola, viene pubblicato esclusivamente a fini storici e le opinioni espresse potrebbero non coincidere più con quelle della Direzione e/o della Redazione di Nautica Editrice Srl

Indice articoli presenti in questo numero

1
Cannigione: lavori in corso per un porto più bello e sicuro
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2006 | numero: 525 | pagina: 190

2
I porti turistici al 45° Salone Nautico di Genova
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2006 | numero: 525 | pagina: 174
3
La Regina Elisabetta II inaugura il Grand Harbour Marina
rubrica: Approdi e residenze | annata: 2006 | numero: 525 | pagina: 190
4
Chi sarà il successore di Vitelli?: Giochi d’inverno
rubrica: Attualità | annata: 2006 | numero: 525 | pagina: 70
5
Il C.I.R.M.: 70 anni di assistenza ai naviganti
rubrica: Attualità | annata: 2006 | numero: 525 | pagina: 98
6
Capodanno in barche a vela
rubrica: Broker & Charter | annata: 2006 | numero: 525 | pagina: 258
7
Charter di lusso: barche da sogno
rubrica: Broker & Charter | annata: 2006 | numero: 525 | pagina: 256
8
Nuovo sito charter
rubrica: Broker & Charter | annata: 2006 | numero: 525 | pagina: 258
9
Usato conveniente
rubrica: Broker & Charter | annata: 2006 | numero: 525 | pagina: 268
10
Eliche semisommerse: Timone semintubante
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 525 | pagina: 82
11
La strana storia delle appendici: Meglio tardi che mai
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 525 | pagina: 86
12
L’evoluzione del motoryacht – 1: Il contributo dell’italian design
rubrica: Didattica e tecnica | annata: 2006 | numero: 525 | pagina: 78

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